Putin e la Bomba: stavolta fa sul serio

Devo ammettere che sulle prime avevo sottovalutato l’annuncio del Presidente Putin di una superbomba nucleare innovativa. In fondo, siamo nel pieno della campagna elettorale, e in vista delle presidenziali del 18 marzo non può certo sorprendere che Vladimir Putin scegliesse, tra gli altri temi, anche di spingere l’acceleratore sulla politica internazionale. E’ in questo campo, infatti, che Putin ha riguadagnato alla Russia un ruolo di primo piano dopo la drammatica inconsistenza del suo predecessore Eltsin. Putin, insomma, tra le classiche promesse sul pil e sui redditi, tipiche di chi vuol raccogliere voti, annuncia le nuove armi segrete russe. Fatti e non pugnette, a quanto pare, e fra questi uno speciale missile da crociera che trasporta una testata nucleare ed è spinto da propulsione nucleare.

Ho letto la notizia sui tabloid ed ho fatto spallucce: “campagna elettorale”, ho pensato.

Poi però, ho registrato che le riviste specializzate (analisi difesa, difesaonline, limes) non parlano di questa cosa, se non come news di cronaca locale e che gli haters di Putin si dicono preoccupati per questa faccenda. Gulietto Chiesa gongola. Saker Italia pure. Allora, sono andato a vedere meglio ed ho finalmente chiara una cosa che nemmeno gli estimatori di Putin in Italia hanno il coraggio di ammettere.

La superbomba russa non ha valenza solo difensiva, ma consente un “primo colpo“, cioè viene realizzata allo scopo di attaccare per primi e avere un vantaggio (peccato che non stiamo parlando di scazzottate, ma di nucleare….)

Quante volte abbiamo sentito l’espressione chi colpisce per primo colpisce due volte? Ecco, direi con molta tranquillità che i russi hanno studiato un strategia per garantirsi questo vantaggio. E ora che hanno avuto conferme dai test, lo dicono in funzione di deterrenza. Solo che, rispetto al recente passato, non è più deterrenza minima, ma registra un suono decisamente più sinistro.

Se l’attentissimo Chiesa e quelli del Saker parlano di deterrenza, io francamente stavolta non me la sento proprio e credo che la faccenda sia molto più seria del solito. In pratica, per i non addetti ai lavori, stiamo parlando di un Ramjet, cioè uno statoreattore.

Gli statoreattori hanno trovato largo impiego quali motori per missili. In questo caso vengono spinti alla velocità supersonica operativa da un motore a razzo oppure vengono trasportati a queste velocità da un altro velivolo, quasi sempre un caccia.

Nel caso del missile russo, invece, a muoverlo sarà un reattore nucleare non schermato che funge da propulsore.

Non necessita di uscire dall’atmosfera. Può volare “rasoterra”

Occorre dire che negli anni Sessanta, gli ameriani rinunciarono ad un progetto simile perchè (a detta loro) era un progetto “troppo pericoloso”.

Secondo la leggenda, infatti, gli americani furono costretti a rinunciare perchè i test erano troppo pericolosi. Dunque, se i russi ci sono riusciti è perchè hanno rischiato. E tocca dire, fregandosene dei rischi.

Oggi, superando le riviste specializzate, i divulgatori scientifici di Focus, sostengono che

“il missile non può essere intercettato, perché vola anche rasoterra o quasi, adattando la traiettoria alla morfologia del terreno e restando perciò invisibile.

La propulsione nucleare è utilizzata per sottomarini, portaerei e altre navi, ma sarebbe la prima volta per un oggetto destinato al volo: dalla guerra fredda al recente aereo a propulsione nucleare della Boing sono stati pensati diversi prototipi, mai però realizzati.”

Evidentemente, alcune notizie passate sotto traccia in questi mesi dovevano far suonare il campanello d’allarme. Si è infatti parlato a novembre di una nube di Rutenio 106 che sarebbe passata anche sopra l’italia e di una perdita ignota di Iodio. La Nato aveva attivato dispositivi di caccia di informazioni. 

Questo non può che significare che mentre l’occidente atlantista cazzeggiava su Siria e Corea, Putin preparava un FIRST STRIKE e testava la nuova arma. Con successo.

Ci attendono tempi molto interessanti.

1 Commento

  1. …un suono decisamente più sinistro. Direi molto sinistro Prof. Bordin perché veda, Putin è un “cavaiere nero” nel senso di G.Proietti e “nun ie devono c… er c…” per la seguente ragione: egli, in gioventù, agli albori degli studi che determinarono la sua carriera successiva, ha vissuto ciò che può essere riassunto come “università della strada”, cioè quell’insieme di esperienze che, nel bene e nel male, ti segnano per il resto dei tuoi giorni. In quel periodo, sulla sua pelle, ha capito che “se non puoi evitare la rissa, allora colpisci per primo ” così sarai in vantaggio e, probabilmente, ti salverai. Filosofia ” da strada” ma molto pratica
    e soprattuto efficace in condizioni date. Leggendo l’altro articolo ” A San Valentino, l’eminenza grigia…..” che a mio avviso Putin ha certamente visionato, prima di essere pubblicato dal suo collaboratore Surkov, mi ha molto impressionato il passaggio che
    recita “…domani tutto sarà di nuovo realizzato dall’uomo, dato da un uomo,letteralmente – Un uomo…”. Ecco, mi sforzo di interpretare, senza per altro riuscire ad evitare brividi lungo la schiena e il ricordo di una recente video-intervista di Giulietto Chiesa dal titolo “Finiremo tutti arrosto”. Questi deliranti psicopatici, sociopatici, cocainomani, pervertiti, questo deserto che avanza cosa fa ? Cerca la rissa. Come abbiamo visto ” nuovi giocattoli ” sono già pronti, altri arriveranno, tutto ciò che di diplomatico-razionale doveva essere fatto (strategia- Fabio Massimo Temporeggiatore) è in campo, cosa resta da vedere?
    Tempi molto interessanti certo, speriamo di poterli raccontare ai nostri figli, ma il tempo sta per scadere,o sbaglio?
    La seguo, un saluto.

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