Una valuta, cento illusioni

“E tu negli occhi miei…”, come cantava Mino Reitano. Solo che questa volta non è una chitarra  a deluderci, ma una valuta, l’euro. Passano infatti gli anni, fioccano le bombe sulla Siria, arriva la ripresina, c’è Di Maio che limona duro con Salvini – insomma, tante belle cose – ma l’Europa rimane una montagna di merda. Queste sono certezze, cari, non si sfugge.

Nonostante le molte novità di politica interna ed estera, l’affaire EURO non va mai dimenticato. L’ultimo spunto per ricordarcene ce lo offrono Giovanni Zibordi di Cobraf.com e Maurizio Gustinicchi di Scenarieconomici.it:

Negli ultimi 2 anni la valuta italiana (l’euro) si è rivalutata contro quella svizzera (il franco) di un 10-12%. Chiaramente, ciò è avvenuto perchè gli italiani sono diventati più efficienti e produttivi degli svizzeri, vero?

Questo commento ironico di Gustinicchi ricorda a tutti che cos’è l’euro nel profondo: una bugia. Non è nemmeno così determinante sforzarci di capire se l’euro ha funzionato o no. Anche se avesse funzionato (ed è evidente che non è successo)  nel progetto dell’euro c’è qualcosa di intimamente malato, poiche si basa sulla menzogna.

Propongo un esperimento mentale.

Fingete di essere un residente di Campobasso, allegra cittadina del Molise con un tasso di disoccupazione di circa il 15 per cento. Non male, per essere al sud, direte voi, c’è chi sta peggio. Ma possiamo convenire che anche se un lavoro ce l’avete perchè non rientrate in quello sfortunato 15 per cento, il vostro tenore di vita non è paragonabile  – in media – a quello di un abitante di Boston, o Londra, o Bruges, o San Gallo. Siccome amate viaggiare, vi recate in qualche amena località internazionale che vi faccia scordare la noia di Campobasso (non me ne vogliano gli amici molisani). Entrate in un locale di Manhattan, ad esempio, con 1 euro e chiedete di cambiarlo in dollari e che succcede? Se accettano di cambiarvi la moneta … vi restituiscono più di un dollaro, e per l’esattezza, nel momento in cui scrivo, 1 dollaro e 24 centesimi. Ciò significa, che i soldi che voi, cittadino di Campobasso, avete in tasca, vale più del denaro che ha in tasca un newyorkese. Se vi pare normale, consiglio caldamente di farvi una doccia e andare dal medico: l’economia più potente del mondo, quella che quota Apple, ad esempio, e la cui capitalizzazione vale più di quelle di tutte le società italiane quotate in Borsa a Milano, gestisce gli scambi con una valuta che vale meno di quella usata a Campobasso, o a Varese, o a San Giovanni Lupatoto.

Ma non pensate solo ai cittadini in gita… questo anzi potrebbe farvi propendere per l’euro anche se non ne cogliete il senso. Pensate semmai  alle aziende di Campobasso: quelle aziende hanno una valuta più forte di quelle di Zurigo o di Seattle. Qui di seguito, il grafico di cobraf.com che evidenzia il rapporto demenziale  tra l’euro e  il franco svizzero

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