Colpo di scena: Babchenko è vivo

La flash news è dedicata ai russofobi del pianeta, che nulla capiscono delle dinamiche eurasiatiche e che in massa hanno creduto alla messa in scena orchestrata in queste ore dai servizi segreti ucraini.

Arkady Babchenko è un giornalista e scrittore russo che si era trasferito in Ucraina dopo essere stato oggetto di minacce per le sue posizioni polemiche contro le operazioni di Mosca in Siria e Ucraina. Infelice che la Russia di Putin stia dando un contributo decisivo a liberare il medioriente dai signori della guerra e dai professionisti del terrore, Banchenko è niente di più e niente di meno uno che vuole accreditarsi in Occidente, dove coi libri farlocchi e le scenneggiate si pososno fare molti quattrini ed avere grande visibilità. Dai telegiornali di tutto il mondo ci è stato ieri raccontato di un attentato avvenuto in circostanze misteriose ai danni di questo rifugiato politico in pectore. E dove può andare a rifugiarsi un russo che lotta contro Putin? Ha due scelte: o si affoga di aperitivi in centro a Mosca tra un flashmob e l’altro, stile Navalny, o va a farsi ricompensare dai nazionalisti che governano in Ucraina dopo il colpo di Stato del 2014.

Se ci pensiamo, la notizia che Babchenko sia invece vivo e vegeto ha dell’incredibile: ci stanno prendendo per il culo. Non è che non lo sapevamo, eh? Ma ora le fake atlantiste stanno raggiungendo toni a dir poco grotteschi. E’ a molti chiaro che dopo il caso Skripal potesse succedere di tutto per screditare la Russia, ma che uno si fingesse morto per poi presentarsi in conferenza stampa come in un film di Tom Cruise ancora non lo avevamo  creduto possibile.

Perchè Babchenko si è prestato a questa buffonata?

Secondo le dichiarazioni riportate dai servizi di sicurezza ucraina, la messa in scena dell’assassinio era stata organizzata per smascherare agenti russi. La moglie aveva denunciato l’uccisione del marito, colpito alla schiena da 3 proiettili d’arma da fuoco.

Babchenko e lo Sbu ucraino avrebbero così scoperto che in Ucraina ci sono agenti russi. Speriamo che ora i servizi di intelligence non facciano finta di ammazzare anche me, perchè – tenetevi forte – vi svelo che ci sono agenti russi anche in Italia. Non solo: ci sono agenti dei servizi anche di Stati Uniti, Inghilterra, Israele e chissà quanti altri paesi, e pure noi abbiamo agenti italiani che fanno questo lavoro all’estero.  E’ un lavoro! Si chiama lavoro di intelligence. Che poi abbiano finto di ammazzarlo per impedire che lo ammazzino, come si legge nelle cronache di queste ore, fa pensare alla magia delle favole, e ci fa tornare tutti un po’ bambini.

A quel guascone di Babchenko, che non si sentiva al sicuro in Russia e che per poco non ammazzano in Ucraina, ricordiamo allora la favola di Esopo “al lupo, al lupo”:

In un villaggio viveva un pastorello che di notte doveva fare la guardia al gregge. Si annoiava e quindi, decise di fare una serie di scherzi: mentre le altre persone erano a dormire cominciò a gridare: “Al lupo, al lupo!” Così tutti si svegliarono e accorsero per aiutarlo. Ma il pastore burlone rivelò loro che era uno scherzo.

Questo scherzo continuò per parecchi giorni, fino ad una notte in cui un lupo venne veramente. Il pastore cominciò a gridare: “Al lupo, al lupo!”, ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo.

Così il lupo divorò sia il pastore che tutte le pecore.

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