Fare figli: la Germania paga e inverte la tendenza

Sostenuti da una serie di politiche favorevoli alle famiglie, i tassi di fertilità tedeschi sono tra i più alti dagli anni ’70, secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale.

“C’è un clima positivo per avere figli, è una chiara inversione di tendenza“, ha detto Martin Bujard, direttore presso l’Istituto federale per la ricerca demografica a Wiesbaden.

L’inversione è stata sostenuta da diverse leggi a partire dal 2004, tra cui la legislazione del 2013 che offre ai bambini piccoli il diritto all’asilo nido. Prima di allora, molte donne sentivano di dover scegliere tra fare figli o lavorare.

Con la popolazione della Germania in rotta, il sostegno alla “Kinderkriegen” (in età fertile) è diventata effettivamente una questione di sicurezza nazionale per la più grande economia europea.

Nel 2016 il paese ha speso 45 miliardi di euro per i programmi per l’infanzia e la gioventù, e la maggior parte di questi è destinata alle strutture per l’infanzia. Aggiungendo altri benefici come la maternità e il mantenimento dei figli, il totale speso per le famiglie sale a circa 90 miliardi di euro.

Una cotanta spesa, secondo Bloomberg, è in linea con il budget della difesa del paese per il 2016 che ammonta a circa  35 miliardi di euro.

Dato l’impatto sull’offerta di manodopera e sulla spesa pubblica, “la demografia è probabilmente una delle sfide chiave per la Germania nei prossimi 10-20 anni”, ha dichiarato Oliver Rakau, capo economista tedesco presso l’Oxford Economics di Francoforte. Il baby boom è positivo, migliora le prospettive di crescita e contribuisce a compensare l’aumento dei costi sanitari e pensionistici.

Attualmente, la Germania ha una popolazione di 82,5 milioni di persone e registra un aumento di 346mila persone.

Cosa può imparare l’Italia da questa lezione? Che nel paese dell’austeritahahahahahahahahaahha, la “Perfita Cermania” della Merkel, pagano caro perchè si facciano più figli. E a quanto pare sta funzionando.

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