Quella volta che Facebook chiese l’amicizia a Putin

Ho scritto molto su Vladimir Putin, figura ormai divenuta simbolica più che politica. Il Capo del Cremlino, da qualche tempo non è più, solamente, il presidente russo. Se egli fosse misurato per questa sua caratteristica specifica e basta, Putin verrebbe considerato un politico abile, ma non particolarmente diverso da tanti altri sparsi per il mondo.

Putin, nel tempo, è invece riuscito a diventare un simbolo, un’occasione storica.

Ci sono tanti motivi per i quali questo è successo, e al tema il sottoscritto ha dedicato persino un libro – ma se proprio vogliamo una prova immediata dell’importanza dell’affaire Putin oggi, la trovimo nel comportamento schizofrenico dei media occidentali quando affrontano l’argomento.

Putin viene presentato come il cattivo russo dei film: un barbaro dagli occhi di ghiaccio senza mai un sorriso sulle labbra che non muti in ghigno. Provate a scrivere la parola “Putin” in google immagini e ne vedrete delle belle. In groppa ad un orso (?), a petto nudo, in tenuta militare, circondato dalle tigri.

A questo repertorio – che rischia di oscurare il classico Benito Mussolini mietitore di grano – da qualche ora si è aggiunto anche Vladimir Putin camionista. Secondo le cronache, infatti, a bordo di un gigantesco camion Kamaz, il presidente russo ha inaugurato il ponte sullo stretto di Kerch, ovvero il ponte lungo 19 chilometri che collega la Russia e la Crimea. “Andiamo,” ha detto il leader del Cremlino prima di saltare nel veicolo, facendo eco a una famosa frase attribuita al primo uomo nello spazio, il cosmonauta sovietico Yury Gagarin.

Ovviamente, la notizia è stata riportata in Occidente come l’ennesima prova muscolare di un dittatore, di un uomo accecato dal potere che non esita a usare ogni mezzo propagandistico pur di farsi notare.

Le gesta di Putin a caccia o in groppa ad un destriero, unite ai meme dei gruppi di fans sui social, consentono di associare Putin all’attore Chuck Norris, onnipresente icona di (pseudo)imbattibilità e di grande ispirazione per tutta una serie di battute sulla sua leggendaria figura,  che spaziano dai Griffin ai siti web più ironici e dissacratori.

Prima di farne una caricatura, però, i giornalisti occidentali farebbero bene a guardare in casa propria.

Qui sopra abbiamo due importanti esponenti della destra e della Sinistra italiana, Matteo Renzi (ex Presidente del Consiglio) e l’ex ministro La Russa in una tenuta da combattimento in grado di far impallidire Fidel Castro e Pinochet messi assieme.

Qui invece vediamo il due volte presidente americano George Bush a caccia, mentre poco sotto l’attuale inquilino alla Casa Bianca, Donald Trump, intento a placcare un avversario in un incontro di wrestling

In questa foto, invece, vediamo la cancelliera tedesca Angela Merkel in grado di terrorizzare persino un lemure. Povera bestia!

Detto più chiaramente, la propaganda di Vladimir Putin, per quanto esplicita e grossolana, è ancora all’acqua di rose rispetto a quella occidentale, dove si vedono imboscati celebri che non fecero nemmeno la naja, come Matteo Renzi, vestiti in mimetica, e arcinoti zoofobi, come la Merkel, accarezzare animali esotici.

Quanto dobbiamo aspettare ancora prima di leggere sul Corriere l’ipotesi di un Vladimir Putin vulcaniano incaricato dal Dottor Spock di distruggere la Terra?

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