Se Marx è morto, perchè vi cagate ancora addosso?

Lo spettro di Karl Marx si aggira ancora per l’Europa e non solo. In questi giorni se ne parla un po’ di più perchè si ricorda il suo genetliaco, ma anche in altre occasioni se ne parla e se ne sparla sempre volentieri. Come sanno tutti, Marx fu un filosofo e un economista, così come lo furono Aristotele, Platone, Kant e Adam Smith. Quando si parla di Marx, la cosa che si sente più spesso dire è che “è morto”, ripetuto ossessivamente, come fosse un mantra.

Quando sento ribadire questo annuncio ossessivamente, mi viene alla mente il finale di Fuga da Alcatraz, interpretato da Clint Eastwood, nell’ultima scena quando il Direttore del carcere a chi gli chiedeva se, a parer suo,  i prigionieri appena evasi fossero sono ancora vivi, rispondeva digrignando i denti e con una smorfia di dolore: “sono morti… sono morti annegati”. Poco dopo la fuga di Frank Morris, alias Eastwood, il penitenziario di Alcatraz fu chiuso per sempre…

E’ del tutto evidente che chi sbuffa della morte di Marx lo fa per esorcizzare una sua paura, e cioè che Marx, la sua analisi del capitalismo e le sue idee siano ancora vive e vegete. A duecento anni dalla nascita non c’è niente di strano. La filosofia, essendo esperienza quanto mai umana non soffre della stessa sorte riservata alla tecnica e alla scienza. Nessuno, oggi, può definirsi “tolemaico” rimanendo serio, perchè Niccolò Copernico ha proposto calcoli più precisi e tutti lo sanno che il geocentrismo non era il modello corretto, mentre l’eliocentrismo dell’astronomo polacco si (con tutti i distinguo del caso). Invece, ancora oggi, uno può tranquillamente dirsi epicureo, sofista, stoico o marxista.

La filosofia, lo ripeto, è un sapere umano che gode di una duttilità e di una storicità impossibile al sapere tecnico. E meno male che sia così.

Dunque, tanto per uscire dal filosofese, col cazzo che Karl Marx è morto! Sarà morto Tolomeo. Sarà morto Filolao, ma Marx è tra noi e gode di ottima salute, alla faccia di chi gli vuol male.

Sia inteso: chi scrive non è un estimatore acritico di Marx. Molte cose che il pensatore tedesco riteneva valide non sono più sostenibili perchè il mondo industriale è profondamente cambiato. Inoltre, Marx non aveva tenuto in giusta considerazione il rilevante ruolo dell’ambizione individuale nella creazione del valore. Ma in questa sede non c’è lo spazio sufficiente per individaure ciò che di Marx è ancora accettabile e ciò che invece va risolutamente rifiutato.

Infinitamente più interessante è invece capire PERCHE’ Marx è così odiato e rifiutato da qualcuno. Cosa c’è insomma, di così inaccettabile in Marx, cosa c’è di così indegno? Cos’è che, fuor di metafora, li fa ancora cagare addosso a 200 anni di distanza?

L’insuccesso dei paesi comunisti?

Naaaaa. Marx è passato a miglior vita decenni prima che il comunismo si affermasse in qualsivoglia nazione. Inoltre, Marx aveva pensato il suo modello per l’Inghilterra, non certo per la Russia o il Vietnam. Dunque, non è la paura della ricetta comunista che fa così tanto temere il pensiero di Marx.

Nessuno si sognerebbe mai di ripetere ossessivamente che “Kant è morto”, o che Platone è morto”. Invece, per Marx lo fanno…

Marx non li fa dormire di notte perchè ha DIMOSTRATO nella teoria e nei fatti che l’uomo può modificare il modello economico imperante. Ha dimostrato, nella teoria e nei fatti, che l’economia è, aristotelicamente, una regola, e non un fatto naturale ineludibile.

ECONOMIA è parola di orgine greca che significa “regola della casa”, “pianificazione della comunità”.

Dunque, con buona pace dei liberisti, l’uomo può modificare il modo di produrre e di scambiarsi i beni. Il modello che abbiamo adottato non è affatto il più efficente, e verrà modificato. Il mercato, infatti, c’era anche prima della nascita del capitalismo. E con buone probabilità ci sarà anche dopo la fine del capitalismo.

Perchè il capitalismo finirà. Come tutte le cose che non ci sono sempre state, come tutte le cose che non sono eterne, ma che sono nate dall’uomo, anche il capitalismo morirà.

Ed a me e a Marx, questo non dispiace proprio per niente.

Tanti auguri Karl, e grazie per tutto quello che hai fatto per noi.

7 Commenti

  1. Totalmente OT, ma visto che nel sito si parla anche di trading magari la cosa può avere un qualche interesse. Mi sembra proprio che il petrolio sia pronto ad un’altra bella escursione in territorio 100-110 $ al barile.
    Venendo invece a Marx, però c’entra anche il petrolio, quello che Marx definisce “valore” cioè il contenuto di lavoro all’interno di un bene, si chiama “costo di produzione”. Il valore del bene è invece il prezzo che i clienti sono disposti a pagare. Insomma, magari il valore marxiano di un cesto di fragole può pure essere lo stesso di quello di un cesto di uova, ma se a me, produttore di fragole, le uova non interessano o interessano poco ci sta ben poco da fare anche se al produttore di uova le mie fragole interessano.
    L’errore di Marx, e anche di Keynes sia pure in modo diverso, è quello di ritenere che un ente superiore, lo stato, possa obbligare le persone a lavorare oppure ad apprezzare i beni e o servizi “prodotti” dallo stato. Seppur sia da sciocchi pensare che non è importante pulire le strade, non si può imporre alla gente di desiderare che esse vengano pulite e che quindi alcune risorse vengano distratte da altri scopi.
    La funzione dello stato come “regolatore della casa” può, anzi deve, essere quella di provvedere a una migliore diffusione delle informazioni in modo tale che i due prigionieri del famoso dilemma capiscano che per loro è molto meglio stare zitti anche se l’equilibrio di Nash indica loro che la cosa migliore da fare è parlare. E magari deve anche fare capire che è meglio non fare i furbi

  2. caro Vincenzo, chi, secondo te, continuerebbe a produrre uova e non fragole? si può produrre quello che si vuole, ma prima ci si chiede: questo prodotto ha mercato?

    • E’ esattamente ciò che ho detto. In un sistema di mercato certe produzioni a un certo punto vengono abbandonate, in un sistema regolato dallo stato, in misura maggiore o minore, si continua a produrre indipendentemente dalla richiesta. E se non ci sta richiesta, la si impone per legge.

  3. SCUSAMI VINCENZO, MA IL SISTEMA CHE DICI TU PUO’ PERMETTERSI UNA PROGRAMMAZIONE. NESSUNA FORZA MA INTERESSE COMUNE

    • Il punto è “chi definisce l’interesse comune?”. Un conto è fare come in Svizzera dove si fa un referendum anche per piantare un albero, altro conto è che l’interesse comune venga definito da un ignoto burocrate che, molti anni fa, ha vinto un concorso magari per raccomandazione e che ora decide senza che si debba assumere alcuna responsabilità sulla bontà delle sue scelte. Basterebbe ricordare come è stato depotenziato il risultato del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati.

  4. vincenzo, la logica è marx. ho l’impressione che tu sia affascinato dalla teoria marxista ma senza vivere “il sogno di una cosa”
    con rispetto,vorrei farti un semplice esempio di logica: ti pare normale che , con la tecnologia oggi a disposizione, che come ci insegnavano a scuola da bambini serve ad aiutare l’uomo, invece di ridurre l’orario di lavoro si licenzino le persone? ti pare logico che miliardi di persone non hanno un lavoro e chi lavora venga schiavizzato per pochi spiccioli? oggi potremmo dividere il lavoro fra tutti e lavorare tutti molto molto meno.tecnicamente è possibilissimo. “eh..vivi di sogni”, mi dirai. io credo che viva nell’incubo continuo chi crede che questa società basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo possa e debba finire. il sistema dell’impero egizio è durato 3mila anni, quello romano mille,chi avrebbe creduto che 4 barbari straccioni e disorganizzati l’avrebbero distrutto. il sistema capitalistico c’è da 200 anni, ha creato nel suo seno chi lo distruggerà. quando? non so non c’è scelta, o “comunismo o barbarie”. scusa il fervore

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