Cottarelli come Mr Magoo

Secondo un paper del Fondo Monetario Internazionale, girano previsioni di crescita economica eccessivamente ottimistiche che, paradossalmente, possono contribuire a causare recessioni e problemi fiscali. 

In che senso?

Il FMI sostiene che le previsioni ottimistiche hanno valenza psicologica negativa e portano le aziende a chiedere prestiti facili in misura massiccia, danneggiando così la crescita.

L’analisi publicata dal Fondo Monetario guidato da Christine Lagarde, porta la firma di Paul Beaudry, professore all’Università della British Columbia, e dall’economista Tim Willems. Il campione preso in esame riguarda le previsioni di 189 paesi attraverso gli outlook economici dal 1990 al 2016.

E fin qua siamo alle solite masturbazioni accademiche. Il bello viene adesso.

Gli autori dello studio stimano che, in media, le previsioni per la crescita del PIL erano di 0,58 punti percentuali in più rispetto al numero effettivo. In altri termini, la ricerca vorrebbe dimostrare che si fanno sempre previsioni troppo ottimistiche, comprese quelle effettuate dagli analisti del FMI stesso.

Non solo: gli studiosi del FMI e gli accademici che ruotano attorno a quel mondo di soloni ha previsto in questi anni solo il 24 per cento delle recessioni economiche. Di converso, ciò significa che

il FMI e gli economisti hanno cannato il 76% delle volte.

Detto in modo più sintetico, ma anche più efficace, se un uomo qualsiasi, che non sa nulla di economia perchè ha sempre avuto altri interessi (tipo l’apparato genitale femminile o il calcio) ha più probabilità di azzeccare le recessioni mondiali di quante ne abbia un economista anglosassone con la pipa. Semplicemente, lanciando in aria una moneta e scommettendo su recessione si – recessione no in luogo di testa o croce, il nostro “uomo qualunque” avrebbe infatti il 50% di probabilità di azzeccarci su un campione come quello citato dal paper.

Ricordiamocene, ogni volta che fanno parlare in televisione Carlo Cottarelli (“ormai ce lo fanno vedere anche dall’oblò della lavatrice”, come ha detto Alberto Bagnai …). Il prezzemolino televisivo di queste settimane e premier in pectore secondo Mattarella, lavora infatti al FMI dal 1998 nell’ambito del quale ha fatto parte di diversi dipartimenti: il Dipartimento europeo, del quale è stato vicepresidente; il Dipartimento monetario e dei capitali; il Dipartimento Strategia, Politica e Revisione, del quale è pure stato vicepresidente, occupandosi tra l’altro di riforma della sorveglianza e – non ultimo –  il Dipartimento Affari Fiscali.

Il guaio per tutti noi è che questi economisti sono come Mr Magoo, l’ipovedente dei cartoni animati, a cui va sempre dritta pur non vedendo un palmo dal proprio naso e facendo schiantare tutti gli altri con la sua imperizia.

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