Ecco: naufragio di migranti nel Mediterraneo

La Katër i Radës, una motovedetta albanese carica di persone in fuga dall’Albania, è stata speronata nel Canale d’Otranto dalla corvetta Sibilla, della Marina Militare Italiana, che tentava di contrastarne lo sbarco sulle coste italiane. Lo speronamento ha causato l’affondamento della nave e la morte di almeno 88 persone. A quanto pare i dispersi sono 27 e 31 le vittime sotto i 16 anni.

Maledetto Salvini! Ho subito pensato, poi mi sono accorto che alla parola “naufragio” postata sul motore di ricerca di Google mi era venuto fuori un incidente del 1997, governo Romano Prodi, Ministro degli Interni di allora tale Giorgio Napolitano, noto filantropo.
 
Il 1997 sembra lontano, ma mica tanto: dai processsi che sono seguiti a quella tragedia, le cause del naufragio andrebbero imputate fra i comandanti delle due imbarcazioni: quello della nave albanese avrebbe compiuto delle manovre azzardate, mentre la Marina Italiana cercava energicamente di sbarrarne il passo per eviatare lo sbarco sulle coste pugliesi.
Il contesto storico nel 1997 era questo: l’Albania aveva chiuso la stagione comunista e molti suoi cittadini avevano intrapreso la via dell’emigrazione. Dopo clamorose ondate migratorie verso l’Italia nel 1991, nel 1997 scoppiò un grosso scandalo, la trufa del marketing piramidale, ascrivibile più al liberismo che al comunismo, e il Paese andò verso l’anarchia. In breve tempo, la paura che la situazione degenerasse provocò una sorta di blocco navale e la chiusura dei porti (urca, e questa dove l’abbiamo già sentita?)
E’ sorprendente come oggi nessuno – pur in clima di campagna elettorale perenne – si ricordi di quell’episodo. Forse, dietro alla Katër i Radës, non c’erano le ong ma solo qualche improvvisato scafista? Forse i profughi albanesi erano comunisti?
O forse le tragedie umane sono come il pret a porter: un anno va di moda una cosa; l’anno dopo, un’altra.

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