Il punto G7 della Merkel

«Sono d’accordo con il Presidente Donald Trump: la Russia dovrebbe rientrare nel G8. È nell’interesse di tutti». Con questo laconico tweet il neopremier italiano Giuseppe Conte ha davvero esordito sullo scenario internazionale. Occorre ammettere che dopo anni di sostanziale ininfluenza, e con un banale tweet, l’Italia è riuscita a mettersi in mostra più di tutti gli altri paesi alla riunione delle grandi potenze mondiali, denominata G7. Il fatto che a una riunione di tal fatta non possa partecipare il Paese con la deterrenza nucleare più forte del mondo fa semplicemente ridere. E Conte lo ha detto chiaro e tondo, beccandosi come contrapartita un invito informale di Trump alla Casa Bianca giunto proprio in queste ore tra lo stupore degli altri partner europei.

Tra un salamelecco e l’altro agli italiani (“bravi con la Libia”, “ottima la loro riforma dei centri per l’impiego” e gne gne gne) sulla Russia, la cancelliera tedesca ha mostrato la propria stizza e intransigenza: i leader europei al G7 canadese sono “d’accordo che un ritorno della Russia non è possibile fino a quando non vedremo progressi sostanziali in relazione al problema ucraino. Questa è la nostra posizione comune”.

Dopo aver invaso la Russia nel 1941, ricavandone un sacco di legnate, in tempi di falsa pace i tedeschi si giocano la carta dell’isolamento, del blocco continentale, ma la loro strategia sta facendo acqua da tutte le parti perchè prima con l’ungherese Orban, poi con Trump  ed ora con gli italiani di Salvini e Di Maio, lo scenario internazionale sta mutando rapidamente. Macron in questa fase appoggia la Merkel, ma se Putin saprà giocare le sue carte dopo i Mondiali di calcio, tra un po’ l’enfant prodige della politica francese e la matrigna d’Europa dovranno gestirsi da soli un G2, altro che un G7.

Il motivo è semplice, banale, ovvio: il XXI secolo non sarà un secolo americano perchè il potere economico e militare si sposterà in Eurasia. In futuro non saranno la Germania e le mezze calzette d’oltralpe ad isolare la Russia, ma gli europei a chiedere di partecipare agli incontri dei grandi della terra, che saranno India, Cina e Russia. In quest’ordine. l’italia si è solo portata avanti col lavoro non per questioni ideologiche, ma perchè i dati sono già evidenti a chi li vuol leggere. Purtroppo, prima che ciò avvenga, e come tutti gli animali feriti, i tedeschi ed i francesi colpiranno sotto la cintura molte volte. Ma c’è da pregare che questa linea inaugurata da Conte continui e trovi spazio perchè il mercato eurasiatico sta marciando spedito verso la formazione della sua classe media, con un potenziale di alcuni miliardi di persone. Patetico sapere che c’è ancora chi pensa di reggere la globalizzazione cercando di vendere  olio di oliva extravergine e formaggi di fossa a pochi milioni di tedeschi.

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