La Globalizzazione Reversibile

Di irreversibile c’è solo il coma! Questo ci dice la vicenda dei migranti targata Matteo Salvini. Non è così importante andare a vedere se è giusto o non è giusto accogliere tutti. A ponderare l’imponderabile ci stanno già pensando insigni giuristi, opinione pubblica e politologi. Nell’attesa che qualcuno ci indichi la via maestra (…, …) un dato di fatto almeno lo abbiamo portato a casa: la globalizzazione non è affatto un fenomeno irreversibile. E’ bastato che qualcuno puntasse i piedi ed ecco che improvvisamente il fatto epocale della globalizzazione che prevedeva il passaggio di milioni di uomini da un continente all’altro in pochi anni, diventa fuffa. La sostituzione etnica ventilata da qualcuno si palesa come una corbelleria. La tecnolgia, infatti, permetteva i trasferimenti anche 10, 20, 30, 40 anni fa. I transpoder esistono da diversi lusti. Le guerre anche, la povertà anche, le ong anche, e persino Internet esiste orami da diversi lustri.

Ma è solo dopo il 1989 – con l’affermazione del liberismo e lo sviluppo di istituzioni sovranazionali (come la Ue) – che il fenomeno ha preso la piega che tutti conosciamo. Ma è un fenomento reversibile, come tutti i fatti storici.

In questa mappa che riporta il traffico di una parte del Mediterraneo, si nota come nessuna nave ONG si trova ora nei pressi coste libiche a “pescare”  migranti, come era prassi ed abitudine solo fino a poche settimane fa.

Dietro la carità pelosa delle ong si nascondeva un gigantesco business che aveva tutte le caratteristiche della tratta degli schiavi. Per fortuna ora questa triste verità è emersa ed il fenomeno è in netto calo. Prima di finire tutti disoccupati, chissà che anche l’altro fenomeno giudicato dai media e dagli economisti prezzolati come  I-R-R-E-V-E-R-S-I-B-I-L-E, e cioè l’euro, non si riveli per quello che è: una farsa.

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