Macron, Jacques Attalì e la nave che va

Emmanuel Macron attacca l’italia perchè nei libri che ha studiato non avevano previsto un tubo. Come molti sapranno il gerontofilo presidente francese ha un mentore, l’economista e banchiere Jacques Attali, che pubblicamente si è vantato di aver scoperto il pupillo della politica francese, il leader di En Marche, vincitore sulla fascista Marine Le Pen e salvatore dell’Europa. Quello che pochi sanno, invece, è che Attali appena pochi anni fa scrisse un libro sul futuro, la “Breve storia del futuro”, le cui previsioni stanno però per essere clamorosamente smentite.

L’opera è tutto un panegirico sull’individualismo. Che Attali sia ebreo non lo scriviamo neanche, perchè sennò dopo salta fuori che siamo antisemiti, complottisti e gne gne gne. In realtà dire che è ebreo servirebbe solo a individuarne la forte capacità di studio e l’elevata conoscenza delle tematiche economiche e finanziarie. Però se ci tratteniamo dal parlarne come “ebreo di origine”, ci sia consentito sottolineare almeno che Attali nel suo testo aveva previsto la fine dell’Italia e degli Stati Uniti. La fine delle nazioni in genere. Gli ultimi eventi stanno sbattendo in faccia ai francesi che non solo – per quanto riguarda gli Usa – Trump sta tenendo in piedi il mercato americano, controllandolo, ma nondimeno che in Italia sta nascendo una forte Resistenza all’ingerenza dell’asse franco-tedesco.

Parliamoci chiaro: Attali non è un farlocco. Sa esattamente la natura del problema, e l’ha ribadito più volte anche in televisione. Per Attali, come per chi scrive, uno dei maggior problemi della contemporaneità consiste nel fatto che l’individuo occidentale, l’homo economicus, non sente alcun dovere di solidarietà verso gli altri, nè verso la propria comunità, nè verso la Patria, nè oramai più nemmeno verso la famiglia.

L’individuo della contemporaneità va dove vede risorse fresche da predare, ci si butta come uno squalo e non nutre alcuna forma di lealtà o di affetto verso la cultura che lo ha formato.

Tutto questo Attalì l’ha ben capito, e ben scritto.

Ciò che Attalì ed il suo braccio politico, Macron, non hanno invece capito, è che la loro è una lettura del PRESENTE, ma non del futuro. Chi pensa di prevedere il futuro è, semplicemente, uno scemo. Il futuro non si può prevedere, si può solo preparare. A furia di sostenere che il mondo sarà “in mano al mercato e niente altro che al mercato” questi analisti  hanno finito per “sperarci”, abozzando una storia del pianeta di qua a venire a dir poco catastrofica. Ecco perchè il duo Macron-Attalì va fuori di testa quando vede che un governicchio italiano, abozzato in fretta e furia dopo decine di tentativi, riesce a mostrare che la globalizzazione si può fermare. O che, perlomeno, il fenomeno della perenne mondializzazione può condurre l’umanità in direzioni impreviste e imprevedibili.

Detto diversamente, Attalì nei sui libri parla di barbarie futura, di egoismo e di individualismo, e dice che bisogna superarli. Lo afferma, credo, con tutte le migliori intenzioni, perchè c’è una forte critica alla povertà, alla disuguaglianza e tutte le cose del repertorio di sinistra classico. Poi… però, quando gli si chiede come sarà il futuro, ti dice che sarà per l’appunto disuguale, con un sacco di poveri, ecc. ecc. Insomma, Attali è il classico nichilista, forse incosapevole di esserlo, poichè tratteggia un mondo ove la dittatura del relativismo prende il sopravvento sull’idea di progresso. Scoprire che però potrebbe anche NON finire come lui pensa, e cioè che , ad esempio, il mercato può davvero essere regolato, che la migrazione può davvero essere fermata, e tutto questo anche nel breve periodo, lo fa sbarellare.

E’ un po’ come se finora ci avesse detto: “non voglio che venga giù tutto, ma siccome penso proprio che verrà giù tutto, allora ciò deve accadere”.

Ecco perchè, nel caso della nave rifiutata dall’Italia, Macron allievo di Attalì, è andato su tutte le furie contro il Presidente italiano Conte, il ministro degli interni Salvini e tutti gli italiani che li appoggiano. Il suo valore di riferimento – reperito nei libri – dice che bisogna essere solidali, ma solo attraverso la solidarietà che è spiegata in quei libri che hanno scritto e che hanno letto e che con pazienza spiegano a noi, perchè loro, e solo loro, sannno davvero cosa sia la solidarietà. Tra l’altro, ci fanno pure sapere che il futuro non sarà quello di un mondo altruista e solidale…

Sull’Italia, ecco cosa diceva Attalì nel 2016 intervistato da repubblica: «Vi penalizza il forte debito pubblico, la corruzione, la scarsa demografia, tutti elementi che non permettono di impostare bene il futuro». Ma nella stessa intervista Attalì indicava la strada, quella dell’accoglienza degli immigrati per ovviare al problema demografico: strada impopolare, ma secondo il suo pensiero, coraggiosa.

La  nave – sembra dirci il premier fancese Macron – non l’abbiamo presa in carico noi francesi semplicemente perchè dovevano farlo gli altri. Perchè la solidarietà è quella che vi diciamo noi che abbiamo studiato da Attalì, quella che dice che senza la solidarietà vi spopolate. Un principio che non si discute. Basta che non chiediate a noi francesi (giammai!) di metterla in pratica. I francesi, credo sia al dunque finalmente chiaro, avevano lasciato la nave Aquarius  a noi perchè siamo in via di estinzione e perchè capissimo, una buona volta, che cos’è la soldiarietà. E gli italiani, che stupidi! Si sono lasciati sfuggire la grande occasione a vantaggio degli spagnoli.

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