Nomine Rai per portare l’Italia fuori dall’Euro

Segnatevi questa data: 4 agosto 2018. Mentre state sonnecchiando sotto l’ombrellone, mentre le fabbriche di mezza Italia sono chiuse e le scuole pure, forse, se Giove lo vorrà, ci sarà la vera rivoluzione che porterà l’ex Belpaese fuori dalla dittatura dell’Eurozona. Come dite? Non si uscirà dall’euro ad agosto? Non si voterà per il bilancio? Non ci sarà il DEF (o come stracazzo chiameranno la finanziaria sto giro)?

Si si, ma ci sarà il rinnovo del consiglio d’amministrazione della Rai.

Forse sbaglio e sembro il solito spocchioso snob radical chic de sinistra poprio su questo sito, che comunque è mio…, ma senza dubbio, ripeto SENZA DUBBIO, gli italiani pensano quello che gli dicono i media. Anche all’ultimo giro di giostra hanno votato sulla scorta delle 672 televisioni in mano a Berlusconi che parlavano dei migranti dalla mattina alla sera. Non facciamoci troppe illusioni, dunque, anche se stavolta l’occasione è davvero ghiotta. Ma ve lo immaginate un Carlo Freccero direttore generale della Rai, ad esempio? L’uomo viene da sinistra, ma ha fatto una riflessione indipendente, quella che ogni testa sgombra dal tifo calcistico che ammorba il Paese dovrebbe fare: il socialismo consente di uscire dalla barbarie solo se le comunità nazionali sono sovrane.  Tutto il resto è melensa retorica veltroniana e renziana. Eppoi Freccero è un genio artistico che è stato in grado di stravolgere in passato i palinsesti di Rai Tre e di Italia Uno portando una ventata d’aria fresca, qualità e sperimentazioni ben riuscite.

Il 4 agosto i gialloverdi devono occupare la RAI, nominando il consiglio di amministrazione, tenuto anche conto che su 9 membri, 2 spettano a Giovanni Tria (sob!). Se vogliamo davvero uscire dall’inganno dell’euro e tornare ad essere una nazione non c’è nient’altro  da fare che mandare in pausa caffè pluriannuale i Fazio, le Littizetto ed i Savonarola-Saviano.

Altro che AQUARIUS! Il capolavoro stretegico dei gialloverdi si vedrà il 4 agosto. Ricordiamocelo.

Se, invece, dopo le nomine ci ritroveremo ancora tra le scatole i soliti tirapiedi “vespizzati”, addio. Gli italiani continueranno a pensare che la Germania sia il non plus utra, che Putin sia un dittatore sanguinario, che Mario Draghi sia keynesiano e che viviamo con 1200 euro al mese ben “al di sopra delle nostre possibilità”.

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