Se proprio proprio devo, tifo Brasile. Giovanni Tria tifatelo voi

C’è poco da dire, molti (tutti?) di quelli che hanno votato Lega o M5Stelle sono soddisfatti delle scelte intraprese: altolà agli sbarchi, sberleffi al gerontofilo Macron, revisione del diktat sui vaccini, ecc ecc, ma chi scrive viene da studi filosofici, in particolare hegeliani e marxisti e come tale SA – non pensa, non crede, non suppone, non immagina, ma SA – che i rapporti umani sono determinati dal conflitto, ed in particolare dai conflitti inerenti i rapporti economici. Detto diversamente, la questione economica è dirimente per giudicare l’azione politica, e da questo punto di vista il nuovo governo sta andando nella direzione OPPOSTA  a quella indicata in campagna elettorale.

“L’Italia proverà a rispettare l’impegno a ridurre l’indebitamento netto strutturale di 0,3 punti di Pil nel 2018 ma la Commissione europea già si aspetta deviazioni per l’andamento meno favorevole della congiuntura rispetto alle previsioni”.

Lo ha scritto l’agenzia Reuters, riportando le parole del nuovo ministro dell’economia Giovanni Tria.

“L’intenzione è cercare di rispettare l’impegno” – ha aggiunto il Ministro. “Si stanno facendo dei calcoli, qualunque piccola deviazione da quest’impegno, che la Commissione più o meno già si aspetta, deriverebbe dal fatto che l’impegno è stato preso sulla base di un quadro macro abbastanza favorevole”, ha concluso.

Secondo quanto riportato, il governo intenderebbe portare avanti il proprio programma nell’ambito di un percorso di riduzione del debito.

Ora, lo so cosa state pensando… “ehhhh, ma DIETRO ci sono Borghi e Bagnai che sanno come fare”. Ok, ma a me interessa quello che vien fatto, non che gli economisti “sappiano”. Anche Draghi, allievo di federico Caffè, conosce esattamente la farsa del debito pubblico e la trappola dell’euro. Anche Eugenio Benetazzo, anche Michele Boldrin… sono tanti gli economisti che sanno, ma quelli in malafede sono sempre molti di più. La verità è che in Italia un Putin, cioè uno con una strategia, con un pensiero, attualmente non c’è, e non c’è niente di pericolso e deludente che fingere che ci sia.

3 Commenti

  1. L’ordine con cui vengono dette le parole ha la sua importanza.
    Avesse il ministro detto: “Il quadro economico non è quello su cui si sono basate le previsioni, ma l’Italia rispetterà l’impegno”, mi sarei preoccupato. Ha invece invertito la frase. Ciò che conta è cosa si dice alla conclusione, non all’inizio

  2. Questa cosa dell’importanza dell’ordine delle parole nella frase mi ricorda la famosa storiella del gesuita e del domenicano fumatori.
    Umberto Eco la raccontava così in una ‘Bustina di Minerva’:
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    • Un gesuita e un domenicano stanno facendo gli esercizi spirituali e il gesuita, mentre recita il breviario, fuma beatamente. Il domenicano gli chiede come possa fare così, e quello gli risponde che ha chiesto il permesso ai suoi superiori. L’ingenuo domenicano dice che anch’egli ha chiesto il permesso e gli è stato negato.
      “Ma come lo hai domandato?”, gli chiede il gesuita. E il domenicano “Posso fumare mentre prego?”. Era ovvio che gli fosse stato risposto di no. Invece il gesuita aveva chiesto “Posso pregare mentre fumo?” e i superiori gli avevano detto che si può pregare in qualsiasi circostanza.”

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