Chi importa di più? Infografica magistrale

C’è una vulgata promossa in Europa, soprattutto dalla propaganda tedesca, secondo la quale un Paese è ricco se esporta. E più esporta … meglio sarebbe.

Balle!

la situazione preferibile è quella di un equilibrio della bilancia commerciale, senza surplus. Insomma, le importazioni di beni prodotti “fuori” sono molto importanti. Ma sono vera  ricchezza solo se pagati con moneta sovrana, ovviamente. 

In questa magistrale infografica facciamo attenzione ai paesi IMPORTATORI. Quali sono?

Le importazioni sono la linfa vitale di un’economia sviluppata, consentono ai consumatori di godere di un’ampia gamma di prodotti che altrimenti non sarebbero in grado di trovare. Pensa a tutte le comodità della vita moderna che di solito provengono da altri paesi: avocado, vino francese, abbigliamento, iPhone: ogni stanza della tua casa ha probabilmente diversi oggetti importati. 

I dati provengono dall’Organizzazione mondiale del commercio. L’OMC tiene traccia del valore totale delle merci fisiche importate da ciascun paese (notare che questi numeri escludono i servizi). Per creare la mappa è stata cambiata la dimensione del paese in base al valore delle importazioni, aggiungendo una sfumatura di rosso per un facile riferimento.
I primi dieci Paesi con il maggior numero di importazioni nel 2017 (in miliardi di dollari. B nella legenda utilizzata dai graficisti)

1. Stati Uniti d’America: $ 2.409B

2. Cina: $ 1,842 miliardi

3. Germania: $ 1.167B

4. Giappone: $ 672B

5. Regno Unito: $ 644B

6. Francia: $ 625B

7. Hong Kong: $ 590B

8. Paesi Bassi: $ 574B

9. Corea del Sud: $ 478B

10. Italia: $ 453B

A breve forniremo una mappa similare e con tutti i dati relativamente alle ESPORTAZIONI. I confronti ed i parallelismi che vi proporremo ci consentiranno di trarre delle conclusioni sorprendenti sullo stato di salute dell’economia delle nazioni. Conclusioni – possiamo anticiparlo – assolutamente controintuitive. (fonte: https://howmuch.net/)

1 Commento

  1. i dati cumulativi non sono sinonimo di ricchezza delle persone, ma della “taglia” del paese.
    Se si usassero dati pro-capite il quadro cambierebbe in modo monumentale.
    La UK, Germania, Francia, Belgio e Olanda schizzano ai vertici, la Cina crolla in graduatoria, l’India non ne parliamo

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