Il progresso medievale di Confindustria

Per gentile concessione dell’amico Andrea Salvucci, pubblico integrale il suo commento sulle posizioni di Confidustria in merito al Decreto Dignità, che è sotto il fuoco incrociato degli industriali italiani in queste ore. Leggerlo prova se non altro una cosa: questa generazione di lavoratori dipendenti ha memoria e pertanto sa essere di gran lunga più intelligente dei loro datori di lavoro.

di Andrea Salvucci

Per Confindustria sarebbe un peccato se si vanificassero i risultati delle riforme di questi anni riguardo al mercato del lavoro. Sarebbe un ritorno indietro di 20 anni.

Già, sarebbe davvero un peccato tornare a quando un operaio riusciva a mantenere moglie e tre figli, comprare una casa, ristrutturarla, arredarla con mobili che non fossero di compensato, arrivare alla pensione e godersi i nipotini.
Un vero peccato.

Vuoi mettere adesso con la disoccupazione giovanile ai livelli della Germania ai tempi di Weimar, contratti di mese in mese, l’ impossibilità di comprarsi una casa, l’enorme difficoltà di farcela con uno stipendio solo, la totale inesistenza di politiche a sostegno della natalità, la schiavitù tornata di moda nel campo agricolo, i negozi aperti 7 giorni su 7, gli insegnanti più vecchi d’ Europa e con precari persino i pompieri, pensioni a 72 anni…
Che peccato sarebbe.

Che peccato sarebbe interrompere la competizione al ribasso sulla pelle dei popoli per adeguare gradualmente le condizioni lavorative di tutti a quelle dei paesi più schiavistici.
Che peccato sarebbe vedere un governo che prova a risollevare la condizione dei lavoratori, magari fallendo, anziché solo quella delle banche e delle multinazionali, riuscendo sempre.

Cari imprenditori: vi state mettendo un cappio attorno al collo da soli. La storia insegna che i popoli si adeguano finché non brontola la pancia, ma se tirate troppo la corda rischiate che alla fine venga issata su un lampione per impiccarvi.

Che peccato sarebbe salvare oltre alla nostra vita anche la vostra.

E se questo è l’unico modo che è rimasto per fare impresa, se gli unici lavori che potete offrire per non essere fagocitati dal mercato sono di tipo schiavistico, allora prendetene atto e decidete: o smettete di difendere il capitalismo globale e vi schierate su posizioni di socialismo nazionale, oppure rassegnatevi che per quanto oggi la nostra vita sia brutta, la vostra domani diventerà molto peggiore.

Un giorno anche l’ultimo dei fancazzisti trentenne capirà che non ha futuro, e la rabbia dei disillusi dell’ ultimo momento sarà molto più difficile da gestire di quella di chi se ne era accorto da molto ed aveva avuto il tempo di metabolizzare.

Lo dico per voi.
Perché per me non ci sono problemi: bene bene o male male, comunque è meglio che continuare su questa strada, che per fortuna è insostenibile. Quindi non ho nulla di cui preoccuparmi. Io.

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