L’esodo dei giovani italiani in grafico

Ma perchè se ne vanno? Perchè – che i giovani se ne vadano dall’Italia in massa – è un dato di fatto, non una leggenda metropolitana, ed è riportato in questo grafico dall’Inps. La cosiddetta “fuga di cervelli” riguarda infatti ben 15.000 persone che hanno lasciato il paese nel 2016, cioè l’11% in più rispetto all’anno precedente. Un trend in crescita molto preoccupante. Da notare che se ne vanno verso altri paesi europei, non tanto verso l’America. Una migrazione che ricorda quella dei meridionali verso il norditalia dei decenni appena trascorsi.

I giovani italiani (sbagliando totalmente) hanno accettato la precarietà come condizione esistenziale. E questo è il motivo per cui non si sposano e di rado fanno figli. Dunque, la precarietà non è il principale motivo per cui i ragazzi decidono di lavorare all’estero, visto che la precarietà nel mondo del lavoro accomuna ormai tutta Europa. Quel che succede nei paesi europei di così diverso rispetto a noi è che la precarietà viene barattata con alti stipendi e percorsi di carriera. In altri termini, al nuovo governo NON  sarà sufficiente la sacrosanta battaglia contro la precarietà per evitare la fuga dei cervelli, ma dovrà lavorare anche nella direzione delle agevolazioni fiscali legate ai compensi se davvero vuole evitare che i laureati italiani rimangano e che la “sostituzione etnica” di cui si parla venga davvero scongiurata.

Da osservare con molta cura e in futuro da sterminare, quanto è numerosa la pletora di genitori imbecilli che “ringraziano” l’Europa perchè “offre lavoro” ai loro figli…

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