Putin e Trump verso la spartizione del Kosovo

Le sorprese che ci sta riservando il vertice di Helsinki fra Putin e Trump, sembrano inesauribili. Dopo l’idea di un referendum per il Donbass ucraino, adesso spunta anche quella di una spartizione del Kosovo. Bene che i nostri media preferiscano parlare solo di migranti, della beatificazione di Marchionne e dell’eclissi lunare: segno inequivocabile che la situazione geopolitica volge a favore del pluralismo in netta controtendenza rispetto a qualche tempo fa, quando sembrava che persino le donne Boscimani del Botswana stessero per entrare in area Nato.

Secondo il Daily Sabbah ed il Gaeta Express, l’amministrazione degli Stati Uniti starebbe sostenendo un piano per la divisione del Kosovo!

Nientepopodimeno…

Trump ha messo sul piatto l’idea di dividere il Kosovo con la strategia di trovare  un compromesso con la Serbia, da cui il paese a maggioranza albanese ha dichiarato l’indipendenza 10 anni fa. Questioni di equilibrio geopolitico.

Il Kosovo avrebbe infatti già dovuto abbandonare alcune delle sue terre settentrionali al fine di ottenere il riconoscimento da Belgrado, ma non l’ha mai fatto. La casa Bianca lo sa e lo sta rimarcando.
Le prime indiscrezioni
che stanno trapelando rivelano che Trump e Putin hanno su questo opinioni finalmente convergenti e che tutto ciò è stato ribadito in occasione del famigerato  incontro di Helsinki in Finlandia.

L’accordo è solo potenziale – già possiamo immaginare cosa si scatenerà adesso sulla questione – ma è orami sul piatto e costituisce un drastico cambiamento nella posizione degli Stati Uniti in merito al problema, probabilmente causato dall’arrivo di John Bolton al posto di consigliere per la sicurezza nazionale di Trump. Bolton è noto per la sua posizione anti-Kosovo sin dai tempi in cui era stato inviato dagli Stati Uniti alle Nazioni Unite.

Nel frattempo, la Serbia sta promuovendo questa soluzione ed i commenti tra gli opinionisti balcanici stanno già facendo capolino sui media dell’est.

Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha sostenuto che se un tale accordo di “demarcazione” non si verificasse, gli albanesi potrebbero diffondersi in Serbia nei prossimi anni a causa del loro alto tasso di natalità. Commenti che lasciano un po’ il tempo che trovano, ma è molto significativo che vengano divulgati.

I suggerimenti di Vucic potrebbero vedere il Nord Kosovo, che è popolato principalmente da serbi, consegnato a Belgrado. In cambio, la regione che circonda la città serba meridionale di Presevo, che è per lo più popolata da albanesi, potrebbe essere trasferita in Kosovo.

Il primo ministro kosovaro Ramush Haradinaj ha recentemente ammonito, tuttavia, che qualsiasi spartizione del Kosovo o lo scambio di territori con la Serbia accenderebbe una nuova “guerra”, gettando così discredito sulla posibilità di un accordo.

Il Kosovo è riconosciuto da 117 paesi, compresi gli Stati Uniti, e la maggior parte delle potenze occidentali, e ha aderito a circa 200 organizzazioni internazionali.

La Serbia, che per secoli ha considerato il Kosovo la culla della sua civiltà, la vede ancora come parte del proprio territorio e ha il sostegno di Russia e Cina. Anche cinque importanti membri dell’Unione europea non riconoscono l’indipendenza del Kosovo ed un primo seme per la chiusura di questa pluriennale vicenda sembra sia stato seminato a Helsinki dai due principali leader mondiali. C’è poco da fare: da quando vi è stato l’incontro, ogni giorno riserva ipotesi impensabili solo fino a qualche mese fa.

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