Quando la finirete di parlare solo di migranti, un’occhio alla Spagna

Olè! Mucho mierda! La Spagna ha un governo europeista e globalista e bim bum bam, ma dice che farà un deficit pubblico del -2,7% del PIL.

L’Italia ha un governo rossobruno, populista, veterofascista e nazionalpopolare antiUe, ma il suo Ministro di punta, al secolo Giovanni Tria, dice che come deficit starà all’1,8% massimo. Per i tanti NON-capenti del web ciò significa solo che l’Italia non crescerà, la Spagna si.

Eh già, perché se qualche stordito ancora non l’avesse capito (che fa pure rima), la Spagna cresce perché fa deficit, non perché sono diventati austeri

la Spagna cresce perché fa deficit

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la Spagna cresce perché fa deficit

Questa frase è da recitare ogni mattina davanti alla gigantografia di Milton Friedman e prima delle abluzioni.

Il governo di Pedro Sánchez ha ammesso che la Spagna non raggiungerà gli obiettivi di deficit fiscale stabiliti dal precedente governo di Mariano Rajoy. I nuovi obiettivi sono pari a -2,7% per il 2018 (rispetto a -2,2% prima) e -1,8% per il 2019 (rispetto a -1,3%). L’annuncio di queste misure questa mattina ha inizialmente avuto un impatto negativo sul premio di rischio della Spagna, che è salito a 99 da 94 alla chiusura di ieri. Per alcuni analisti l’aumento del premio per il rischio potrebbe rimanere a questo livello fino alla fine dell’anno a causa del rallentamento degli obiettivi di disavanzo fiscale.

Il ministro dell’Economia e delle Imprese Nadia Calviño, in seguito ad una riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Eurozona (Eurogruppo), ha sostenuto che il percorso di riduzione del disavanzo del precedente governo era irrealistico.

“Se tentassimo di mantenere gli obiettivi fissati dai nostri predecessori dell’1,3% del PIL – ha detto il ministro spagnoli – dovremmo adottare misure di aggiustamento su vasta scala che sarebbero state tremendamente dannose per la ripresa economica”.

Concretamente, il ministro ha affermato che in quel caso “si potrebbero perdere tra i 4 ei 5 decimi nella crescita del PIL reale e anche la creazione di posti di lavoro ne risentirebbe”.

Parallelamente, il governo spagnolo sta preparando un pacchetto di misure fiscali pari allo 0,4% del PIL, circa 4,47 miliardi di euro, anche se non è chiaro se saranno tagli alle spese o aumenti delle tasse.

Bruxelles insiste su uno sforzo strutturale dello 0,65% del PIL per il 2019, ma Calviño ha sostenuto che le regole europee consentono la flessibilità.

Forse un pelo di sinistra esiste ancora. Ma in Spagna però.

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