Prezzo delle case. Occhio alle novità

Potrebbe essere il 2018 l’anno ideale per acquistare immobili, sia intesi come valore d’uso che come investimento. L’Italia – dobbiamo dirlo? – è il paese più bello del mondo, e quindi l’immobile ha sempre un senso. Ma ne aveva meno del solito gli ultimi 15 anni, con i prezzi degli immobili che avevano raggiunto vette assurde, con prezzi demenziali.

Ma il prezzo non lo fa l’incontro tra domanda e offerta?

Mica sempre! Nel caso degli immobili, ad esempio, l’offerta è riuscita a tenere i prezzi piuttosto tonici grazie alle banche, che non hanno svenduto ciò che detengono in pancia (soprattutto Unicredit). Quindi, lo scenario immobiliare è sempre complesso e da osservare in controluce. Se crolla il sistema bancario italiano, come accadde in America nel 2008 con la Lehman Brothers, allora in Italia assisteremo ad un crollo ulteriore delle quotazioni. Tutto è sempre possibile, ma in dieci anni questo non è ancora accaduto, e occorre prenderne atto cominciando a fare qualche bilancio.

Secondo alcune stime in questi anni i prezzi sono scesi anche attorno al 30 per cento durante la crisi, che non è però molto come sembra, considerando che i prezzi negli anni Duemila erano drogati. Ora c’è una novità, e viene da Nomisma, l’istituto bolognese che ogni anno registra l’andamento dei prezzi delle case ed il numero delle compravendite. Dopo una lunga serie di report negativi o prudenti, il secondo paper del 2018, uscito a luglio, è sorprendentemente ottimista.

“Sul fronte dei prezzi si stanno riducendo le flessioni. In alcune città siamo già in territorio positivo, bisogna aspettare ancora qualche mese per vedere aumentare il numero dei centri con incrementi, però siamo alla fine di una fase recessiva che è stata molto lunga e faticosa in termini di durata”. Lo ha riferito Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma.

“E’ chiaro che i tassi di incremento che ci aspettiamo non saranno particolarmente significativi – ha sostenuto Dondi durante la presentazione del secondo rapporto –  ma è già un fatto positivo che tra qualche mese cominceremo a presentare un segno ‘+’ e non un segno ‘-’”.

Con un pizzico di presunzione, possiamo dire che questa analisi era stata anticipata su questo sito dall’individuazione di un fattore Kappa, cioè una costante storica del mercato immobiliare: l’aumento costnate del numero delle transazioni anticipa sempre di qualche anno un aumento dei prezzi.

Secondo Nomisma adesso ci siamo, ma a nostro avviso occcorre rimanere molto con i piedi per terra: la situazione politica ed economica europea è confusa e tutto potrebbe succedere, anche in breve tempo. La politicia dei dazi inaugurata da Trump e la vita delle banche italiane sempre appesa all’ingordigia germanocentrica della Ue potrebbero rovesciare la reportistica di Nomisma in un battibaleno.

Se proprio dovessimo sbilanciarci in consigli, allora occorre valutare l’acquisto di un immobile nel 2018 se riserviamo a questo investimento un valore d’uso, cioè se intendiamo cambiare casa o acquistare la prima casa d’abitazione principale. Se, invece, pensiamo agli immobili solo come puro investimento, non lo riteniamo preferibile ad altre forme d’investimento finanziario. E questo, nonostante i segnali positivi che stanno arrivando dagli specialisti del settore.

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