200 soldati inglesi e americani intrappolati nella sacca di Idlib

Giulietto Chiesa dal suo canale Pandora Tv fa sapere che in una sacca in Siria sarebbero intrappolati soldati americani e inglesi. I militari e gli ufficiali sono circa 200 e si trovano lì per coadiuvare i tagliagole di Al Nusra e di Al Quaeda. Da qualche giorno la provincia terroristica di Idlib è sotto attacco da parte dell’esercito di Assad e pertanto la coalizione antisiriana capitanata dagli Stati Uniti si trova in ulteriore difficoltà. Per chi segue la finta rivoluzione a Damasco dal lontano 2011, si tratta semplicemente di una ulteriore conferma e riprova della collusione tra gli interessi occidentali a destabilizzare il medioriente e le bande terroristiche islamiste desiderose di spartirsi alcune fette della torta. Gli è andata molto male, e pare già avviata una difficile trattativa diplomatica con i russi da un lato ed i turchi dall’altro per far uscire gli angloamericani dalla trappola.

Dunque, la notizia è notevole non tanto perchè non è stata riportata dai media tradizionali (ma va?), ma perchè complica la posizione angloamericana nell’area e costringe soprattutto i britannici a pensare a qualcosa di astuto per uscire dalla situazione. Gli uomini della May, infatti, non vogliono chiedere aiuto ai russi per i motivi che diremo dopo, ma al contempo non desiderano perdere i loro migliori tecnici.

«Ci sono frenetici tentativi da parte degli USA e della Gran Bretagna di chiedere alla Turchia o alla Russia per favorire l’evacuazione di queste truppe – scrive infatti il giornalista Rodney Atkinson di freenations.net – ma la Gran Bretagna ha rifiutato di cooperare con i russi!»

Le forze terroristiche di Idlib includono decine di migliaia di elementi di Al Qaeda appartenenti all’HTS (Hay’at Tahrir al-Sham), molti dei quali hanno già goduto di un lasciapassare sicuro nelle zone riconquistate dalle forze governative. 

Mentre oggi gli USA chiedono a russi e siriani di non attaccare Idlib, solo lo scorso anno l’inviato speciale del governo degli Stati Uniti nella regione – Brett McGurk – aveva definito la provincia come

“il più grande rifugio di Al Qaeda dall’11 settembre, legato direttamente ad loro leader al-Zawahiri”.

La caduta di Idlib sarà la fine dell’ultima provincia ribelle e consentirà di aprire l’autostrada principale attraverso la Siria, dalla Giordania alla Turchia. Le truppe del governo siriano si stanno ammassando per un attacco, le navi russe si sono radunate al largo di Tartous e l’ultima fase della guerra siriana è ad un palmo di mano.

Non sarebbe nemmeno la prima volta che i russi aiutano gli angloamericani per salvare le loro truppe infiltrate: è già accaduto nel 2016, ad esempio, ma stavolta la situazione è molto più complicata a causa del Regno Unito: perchè non coopera? E’ sufficiente spiegarlo con la figuraccia nel caso di spionaggio Skrypal?

Secondo la tesi di freenations – che facciamo nostra – è pronto un altro attacco false flag di armi chimiche organizzato dai “White Helmets” (servizi di intelligence del Regno Unito) e ci sono voci secondo cui la Russia ha i nomi degli specialisti nella gestione delle armi chimiche degli inglesi  intrappolati a Idlib. Il motivo per cui l’esercito britannico si è rifiutato di cooperare con i russi potrebbe essere che alcuni di questi specialisti britannici conoscono tecniche “imbarazzanti”

Meglio allora che muoiano per gli interessi della Regina? Osservando ciò che gli inglesi hanno combinato col caso Skrypal, perchè stupirsene?

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