A Mosca a protestare c’era meno gente che da Starbucks a Milano

Da qualche giorno con alcuni amici stiamo pensando di aprire un sito contro le bufale economiche mainstream. Il problema? C’è troppo lavoro: le bufale dei media tradizionali sono di gran lunga più numerose di quelle della controinformazione. Comunque, di fronte a tante sciocchezze lette su Nalvalny, Putin e le proteste di Mosca non ho resistito, e così inauguro io almeno una rubrica qui su micidial: Bufalopoli. (Per l’occasione si parlerà di fake geopolitiche).

Il KPRF, il partito comunista russo capitanato da Pavel Grudinin, è da diverse settimane che organizza manifestazioni, anche piuttosto numerose, contro la riforma delle pensioni in Russia e nessuno in Italia ha sentito il dovere di scrivere niente di sostanzioso. Solo qualche comunista italiano, tra le pieghe di facebook, ha accennato alla cosa, lamentandosi per la decisione liberista di Putin di aumentare l’età pensionabile. Putin, per la verità, non ha alcuna paternità sulla legge, ma si è preso la responsabilità della riforma spigandola pubblicamente a più riprese. La protesta dei comunisti russi è infatti sacrosanta, e qualche effetto l’ha pure sortito, se è vero che è stata rivista rispetto alle indicazioni iniziali.

Il 9 settembre però succede qualcosa di fintamente nuovo mentre la capitale è in pieno fervore per l’elezione del nuovo Sindaco. Il liberista filoamericano Navalny organizza una manifestazione con 4 gatti 4 ed è oggi su tutte le pagine dei giornali e nelle televisioni internazionali. Com’è sua strategia, Navalny e simpatizzanti hanno organizzato anche minuscoli flashmob illegali, ma limitrofi a  Piazza Puskin – luogo ove si teneva la manifestazione autorizzata. Lo scopo, come le scorse volte, era quello di costringere la polizia a fare qualche fermo in modo tale che la stampa occidentale antirussa scrivesse poi di centinaia di arresti, di persecuzioni, ecc.

Secondo quelli del Messaggero, ad esempio, dalle duemila alle quattromila persone si sarebbero ammassate in Piazza Puskin a Mosca per protestare contro Putin (oltre che contro la riforma pensionistica). Mentre in tutta la Russia ci sarebbero 840 fermati dalla polizia (cioè metà dei manifestanti, a volerci fare sopra due risate).

Ad ogni buon conto certi giornalisti non si sono ancora accorti che l’epoca dei comunicati col ciclostile in stile 1968 sono finiti: c’è Internet e dunque ci sono le immagini della manifestazione. Inoltre, è sufficiente un libretto delle scuole medie inferiori per conoscere qualche dato sulla Russia.

La Cgil, quando in piazza San Giovanni a Roma porta 50mila persone, viene derisa. Si parla di ‘successo’ quando a Roma ne porta almeno 200mila. Contro l’art. 18, nel 2012, ne portò 3 milioni e fu giudicata la più grande manifestazioni italiana dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tutto questo, in un paese di 60 milioni di abitanti.

Contro Putin, Navalny ne avrebbe allora portati massimo massimo 4mila, e siamo in un paese con circa 144 milioni di cittadini (più del doppio degli italiani).

Ma, soprattutto, ci sono le immagini della manifestazione e la risposta elettorale per il partito del Presidente, Russia Unita.

Partiamo da qui: il partito di governo è riuscito a far rieleggere nella capitale dello stato Sergej Sobjanin, con il 70% delle preferenze. Affluenza intorno al 30%. Insomma, a pochi mesi dalla rielezione di Putin alla Presidenza, si tratta di un successo clamoroso che indica un forte consenso verso il governo e la figura del Capo del Cremlino.

Ma veniamo ora ai quattromila manifestanti per il Messaggero e alle decine di migliaia di persone per il fatto quotidiano: si tratta di cifre che, come appena detto, per un paese-continente come la Russia sfiorano di per se il ridicolo. Le immagini rintracciabili su google e i video messi in rete mostrano poche centinaia di persone. Difficile fare la somma durante il clou della manifestazione, ma verso sera non si riusciva a contarne 100  e tutti con l’aria di essere lì per una birra tra amici che per un’azione politica.

Sia ben chiaro: la protesta contro la riforma pensionistica è sacrosanta, ma in Russia a Putin esiste un’opposizione che si muove in tal senso, ed è un’opposizione di sinistra, non i 4 gatti che seguono Navalny, chissà perché eletto a leader dell’opposizione dai nostri media.

Nell’immagine seguente, tratta dal profilo twitter di Marco Bordoni di Saker Italia, si vedono i manifestanti rimasti in piazza la sera (ma non li avevano cacciati?). Esibiscono cartelli sotto la statua del poeta Puskin e smanettano sorridenti con i loro smartphone. Si, insomma, il classico atteggiamento dei perseguitati politici.

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