L’Italia avrà 16 milioni di abitanti

Tra un secolo il Belpaese sarà abitato da 16 miloni di abitanti, cioè il 73 per cento in meno di oggi. Il tutto è stato spiegato attraverso la glaciale logica dei numeri al Festival della Statistica e della Demografia che si conclude oggi a Treviso. Mentre dalle mie parti tutti “quelli che leggono” se ne sono andati a PordenoneLegge a sentire gente del calibro di Susanna Tamaro e Carlo Lucarelli, io che faccio sempre il bastian contrario ho fatto come “quelli che scrivono” e mi sono recato alla manifestazione culturale antagonista sulla Statistica. Ne è valsa la pena perchè ne è uscita una chicca prontamente ripresa anche dall’Ansa: nel 2118 saremo 16 milioni.

In un programma informatico sono stati inseriti il tasso di fertilità attuale (1,34) e l’attesa di vita dei bimbi nati oggi (83,8 anni), per capire – con tutte le altre condizioni alla pari – quante persone abiteranno la Penisola nel 2018: poco più di 16 milioni è stato il responso. Siccome diversi filosofi ne stanno parlando da tempo verrebbe da dire che anche questa volta i filosofi intuiscono (ricordate gli atomi di Democrito?), e poi gli scienziati dimostrano (la sistemazione atomistica di John Dalton), ma non credo occorra scomodare nessuno per provare con i numeri ciò che è sotto gli occhi di tutti: l’Italia non si è dotata di politiche per la famiglia come altri paesi e fa spallucce di fronte al chiaro fenomeno della femminilzzazione fingendo che si tratti di una provocazione maschilista e omofobica. Addirittura, c’è chi da la colpa al calo del testosterone sulla scorta della scoperta scientifica dell’acqua calda: l’ipofertilità. E allora – persino in questo settore – siamo alle solite. Gli scientisti che ammorbano le accademie e prestano il fianco al pensiero unico, amano scovare cause meccaniche e deterministiche a fatti che invece hanno una chiara matrice politica e sociale, confondendo come al solito gli effetti con le cause. Non sono il calo del testosterone o l’infertilità le cause del calo demografico, ma il comportamento umano che, in Italia, si sta orientando verso il figlio unico o verso la rinuncia ad avere figli come scelta consapevole della coppia. Poi, ovviamente, tutto questo si riverbera ANCHE sotto il profilo chimico accelerando il problema. Secondo uno speciale della trasmissione di Rai Tre Presa Diretta, ad esempio, l’ipofertilità sarebbe dovuta ai banali oggetti che popolano la nostra vita quotidiana e alle sostanze chimiche che possono interferire con il nostro sistema ormonale. E sfortunatamente, questi potenziali interferenti endocrini possono essere quasi ovunque. La femminilizzazione del maschio non è fantascienza perché nei luoghi più contaminati del pianeta già lo abbiamo visto negli animali. Per esempio con gli alligatori ermafroditi della Florida o con i pesci del Po che stanno cambiando sesso a causa dell’inquinamento.

In Italia in 50 anni abbiamo perso il 50% delle nascite. I demografi, ogni anno, ci ricordano che il numero dei morti supera quello dei nati. Se continuiamo così, con 1,3 figli in media a donna, siamo destinati a veder sparire il 60% dei giovani nel giro di 3 generazioni, come appena certificato a Treviso dal festiva sulla Statistica. Un suicidio demografico. La società italiana sembra non essere più in grado di riprodursi.

E’ in gioco il futuro della nostra specie dato che, com’è noto, le specie si possono estinguere. Ma come mai ci sono questi “oggetti”? Cioè, come mai oggi abbiamo a che fare con oggetti che mettono a rischio la fertilità e qualche anno fa non c’erano? Di che “oggetti” si tratta? Ci giochiamo tutto il mio testosterone che si tratta di profumi, saponi, cibi bio, roba in scatola? si insomma, oggetti in uso soprattutto ad un tradizionale gusto femminile ed ai single… dunque, lasciate stare la chimica, poveretta, che non ha colpa delle vostre perversioni scientiste volte solo a dimostrare l’irreversibilità del fenomeno. Le soluzioni vanno ricercate in duplice ambito: quello sociale e quello medico. Quello sociale a parer mio è di gran lunga più importante, perchè è del tutto inutile individuare la pillola che ci rende tutti Rocco Siffredi se poi otteniamo approvazione pubblica nello sfogare gli impulsi al bordello di Torino dove hanno messo bambole di plastica al posto delle signorine in carne ed ossa.

Sono un romanticone, eh? si, lo so. La prossima volta vi dedico una poesia sull’ammmore e una sui sentimenti. La specialità della casa.

3 Commenti

  1. I filosofi hanno grandi intuizioni anche per la loro capacità di leggere l’inconscio. E l’hanno avuta, questa capacità, millenni prima che Freud iniziasse a parlare di inconscio.
    Le scelte culturali, sociali e politiche nascono in certi determinati contesti. Alcune sono fatte in modo consapevole, altre solo seguendo l’inconscio. Non è che, banalmente, l’inconscio degli italiani ha detto che 60 milioni di persone su 301 mila km quadrati montuosi, soggetti a terremoti frane e alluvioni, delicati per il patrimonio artistico e paesaggistico, sono un pochino troppi? Secondo me sì. E lo stesso sta avvenendo ai giapponesi che sono il doppio su una superficie di pochissimo superiore. Forse quando saremo ritornati ad essere 45 milioni ci rimetteremo a fare figli per poi tornare ad essere 60 ed iniziare nuovamente lo stesso ciclo.

  2. Ma se in 50 anni abbiamo perso il 50% delle nascite, (ed il fenomeno sembra estensibile a tutto il mondo occidentale) come mai i dati dei censimenti ci mostrano che nello stesso periodo siamo quasi raddoppiati di numero? I soliti Immigrati? O c’è forse una politica delle fake news anche in demografia? Nel senso che dimostrare un mondo che si gonfia consente di creare un problema di sostenibilità con annessi e connessi, altrimenti inesistente?

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