Riace, Reddito di Cittadinanza e doppia morale

di Paolo Pandin, blogger e videomaker

Non vi capisco.
Da settimane la mia bacheca social si è riempita di amici che pubblicano post a difesa del “modello Riace” e allo stesso tempo, contro questa manovra economica, la follia del Reddito di Cittadinanza e la stupidità di fare una manovra a deficit. Non mi soffermo a caso su questi due punti, “modello Riace” e Reddito di Cittadinanza… Ora mi spiego.
Quello che vorrei provare a fare, è capire come questo tipo di ragionamento non stia logicamente in piedi e sia invece, ideologicamente schierato.
Sia chiaro, non esporrò delle opinioni su cosa secondo me è giusto o meno, ma solo sulla non logicità di queste posizioni. Iniziamo.

Il “Modello Riace” che difendete a spada tratta, si basa sull’elargizione di soldi pubblici per creazione di progetti di integrazione. A Riace, in tre anni, sono stati spesi 10 milioni, che equivale a 3,3 milioni l’anno. Se noi applicassimo questo modello, non dico a tutti i comuni Italiani, ma alla metà, quindi a 3.991 realtà territoriali, avremmo una spesa pubblica superiore ai 13 miliardi, in un solo anno.
A questo punto, prendiamo in considerazione il reddito di cittadinanza che è indirizzato, esclusivamente, agli individui (più di 5 milioni) al di sotto della soglia di povertà. Motivo per cui sono previsti specificatamente 780 euro mensili (integrativi o cifra completa) per un totale di 9.360 euro annuali. Che piaccia o meno, sono stati stanziati 10 miliardi di soldi pubblici.

Quindi, entrambe le iniziative si basano su una forte spesa pubblica a sostegno di persone che sono in stato di difficoltà. C’è qualche differenza nella logica di azione delle due iniziative? No.
Anche se qualche detrattore potrebbe intervenire dicendo che i soldi per il reddito di cittadinanza sono a deficit, mentre quelli per gli immigrati non lo sono.

Invece, nella sostanza, entrambi sono a deficit, entrambi sono spesa pubblica (i soldi non nascono sugli alberi), l’unica differenza è che l’Unione Europea, non considera nella contabilità i soldi stanziati per gli immigrati. Ma è solo un accordo di forma, che non cambia la sostanza.

A questo punto, come si può essere a favore del “modello Riace” e contro il Reddito di cittadinanza? Qui c’è un problema di linearità e coesione del pensiero.

Molti analfabeti e ignoranti hanno capito tutto ciò, molto prima di tanti cari amici diplomati e laureati.

Per il resto, tanti gattini a tutti.

1 Commento

  1. Buongiorno,
    all’atto pratico finisce per avere ragione Lei, sia il “modello Riace” che il “reddito di cittadinanza” diventano solo elargizione di soldi pubblici. Ma ciò è il risultato del modo in cui in Italia si gestisce la spesa pubblica, Il “modello Riace” funzionerebbe se i soldi servissero veramente a integrare qualcuno desideroso di essere integrato. Viceversa finiscono nelle mani di qualche “mafia capitale”.
    Allo stesso modo il reddito di cittadinanza è una gran bella idea se è sostitutivo di qualsiasi forma di assistenza e previdenza pubblica (pensioni pubbliche incluse), e venga erogato a condizione che la persona, se in età di farlo, svolga un qualche lavoro socialmente utile e non rifiuti i lavori che gli vengono offerti.
    Ciò che ci rimproverano i partner europei non è quanto spendiamo ma come lo spendiamo. Le regole della diplomazia però impongono loro di rimproverarci per il quanto.

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