Test integrale dell’intervento di Claudio Borghi alla Radio

Pubblico il testo integrale dell’intervento dello scandalo, quello che secondo i commentatori avrebbe fatto affondare l’euro oggi contro il dollaro, sarebbe responsabile dello spread a 300 punti e del crollo della Borsa. Ritengo opportuno farlo nella rubrica BUFALOPOLI di micidial dedicata alle fake, visto che di fake si tratta.

-Claudio Borghi buongiorno e benvenuto

«Buongiorno»

-Lei ha sentito come noi  la copertina di Radio anch’io di stamane. I titoli dei quotidiani li ha letti come me, io ne ho citati alcuni. C’è una posizione europea che è riassumibile anche dalle parole che le farò ascoltare tra poco che sono del decano degli eurodeputati europei Elmar Brok della CDU e consigliere di Angela Merkel

(… segue il solito intervento di Brok sull’alto debito italiano, sull’austerità e sull’assenza delle riforme italiane per la crescita).

-ore 7 e 44. Claudio Borghi: ha ragione o ha torto Elmar Brok eurodeputato ed ex presidente della comissione affari costituzionali?

«Ma mmm, molto semplicemente, Brok mente. Pensiamo anche soltanto all’affermazione appena ascoltata di una Francia che avrebbe la metà del debito italiano e che quindi può sforare… ora, come noi sappiamo, la Francia ha il 100 per 100 del rapporto debito/pil e noi il 130. Io ero rimasto che la regola europea – citata anche da Brock – diceva che si prendeva come riferimento il 60% del rapporto debito/pil. La regola dice che chi sta sotto questa percentuale aveva mano libera e chi sta sopra meno. Ora si scopre che ci sono altre regole mai viste, per le quali può fare quello che vuole chi ha dal 90 al 120 mentre chi sta sopra i 120 no… Peccato che queste regole non esistano proprio».

-Però è innegabile che abbiano lo spread che è un decimo del nostro

«Eh ho capito, ma lo spread è un dato di mercato, non ha a che fare con le regole europee citate dal consigliere della Merkel. Lo spread dimostra fiducia o sfiducia a seconda della situazione, perchè dipende su cosa e con che frequneza. Si pensa ad esempio che la Francia essendo parte integrante del gruppo di governo della Unione Europea non possa essere oggetto di attacco perchè a quel punto la Francia si dichiarerebbe la fine della Ue. Quand’è che ci fu l’intervento salvastati della Bce? Non tanto quando lo spread italiano andò a 500, ma quando anche quello francese per contagio passò da 30 a 200 e allora a quel punto allargarono le braccia e dissero: interveniamo.

Questo però è un atteggiamento errato perchè non si può pensare di considerare l’Italia come oggetto di attacco. Non sarebbe nell’interesse della Francia e di nessuno andare avanti senza l’Italia dopo aver già gestito a fatica l’Inghilterra».

-Sarebbe però nel nostro interesse restare?

«Dal mio punto di vista, come ben sai, io sono straconvinto che l’Italia con una propria  moneta risolverebbe gran parte dei propri problemi. Non tutti, perchè ovviamente il fatto di avere il pieno controllo sui mezzi di politica monetaria è condizione necessaria ma non sufficiente per fare l’ambizioso ed enorme programma di risanamento di cui l’Italia ha bisogno. Detto questo sappiamo benissimo che per fare questo passo ci vuole un accordo e la consapevolezza da parte dei cittadini».

-In questi giorni sono usciti molti editoriali per i quali, soprattutto la componente “verde”, senza dichiararlo, starebbe costruendo le condizioni per la nostra uscita dall’euro.

«No, ma non è così. Se noi avessimo voluto andare oggettivamente allo scontro con l’Unione Europea per arrivare a questo risultato avremo dichiarato il 3,1 di deficit e non il 2,4. Noi molto semplicemente vogliamo fare le politiche necessarie e minime per avere quello che basta alla nostra economia per stare un po’ meglio. Così facendo stanno però emergendo delle contraddizioni insanabili!

Il fatto che ci sia una Ue, o uno Junker, che come ieri ha dichiarato: “non possiamo consentire che l’Italia faccia questo, perchè altrimenti lo vogliono fare anche altri e sarebbe la fine dell’euro”. Tutto ciò ci fa capire come al centro del dibattito non c’è a tema se è corretto per l’italia fare questa manovra o no, ma che è  corretta la loro impostazione a prescindere, in condizioni di dominio.

-L’Italia è però sola, è isolata e la Grecia ha appena presentato un def con indicatori migliori dei nostri

«Bè questo non mi pare proprio: non dimentichiamoci che la Grecia, come l’Irlanda citata anche da Brok, ci deve un sacco di soldi e noi abbiamo pagato per salvare loro negli anni in cui ci dicevano che per noi non c’erano soldi per mandare la gente in pensione».

-Come mai Giovanni Tria non era all’Ecofin a relazionare sulla manovra italiana? (domanda preceduta da alcuni interventi dei radioascoltatori)

«La sessione di oggi non mi risulta fosse per l’Italia, e dunque non valeva la pena che Tria relazionasse sull’Italia se ciò non era all’ordine del giorno, ma c’erano altre questioni. Contesto però integralmente alcune osservazioni degli intervenuti. La Francia, infatti, si è permessa i fare dieci anni consecutivi di sforamenti molto forti e non solo questa volta con un 2,8 per cento una tantum, com’è stato erroneamente sostenuto.

OPINIONE: Lo spread ha sforato oggi quota 300. Nonostante un deficit programmato in linea con quelli precedenti, la UE vuole fare la voce grossa per far capire chi comanda davvero in Italia. Entro l’anno devono arrivare a farci correre agli sportelli bancari nella speranza di ritirare contante e terrorizzare i cittadini, esattamente come  accaduto in Grecia nell’estate del 2015. Da qui a dicembre si capirà se il governo gialloverde è un bluff oppure no. L’Unione Europea non può permettersi una italexit ed è su questa che occorre puntare, anche solo per spuntare un misero (risibile) 2,4 per cento di deficit. 

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