Via libera della Ue al falso Made in Italy

Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sauvignon, Shiraz. Mai sentiti? Sono vitigni internazionali ma che assumono profumi diversi ed hanno anche particolari procedure a seconda dell’origine delle uve. Ecco perché vi era l’obbligo di indicare l’origine delle chicchi. La Coldiretti ora denuncia che l’Unione Europea ha modificato il regolamento e che questo obbligo non ci sarà più.

In pratica questo significa che si potranno vendere bottiglie di Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sauvignon e Shiraz senza indicare in etichetta la provenienza dell’uva che potrà essere così provenire da qualsiasi parte del mondo.

Secondo quando riporta il quotidiano l’Adige:

«In questo modo sarà possibile fare in “laboratorio” vino italiano – lamenta l’organizzazione agricola Coldiretti – usando vini o mosti provenienti da altri Paesi, come la Spagna, per essere poi venduto specie sui mercati esteri sotto la copertura di simboli e marchi tricolori ma senza alcun legame con i vigneti ed il territorio nazionale. Una situazione che – denuncia Coldiretti – alimenta le speculazioni in atto sulla vendemmia 2018, con ingiustificate riduzioni a due cifre dei prezzi del vino riconosciuti ai produttori giustificato con l’aumento della produzione che in realtà quest’anno è il linea con la media del decennio».

L’Italia ora dovrà iniziare una forte pressione se vorrà evitare il falso made in Italy, perché la modifica al regolamento avviata dalla Commissione europea verrà trasmessa al Consiglio e al Parlamento.

C’è poco da fare, tranne che per aver evitato la scocciatura di dover esibire un passaporto alla frontiera, per tutto il resto l’Unione si sta rivelando ancora una volta un’autentica iattura per l’economia italiana, perennemente in bilico tra una moneta troppo forte per l’esportazione e regole capestro che ne limitano la produttività e l’identificazione d’appartenenza.

Per lo scrivente non solo il vino, ma tutti i prodotti dovrebbero avere un’etichetta trasparente che indichi obbligatoriamente l’origine degli ingredienti impiegati in tutti gli alimenti. Questa cosa, peraltro, è richiesta dalla stragrande maggioranza dei cittadini europei e dall’82% degli italiani, secondo una recente consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole. Ma com’è oramai evidente a tutti i sani di mente, “Ue” e “democrazia” rappresentano un ossimoro.

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