Ecco il vero indice economico da tenere d’occhio

Siamo in recessione? Credo che ci entreremo nel 2019. Ma credo anche che si tratti di una recessione in linea con ciò che sta accadendo nell’Europa continentale. L’America ha iniziato un graduale aumento dei tassi. Trump, da quando si è insediato alla Casa Bianca ha dato avvio a quanto promesso in campagna elettorale, e dunque alla guerra economica ai paesi Ue, soprattutto alla Germania, che non ne risente solo fino a quando potrà usare la sau moneta per fare dumping. Il nuovo trend sta portando un poco di inflazione in Usa, come ampiamente scritto qui, e l’aumento (modesto) del prezzo delle materie prime.

Quest’ultimo elemento, l’aumento del prezzo delle materie prime, è il più interessante per l’investitore e l’analista economico. Come amo ricordare, infatti, gli asset d’investimento non sono infiniti ed è buona norma raggrupparli in 5:

obbligazioni,

azioni,

immobiliare,

metalli preziosi,

materie prime

Le obbligazioni (bonds) ed i fondi obbligazionari potrebbero trovarsi in serio affanno a seguito dell’aumento dei tassi, ma la stessa cosa non la direi per le materie prime (commodities), che invece sono acquistate quando vengono effettuati degli investimenti, e Trump sta andando in quella direzione.

Per capire cosa succederà alle materie prime nel lungo periodo possiamo usare lo specchietto retrovisore: il Pil dei paesi emergenti da un lato, gli indici PMI dall’altro. Per guardare oltre la siepe con le materie prime, infatti, è più utile il famigerato

“indice dei direttori degli acquisti”

Questi indici PMI, infatti, rappresentano delle indagini condotte su un campione di aziende in cui gli intervistati sono proprio i responsabili, i direttori, del settore acquisti.

Come sanno (quasi) tutti, ogni azienda di grandi dimensioni è organizzata attraverso uffici amministrativi, commerciali e acquisti.

Ebbene, la lista della spesa di questi ultimi ci può dire come andranno prossimamente rame, alluminio, grano, petrolio, ecc. E, soprattutto, ci dicono se l’economia di quel Paese dove si è fatto il sondaggio tira oppure non tira

DOVE TROVO QUESTI INDICI PMI?

Ogni indice PMI può assumere un valore compreso tra 0 e 100: se tutte le risposte indicano miglioramento, allora l’indice tenderà verso il 100. Quindi, 50, è il baricentro da tenere sempre sotto osservazione.

Per quanti riguarda l’Europa, l’indice PMI viene registrato dagli analisti dell’istituto Markit nella versione denominata Flash, ma vi sono anche molti altri analisti indipendenti che riportano i dati.

Nel 2016 – ad esempio – negli Usa si fotografava un calo. Oggi, notiamo un aumento.

Dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni, l’indice PMI si è girato nettamente sopra la fatidica quota 50 e sfiora i 55 punti.

Tra le materie prime, da tenere in esame il petrolio che potrebbe tornare a quota 100, il rame e l’alluminio. Per investire in questi prodotti non c’è che l’imbarazzo della scelta, essendo tutti “acquistabili” sotto forma di etf e/o di etc, cioè di prodotti finanziari in grado di replicare fedelmente l’andamento della materia prima sottostante.

Perchè parlo di recessione per l’Italia? Perchè l’indice PMI è sceso sotto quota 50 ed ora si aggira sui 49.3. La Russia è a 55.8, ma com’è noto da noi c’è la gara a sputtanare Putin che, invece, di economia ne capisce più di quanto ci vogliono far credere. A penalizzare l’Italia è la mancanza di investimenti pubblici, che nessun governo riesce a mettere in cantiere perchè siamo servi della burocrazia eurocratica e non possiamo sforare, come detto in questo sito un milione di volte. Da registrare il dato inglese, con indice pmi sui valori della Germania. Ma non dovevano fallire dopo il voto Brexit?

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