I numeri della Recessione in arrivo

Tutti si chiedono se andremo o no in recessione. Dal mio punto di vista è inevitabile, seppur non con la stessa gravità del 2008. Francamente non capisco perchè qualcuno si chieda della recessione utilizzando i “se” ed i “ma”, quando i dati che sono usciti in questi giorni parlano piuttosto chiaro. L’equivoco forse nasce dal fatto che il cambio di trend si registra un po’ in tutta Europa e non solo in Italia.

In Francia, nel mese di settembre, la produzione industriale è crollata del – 1,8% e la spesa dei consumatori dell’1,5%. La seconda economia del Vecchio Continente ha deluso le aspettative degli analisti che non si attendevano dati positivi, ma nemmeno così gravi.

In Spagna l’Istituto Nazionale di Statistica ha comunicato che la produzione industriale a settembre è diminuita dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2017 in forte calo rispetto alla rilevazione di agosto a +1,1% (rivisto al ribasso da +1,2%). Gli analisti per il paese iberico avevano stimato un incremento della produzione industriale dello 0,3% su base annuale. In aumento anche il numero dei disoccupati.

In Italia, l’Istat ci fa sapere con una nota che “il Pil nel terzo trimestre ha segnato una variazione congiunturale nulla interrompendo la fase costantemente espansiva iniziata nei primi tre mesi del 2015. Sia le componenti interne della domanda (al lordo delle scorte) sia le esportazioni nette hanno fornito un contributo pari a zero”.

L’indice PMI italiano servizi era a 58 ad inizio anno ed è crollato ora a 49. Nessun altro paese industriale occidentale è andato sotto 50 (persino la succitata Spagna è a 54).

Il PIL trimestrale italiano è uscito, a sorpresa, a 0%. Non è una novità, perchè dal 2008 in poi l’Italia ha sempre avuto un annuale fiacco, ma di certo questo dato interrompe una serie che era positiva, seppur limitata all’ultimo periodo.

Beninteso, non tutta l’Europa va così male. Ovviamente ci sono i dati di paesi come Olanda e Germania che mantengono un outfit positivo, ma i motivi sono noti e legati al dumping che queste nazioni possono permettersi grazie al sistema euro.

Difficile fare previsioni, perchè senza dubbio alcuni paesi guardano favorevolmente all’Italia, e si tratta dei pezzi da novanta come la Russia e gli Stati Uniti. I dati però ci parlano di recessione, partita a settembre 2018, e che rimarrà tale finchè non ci saranno altri dati a smentirla.

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