«La Russia sta per invadere l’Ucraina». E giù a ridere

Nonostante tutto quello che sta succedendo in queste ore sul Mare d’Azov, occorre riconoscere che al Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko non manca certo il senso dell’umorismo.

In un appello speciale al popolo ha raccontato ai suoi concittadini la minaccia di un’operazione di terra contro il paese.

“L’intelligence parla di una minaccia estremamente grave, di un’operazione di terra contro l’Ucraina. Ho un documento di intelligence nelle mie mani, un riassunto della nostra intelligence e qui in diverse pagine una descrizione dettagliata di tutte le forze nemiche che si trovano a diverse decine di chilometri dal confine, pronte in qualsiasi momento per un’invasione immediata dell’Ucraina.”

Con queste parole Poroshenko si è appena rivolto al Parlamento di Kiev, la Rada,  ma siccome non indossava un naso finto e la parrucca, gli hanno pure creduto.

Poroshenko ha anche proposto alla Rada di imporre la legge marziale per 30 giorni, non 60 giorni come si pensava, in modo da non interrompere le imminenti elezioni presidenziali.

Com’è noto, il 25 novembre tre navi della Marina ucraina hanno attraversato il confine della Federazione Russa, dopo di che sono state arrestate dalle guardie di frontiera e gli inquirenti russi hanno interrogato l’esercito ucraino.

Il Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa dell’Ucraina ha deciso di imporre la legge marziale, le forze armate ucraine sono state trasferite in piena prontezza al combattimento e le misure di controspionaggio sono state rafforzate.

Simpatico no? L’ucraina invade lo spazio russo e il Presidente ucraino cosa afferma pubblicamente? “Temo una violazione del nostro spazio da parte dei russi”.

Neanche Alessandro Bergonzoni sarebbe in grado di argomentare in modo così assurdo senza scoppiare a ridere.

Comunque, sotto un profilo strategico, il Presidente ucraino si sta muovendo così nel tentativo di prendere i fatidici due piccioni con una fava.

Da un lato, infatti, ritiene possibile una mediazione internazionale che possa ledere gli interessi ucraini a favore di quelli russi. Per ottenere la mediazione internazionale deve provocare la Russia, sacrificare qualche soldato e sperare che la Russia perda le staffe per andare a piangere da mamma Merkel e papà Trump.

In secondo luogo, Poroshenko vuole vincere le elezioni presidenziali che si terranno a marzo marzo 2019, ma i sondaggi lo danno in netto svantaggio. L’unico modo che ha per rimanere al potere è quello di creare uno stato di tensione internazionale tale da costringere i suoi concittadini ucraini a scegliere lo status quo. Non pago di aver preso il potere cinque anni or sono grazie ad un colpo di stato ordito dagli americani, ora ci riprova con una nuova sceneggiatura.

Se qualcuno odia gli ucraini (e chi scrive non di certo) e spera che la crisi economica di Kiev li trascini tutti nel baratro, deve sperare che la strategia di Poroshenko raggiunga gli obiettivi succitati, confermandolo dunque ai vertici del paese. Al momento, fa solo ridere.

2 Commenti

  1. Imbarazzante e comica anche la NATO e la Mogherini che parlano di sanzioni alla Russia. Peracottari al potere.

  2. Non sono certo un ammiratore di Poroshenko (anzi, Poroshemo come altri lo chiamano, comunque la sua cioccolata è molto buona), e come popolo mi stanno più simpatici i russi che non gli ucraini, però l’annessione della Crimea è stato un atto unilaterale, non riconosciuto da nessuno e che ha posto Putin in rotta di collisione con mezzo mondo. Non vale assolutamente il discorso che c’è stato un referendum anche perché sulla sua regolarità, e ammissibilità, ci stanno tutti i dubbi del mondo. E non vale neanche il discorso che la Crimea è fondamentalmente popolata da una popolazione etncamente russa. In Alto Adige ci sono forse tipici italiani pizza e mandolino (vabbè, uso un poco di stereotipi)? Costruendo unilateralmente il ponte sullo stretto di Kerch i russi hanno di fatto limitato il movimento delle navi ucraine dirette verso il mare d’Azov. E’ rispetto del diritto internazionale questo? E’ rispetto del diritto internazionale fare carta straccia degli accordi presi all’atto dello sciogliento dell’URSS che prevedevano che i confini tra i nuovi stati rispettassero quelli, di natura fondamentalmente amministativa e decisi peraltro a Mosca, esistenti tra le repubbliche che costituivano l’URSS? Se in alcune repubbliche le popolazioni etnicamente russe non vengono viste di buon occhio, beh ci stanno mille motivi per cui ciò avviene.
    I sovietici, i russi, hanno catastroficamente perso la Guerra Fredda. Chi una guerra la perde, e noi lo sappiamo bene, si deve assoggettare ai voleri dei vincitori. Se non aveva intenzione di farlo, poteva semplicemente evitare la guerra.
    P.S. A tale proposito penso che la lettura di quanto avviene nella UE vada fatta in modo diverso. Anche la Germania è stata sconfitta e ciò che fa la Germania è, probabilmente, in gran parte eterodiretto così come ciò che fa l’Italia.

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