L’Inghilterra senza poregrami rattrista il giornalismo italiano

Tra le parole venete più ricercate sul web, poregramo occupa il primo posto. Significa poveraccio, miserabile, sventurato, squattrinato. Impossibile scovare al mondo una comunità senza poregrami, ma l’Inghilterra ci sta lavorando, e la Brexit rappresenta la grande occasione per ridurre la miseria al lumicino. Purtroppo in Italia, paese che invece di poregrami abbonda, l’invidia crea effetti allucinatori e dunque i media preferiscono raccontare la fiaba di un’Inghilterra in ginocchio dopo il referendum per uscire dall’Unione Europea. L’algida Albione doveva crollare nella miseria nera più di due anni fa, quando vinse la Brexit. Poi, mese dopo mese, la stampa si affrettò a moltiplicare gli annunci. L’Inghilterra sta crollando – recita il mantra mainstream – ma domani. Come quelli che vogliono fare la dieta: inizierà sempre domani.

Leggete queste parole tratte dal Corriere di oggi, sforzandovi di non ridere:

LA PIENA OCCUPAZIONE? NELLA GRAN BRETAGNA  POST BREXIT E’ UN PROBLEMA (titolo). La Gran Bretagna ha praticamente raggiunto la piena occupazione: i senza lavoro sono scesi al 4 per cento e si tratta di un livello considerato fisiologico per un’economia avanzata. Una buona notizia? Fino a un certo punto: perché in realtà molte industrie ora stanno facendo fatica a trovare dipendenti e questo spinge verso l’alto i salari, intaccando i profitti delle aziende

Il che è come dire ad un uomo che ha appena sposato una bellissima modella: “che fai, pazzooooooo, tutti vorranno farsela e un giorno avrai le corna. Meglio che vai a vivere con un cesso o che continui con le pratiche onanistiche per tutta la vita”.

Il Corriere ed  i suoi giornalisti per la modica cifra di… si fanno pagare per informarci di una cosa che avete letto qua aggratis per anni, e cioè che un paese sovrano che batte la propria moneta può – se vuole – ridurre la disoccupazione, e rendere pertanto meno ricattabili i lavoratori e di conseguenza innescare l’aumento virtuoso dei salari. E questo in UK sta interessando non solo la ristorazione, dove sono impiegati soprattutto italiani e iberici, ma anche i lavori di concetto, come quello degli informatici e degli ingegneri.

Ma la finanza non doveva sparire dalla City dopo la Brexit?

Si trattava e si tratta di puttanate propagandistiche orchestrate ad arte NON da chi preferiva il remain in buona fede, ma da chi teme che anche qui arrivi la piena occupazione con l’Italexit, con conseguente rafforzamento della classe lavoratrice. In altre parole, nel nostro Paese c’è chi tifa per un aumento del pil a danno di chi lavora, modello tedesco talmente fallimentare in Germania da avere appena decretato la morte politica di Angela Merkel.

Non solo la Brexit ha aumentato l’occupazione (dato quantitativo a mio avviso molto più importante del pil, che invece registra positivamente anche l’incremento di incidenti stradali), ma ha anche fatto rinascere una sinistra degna di questo nome. In queste ore il leader laburista Jeremy Corbyn ha tacciato ogni indiscrezione su un nuovo referendum in Inghilterra. “La nostra legge non lo prevede e dunque non si farà”, ha sentenziato il politico britannico. Ma qualcosa mi dice che questa notizia non la leggerete, nè sul Corriere nè altrove.

4 Commenti

  1. Buongiorno Professore,
    è abbastanza paradossale che una persona come Lei, che spesso è volentieri non ha fatto mistero di richiamarsi a Marx, faccia questo elogio del Regno Unito, paese notoriamente liberale e dove un lavoratore può essere licenziato nel giro di pochi secondi senza che il datore di lavoro debba stare a dare troppe giustificazioni.
    Faccia attenzione, io condivido in tutto e per tutto il suo elogio per la terra di Sua Maestà la Regina Elisabetta II che “regna ma non governa” (ecco, già questo spiega molto del perché lì le cose funzionino in un certo modo).
    Faccio ora una apparente digressione.
    A suo tempo Marco Pannella ebbe una grandissima intuizione, e per questo veniva osteggiato in tutti i modi, salvo poi perdersi per strada diventando la caricatura di se stesso, venendo quindi a quel punto celebrato.
    Quale intuizione? Che per cambiare veramente un paese occorre prima incidere su quelli che sono le strutture del pensiero, i comportamenti quotidiani apparentemente sconnessi con i fatti di natura economica, che sono quelli di cui qui principalmente parliamo.
    Il Regno Unito è un paese dove una persona può passare tutta la vita senza avere bisogno di un documento di identità che attesti che lui è chi afferma di essere.
    Il Regno Unito è il paese dove non si può essere processati due volte per lo stesso fatto, insomma dove il PM non può fare appello contro una sentenza di assoluzione come invece è possibile in Italia, e dove l’habeas corpus ha un vero senso.
    Il Regno Unito è il paese che si tiene stretti i suoi paradisi fiscali, la City e le Channel Islands, mentre noi mandiamo la GdF a circondare San Marino che, tra l’altro, essendo stato estero sarebbe anche meno imbarazzante da dover giustificare.
    La sterlina da sola non giustifica certi successi, ci vuole tutto un sistema a monte

  2. Non faccio alcun elogio del regno unito. Il regno unito ha una storia alle spalle. Alcune cose mi portano a consigliare quanto fatto dal regno unito, relativamente ad alcuni periodi della sua storia. potrei fare almeno una decina di esempi, ma mi limito all’habeas corpus. Ora, in questo determinato periodo storico, uk ha fatto una scelta intelligente e antiliberale: uscire dalla UE. e sta funzioanndo, come previsot sul mio sito dal giorno del referendum. Poi, ovvio che non condivido per nulla la maggior parte della storia del regno unito, paese colonialista e talassocratico. cordialità

    • Non ci sta nulla di antiliberale nell’uscire dalla UE, anzi è proprio in linea con i principi liberali decidere, anzi lasciar decidere ai cittadini, se starci oppure no.

      • La Ue è un’istituzione liberale che contrasta con la nostra Costituzione, che, infatti, è keynesiana. In Europa ci sono costituzioni liberali e altre keynesiane. Rimanendo nella Ue l’Inghilterra sarebbe rimasta certamente liberale, ma non lo è sempre stata nella sua storia ed il voto Brexit è andato proprio in direzione contraria, tant’è che nella City – tempio liberale – sono tutti incazzati neri. Grazie come sempre Vincenzo per il tuo contributo

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