L’Italia piace agli inglesi. Pure troppo

Siccome i complotti non esistono, Giulio Cesare è morto di sonno e Salvador Allende ha perso la presidenza in Cile causa implosione, volentieri vi facciamo vedere in esclusiva per l’Italia cosa ha appena pubblicato il gruppo hacker di Anonimous. La documentazione è relativa ad una rete globale di addetti all’informazione vicini a Londra, coordinata da un centro britannico, di nome Integrity Initiative. Verificare la veridicità delle tabelle pubblicate da Anonymus è impossibile, dunque lo diciamo subito: al momento non ci sono prove, è solo la documentazione fornita da un gruppo di hacker. E’ domenica, fate finta che sia un articolo di Lercio.it, anche se non fa ridere. La traduzione è mia, ma se avete dubbbi questa sottolineata è la fonte.

«Saluti. Siamo Anonymous.

Abbiamo ottenuto un gran numero di documenti relativi alle attività del progetto “Integrity Initiative” che è stato avviato nell’autunno del 2015 e finanziato dal governo britannico. L’obiettivo dichiarato del progetto è contrastare la propaganda russa e la guerra ibrida di Mosca. Nascondendosi dietro intenzioni benevoli, la Gran Bretagna ha infatti creato un servizio segreto di informazioni su larga scala in Europa, negli Stati Uniti e in Canada, composto da rappresentanti di comunità politiche, militari, accademiche e giornalistiche con il think tank di Londra a capo di esso.

Come parte del progetto, la Gran Bretagna ha sempre avuto il tempo di intervenire negli affari interni degli stati europei indipendenti. Un esempio dimostrativo è l’operazione “Moncloa” in Spagna. La Gran Bretagna ha impedito a Pedro Baños di assumere la carica di direttore del Dipartimento per la sicurezza interna della Spagna. Il gruppo spagnolo dell’Iniziativa per l’integrità ha impiegato solo poche ore per portare a termine il compito.

Per ora, la Gran Bretagna è in grado di condurre tali operazioni nei seguenti stati…»

Come potete osservare navigando sul sito, segue poi un elenco di stati dove “Iniziativa per l’Integrità” sarebbe operativa con tanto di nomi dei collaboratori del progetto di disinformazione. Tra questi, ovviamente, non poteva mancare l’Italia, terra amata dagli inglesi fin dai tempi dell’Unità ed oggi meta turistica privilegiata. Allora mi sono chiesto: tra una chianina senese ed un buon rosso di Montepulciano, chi mai avranno pensato di reclutare i simpatici figli della Regina per condurre campagne mediatiche atlantiste qui in Italia?

Oltre a nomi scontati come quello di Fabrizio Luciolli – noto consulente, articolista di formiche.net e Presidente del Comitato Atlantico Italiano e dell’Atlantic Treaty Association – spunta il nome insospettabile di Beppe Severgni.Come già ribadito sopra, non sono in grado di sapere se davvero il saggista e giornalista italiano è al soldo dell’Inghilterra, la mettiamo tra le curiosità internettiane tutte da verificare, ma sono convinto che per confondere le idee Severgnini sarebbe l’uomo giusto. E’ anche più buffo di Udo Gumpel e potrebbe rappresentare una bella consolazione per chi si annoia sul posto di lavoro: tutti, ma proprio tutti, possiamo diventare agenti segreti.

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