Oggi Giornata mondiale di Quelli che si levano la felpa senza togliere gli occhiali

Com’è noto, il 25 novembre è stata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Quel che è meno noto è che la giornata fu istitutita nel lontano 1999 dall’Assemblea dell’ONU, cioè quasi 20 anni fa. Come mai, allora, se ne parla così tanto solo quest’anno? Come mai, allora, tutti i canali televisivi hanno dato ampio spazio alla cosa mentre gli anni scorsi poco o nulla? Ma, e soprattutto, ha senso che ogni settimana ci sia da celebrare una “giornata dedicata a qualche cosa”?

Non importa, verrebbe da pensare, è sempre bene parlarne, e ben venga ogni occasione che ci consenta di accendere i riflettori su un problema. Io però nutro qualche perplessità quando vedo tutti i media concentrati su un unico tema. E’ una questione d’esperienza politica e di anzianità, più che di istinto. Insomma, non mi fido. Quando tutti i media si concentrano su un argomento e martellano solo su quello, vuol dire che è entrata in campo una sorta di psicosi collettiva, nella migliore delle ipotesi, o di lobby politica, nella peggiore.

Non credo si tratti del secondo caso, ma francamente del primo si e invito tutte le donne a riflettere su come vengono strumentalizzate. A parte la Michela Murgia di turno che deve vendere il libro e che dunque diventa prezzemolina televisiva, non è forse il caso di accettare il fatto che la violenza domestica non ha a che fare tanto con la “mentalità maschilista”, quanto con le condizioni economiche e sociali, con il degrado morale e psicologico di un’intera società, come quella occidentale, da anni avviata verso la depressione?

Il liberismo è il nostro modello economico e sociale. E’ un modello che divide le persone in perdenti e vincenti. Un modello che si basa sull’accumulo di beni e sul prestigio basato su questo. Chi perde gli affetti perchè viene lasciato e cede buona parte dei suoi beni a causa di una legislazione discriminatoria, viene poi classificato dalla società come “perdente”. Talvolta, la pressione psicologica  è così forte che qualcuno preferisce far morire Sansone (cioè se steso) con tutti i Filistei (in questo caso, i suoi cari) piuttosto che vivere depresso. Questo non lo giustifica affatto, ma anzi lo fa essere ancora più degno di punizioni esemplari. Io considero questo atteggiamento un’aggravante, non un’attenuante, ma NON HO ANCORA SENTITO NESSUNO DIRE CHE L’ECONOMIA E IL MODELLO SOCIALE SONO LA CAUSA DEL PROBLEMA.

Secondo la narrazione mediatica, l’uomo che fa violenza alla sua ex compagna sembra lo faccia perchè ancora innamorato e dunque un bambinone incapace di accettare l’abbandono.

Ora, io capisco che il Cinema sia molto affascinante, ma i film fanno leva sugli stereotipi emotivi e, soprattutto, sono finzioni. La gggènte guarda troppi film scambiandoli per la realtà. Chi scrive, dopo tanti di anni di visione forzata di Chi l’ha visto (a proposito di violenza), può affermare che quasi mai la cronaca si riferisce a bei ragazzi giovani e tenebrosi che lasciati dalla morosa fanno una strage.

Ma tu guarda che caso! Si tratta sempre di signori di mezza età che perdono figli, casa e spesso lavoro quelli  che poi fanno le stragi. Mmmmm… ideona! E se per risolvere il problema della violenza alle donne in Occidente si affrontasse in primis questa questione? Oppure davvero dobbiamo darci da bere l’un l’altro come i coppi sui tetti e pensare che la violenza capiti perchè uno perde l’Ammmmore?

Tranne le eccezioni, la violenza di genere si consuma perchè un membro della coppia impazzisce a causa del precipitare di eventi che hanno a che fare con l’economia e la credibilità sociale, non col romaticismo o col “senso del possesso” (che fu prealessandrino).

Se c’è una cosa che mi disgusta profondamente è la violenza di un forte su un debole. Dunque, se proprio dobbiamo istituire una giornata dedicata a questi temi, la titolerei così. Però la “debolezza” in Occidente ha ben poco a che fare col genere sessuale, come sembrano dimostrarci tutti i dati statistici a disposizione, ma semmai con questioni economiche.

In secondo luogo, faccio sommessamente notare che domenica 25 novembre si è sfiorata una guerra tra la Russia – il Paese più grande del mondo – e l’Ucraina, la nazione più grande d’Europa. Non lo nego: un servizo televisivo d’informazione su una cosa così pericolosa e grave per l’incolumità di tutti noi l’avrei anche gradito. Russi e Ucraini si sono sparati addosso, 3 imbarcazioni ucraine sono state sequestrate dalla guardiamarina russa. Insomma, si è sfiorato un conflitto di caratura mondiale. Proprio non si poteva rinunciare ad uno dei 8927 servizi dedicati alla violenza sulle donne per parlare della Guerra incombente? Uno è? Mica tanti.

In terzo luogo, la qualità dei servizi giornalistici diffusi dimostra come la faccenda venga orrendamente politicizzata. Quasi ogni trasmissione ha parlato delle donne colpite dall’acido, o di quell’idiota che ha ucciso i figli per vendicarsi della moglie. Sono anni che si vedono gli stessi servizi, ma ok, sempre meglio uno in più  che uno in meno. Però non ne ho visto nessuno che riguardasse il trattamento riservato alle donne nei paesi musulmani ad esempio. Come mai? In Occidente è diffusa l’idea che le donne musulmane siano sottomesse ai mariti e che abbiano meno possibilità di emancipazione. Seee, fosse solo quello!

In molte culture le donne vengono infibulate, cioè viene asportata loro la clitoride, poi le piccole labbra vaginali e parte di quelle grandi con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.

Ok, non è come l’acido (forse), però è enormemente più rilevante quantitativamente, se è vero che i casi di violenza con l’acido sono poche decine. Eppoi c’è la lapidazione, pratica molto diffusa per punire l’adulterio in paesi come l’Afganistan o nelle aree controllate dall’Isis. Molti i video diffusi sull’argomento; spesso la donna viene legata e infilata in una buca dove viene lasciata morire a seguito delle ferite procurare dalle pietre che i maschi le scagliano addosso.

Su queste violenze, ben più numerose e crudeli di quelle prese in esame da noi, non si è visto un servizio che fosse uno. Perchè?

Forse sarebbe il caso di smetterla con le giornate dedicate ad un tema. Io non lo so voi, ma è tutta una colletta per questo e per quello, feste inventate di sana pianta, ricorrenze false e mediocri da osservare in modo quasi religioso per non venire esclusi dai gruppi whatsapp. Ora persino facebook ci si è messo, tramite assurde raccolte in occasione dei compleanni. Questa modalità di intrecciare relazioni mi ricorda il gioco d’azzardo e può sfociare in cose – nate nobili – come il crowfounding. Spesso cela solo interessi commerciali o fuffa ideologica. Quando ci sono problematiche serie, non sarebbe meglio valutarle per priorità e soprattutto in modo meno emotivo e più razionale?

Ah, quasi dimenticavo, oggi fatemi gli auguri che è la giornata mondiale di quelli che si levano la felpa senza togliere gli occhiali.

1 Commento

  1. Il sistema delle “emergenze” e delle ricorrenze, punta i riflettori sugli argomenti che servono alla politica per agire, togliendo alle persone la possibilità di capire il perché avvengono certe cose.

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