Poroshenko incontentabile. Vuole solo donne russe

Continua su questi pixel la saga di Petro Poroshenko, il venditore di dolciumi balzato all’onore della cronaca internazionale per essere diventato il Presidente dell’Ucraina, cioè di uno degli stati più grandi del mondo in quanto a dimensioni territoriali. A giudicare dal suo operato sembra quasi che il buon Dio abbia voluto la carriera di Poroshenko per dare un messaggio di ottimismo a chi è nato disgraziato: “se ce l’ha fatta sto qua, anche tu ce la puoi fare”.

Dopo l’incidente di Kerch, sul Mare d’Azov, Poroshenko ha decretato la legge marziale. E farebbe già ridere così.

L’Ucraina minaccia la Russia, provoca la Marina, sconfina le acque territoriali dopo il diniego dei russi, i militari di Poroshenko che sono stati catturati e interrogati ammettono di aver cercato l’incidente…, e Kiev che fa? Prende la decisione di sospendere le leggi ordinariamente in vigore nello Stato e i tribunali militari ucraini prendono il controllo della normale amministrazione della giustizia.

Cioè, se non fosse chiaro, per una sua deliberata provocazione, il Presidente sta rischiando la guerra civile in Ucraina come se la situazione non fosse già abbastanza compromessa dal 2014, quando un colpo di stato permise ai nazisti del Paese di prendere il potere con conseguente perdita di Crimea e Donbass.

Ma l’ultima di Poroshenko in ordine cronologico l’abbiamo saputa stamattina.

Il Presidente ha infatti deciso di vietare ai  maschi di nazionalità russa tra i 16 ed i 60 anni di entrare in Ucraina. La legge marziale è stata imposta a 10 regioni al confine con la Russia per un mese. Una mossa che si deve ai timori di un’invasione russa dopo che le forze di Mosca hanno catturato tre navi ucraine e 24 marinai nel Mar Nero.

A questo punto, come diceva il comico romano Marco Marzocca nelle vesti di notaio al Pippo Kennedy Show, abbiamo solo tre obzioni.

Obzione numero uno. Poroshenko teme l’invasione ed è convinto che se i suoi soldati alla frontiera si opporranno con carte bollate ed un secco NIET, allora gli invasori russi se la daranno a gambe levate.

Obzione numero due. Poroshenko teme che l’Ucraina venga invasa come quando nel 2014 in Crimea uomini in divisa, ma senza segni distintivi e di nazionalità presumibilmente russa, bloccarono alcune caserme ucraine. Forse ha la memoria corta, ed è stranamente convinto che questi uomini in armi fossero entrati in Crimea con occhiali da sole, macchina fotografica e infradito, cioè  fingendosi turisti russi in vacanza in Crimea. “Forse – si sarà detto Poroshenko – se all’epoca avessimo vietato ai maschi russi di entrare in Crimea, questi non avrebbero preso il controllo dell’areoporto di Belbek a Sebastopoli con un blitz notturno”.

Obzione numero tre. Poroshenko va matto per le donne russe. Pur godendo di una fauna locale degna di ammirazione, il leader ucraino non si accontenta: nel vietare l’ingresso ai maschi russi, spera che l’Ucraina venga invasa da grazie rossoblu. Difficile dargli torto, ma se poi – diavolo d’un Putin – varcassero i confini tutte ragazze russe come Nataliya Kuznetsova?

Che sia per cose decisioni come questa appena descritta che sui social italiani Poroshenko è stato da tempo ribattezzato “Poroscemo”?

1 Commento

  1. Relativamente alla crisi tra Russia e Ucraina penso che esista una sola via di uscita. Poroshemo se ne torna a fare i dolci, mestiere che peraltro gli riesce piuttosto bene e risulta anche profittevole, e in Ucraina si rifanno elezioni serie, e i Russi se ne vanno dalla Crimea visto che l’annessione è totalmente illegittima. Oltre a ciò smettono di fare da sponda ai vari ribelli in armi

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