Putin il democratico. E se le dittature le avessimo noi?

L’operazione verità che molti stanno portando avanti in Occidente sulla Russia e su Putin ha rimesso un pochino le cose a posto. Mi ci metto dentro anch’io in questa operazione, visto che centinaia di persone hanno letto e apprezzato Putin e la filosofia, ma come non citare Giulietto Chiesa, Diego Fusaro, Saker Italia, Palestinafelix, Lambrenedetto XVI, Fulvio Scaglione e molti altri, che hanno sbufalato la propaganda occidentale da molto più tempo di me. Da qualche tempo sempre più persone in Italia sono disposte a riconoscere a Putin lungimiranza politica e grandezza strategica, unite ad un profondo amore per il suo popolo. Nonostante questo, riesce ancora difficile far accettare il Capo del Cremlino come un leader democratico.

Al netto di eventuali competenze, tutti i presidenti “orientali” non possano essere che satrapi: la forma di governo chiamata democrazia è di esclusiva proprietà dell’occidente. Un nostro copyright.

Sono il primo a riconoscere la matrice occidentale del concetto di democrazia e ad individuare nel corso della storia le alte vette di democrazia raggiunte da comunità europee e americane. Tuttavia, è innegabile che da molto tempo qualcosa in Occidente sia cambiato in peggio e che la democrazia, da noi, sia oggi un concetto svuotato del suo sigificato. Putin, sotto molti profili, è più democratico dei nostri leaders politici, alla faccia dell’obiezione uguale e contraria portata avanti dai suoi haters.

Prendiamo il caso di Macron, leader di plastica creato ad arte dall’establishment per impedire a Marine Le Pen di prendere il potere in Francia. In queste ore, a seguito di una manifestazione molto partecipata sul caro-benzina, la repressione poliziesca ha causato un morto e almeno 400 feriti, una decina dei quali in condizioni critiche. Immaginate cosa avrebbero scritto la nostra stampa se qualcosa di vagamente simile fosse accaduto in Russia. Probabilmente avremo sanzionato ogni singola badante russa presente in Italia. Eppure fatti così gravi sono accaduti in Francia, non in Russia.

L’oppositore russo Navalny è stato incensato qui in Occidente come martire della libertà, pr qualche ora passata in gattabuia a seguito di manifestazioni non autorizzate.

Sotto il profilo tecnico, cioè quello più strettamente legato alle regole che ci siamo dati, il confronto tra gli occidentali ed i russi è ancora più impietoso e ci fa sembrare sudditi dell’Ancien regime, più che i protagonisti delle gloriose rivoluzioni moderne.

L’Inghilterra ha una monarchia molto attiva, e per tenerla in piedi i cittadini inglesi pagano cifre altissime affinchè un ristretto numero di persone vivano nel lusso sfrenato. La cosa viene tramandata da una generazione all’altra, come nel Medioevo, e nessuno si mette a ridere di fronte a questa buffonata. Un giorno chissà che qualcuno non sveli ai sudditi di Sua Maestà che la famiglia reale – gli Windsor – non sono nemmeno inglesi, ma di origine tedesca. Allora si! Sai le risate? Il Parlamento è diviso in due camere, una delle quali, la Camera dei Lords, è composta da vescovi e baroni non eletti dal popolo. Nel 1600 gli nglesi furono pionieri di democrazia, ma sono rimasti lì, però, al XVII secolo. Sotto un profilo meramente istituzionale, Putin sembra Pericle, se paragonato ad Elisabetta II ed ai suoi Lords.

Un ragionamento simile a quello fatto per l’Inghilterra si può fare per Svezia, Norvegia, Spagna, Belgio e molti altri. I simboli di queste nazioni sono famiglie di nullafacenti mai eletti da nessuno e mantenuti a spese dei cittadini dei rispettivi paesi.

Gli Stati Uniti. A scuola si studiano i primi sistemi democratici comparsi in Europa, ma considerandoli imperfetti perchè non prevedevano il suffragio universale. Come a dire: finchè non c’è un suffragio universale non si può parlare di vera democrazia. Peccato che negli Stati Uniti, l’elezione del Presidente – cioè dell’istituzione più importante per la vita dello Stato – sia stratificata su due livelli, e non su uno solo diretto. Il presidente americano infatti non si elegge direttamente, ma con un sistema chiamato «electoral college». Ogni Stato elegge con un sistema maggioritario – chi ha un voto in più li prende tutti – un gruppo di cosiddetti «grandi elettori». Il collegio elettorale è composto da 538 grandi elettori. Per diventare presidente, un candidato deve ottenere i voti di almeno 270 grandi elettori.  Molti avranno letto che Hillary Clinton ha avuto più voti di Trump “diretti”, mentre è andata sotto col sistema dei grandi elettori. Una cosa simile capitò ad Al Gore, che perse le elezioni contro George W. Bush nonostante avesse il voto della maggior parte degli americani. Strano concetto di democrazia questo. In Russia il Presidente viene scelto per voto popolare diretto.

Ma veniamo all’Italia, il Paese che più di tutti ha contorto il sistema della rappresentanza. Nonostante la “Costituzione più bella del mondo”, negli ultimi 7 anni nessun capo delle coalizioni che si sono presentate alle elezioni per governare è poi diventato Presidente del Consiglio. Quando gli italiani votarono Silvio Berlusconi si ritrovarono con Mario Monti. Quando diedero la loro preferenza al Movimento Cinque Stelle ed a Pierluigi Bersani si ritrovarono con Letta e Renzi. Quando votarono Di Maio, Berlusconi, Renzi e Salvini si ritrovarono con lo sconosciuto Giuseppe Conte. Vogliamo parlare del Presidente della Repubblica? Anch’egli, rigorosamente non eletto dal popolo, ha il potere di nominare direttamente dei senatori della Repubblica. Senatori che non solo dunque nessuno ha votato, come il Presidente stesso, ma che rimangono in carica A VITA.

Il sistema politico russo, specialmente per quanto concerne la nomina dei governatori, la propaganda televisiva e la possibilità di aggirare la durata dei mandati evidenziano un sistema democratico con molte lacune. E’ un sistema comunque che, rispetto a quelli di Europa e States, sembra la Comune di Parigi contro Oceania di George Orwell.

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