America presto in recessione?

Siccome una foglia che casca non fa autunno, meglio usare il punto interrogativo. In fondo, l’America ha continuato la sua marcia anche con un’Europa balbuziente.

Ma oggi è successo qualcosa che non mi aspettavo, e che va segnalato: la curva dei tassi di interesse USA per la prima volta in 9 anni ha virato in negativo. I tassi a breve rendono di più dei tassi a lungo, e questo di solito indica recessione.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

La curva dei tassi di interesse è uno strumento utile per capire l’andamento dell’economia che si basa sulla raccolta di una serie di dati relativi alle obbligazioni di una determinata area geografica. Ad esempio, possiamo realizzare il grafico che ci interessa degli Stati Uniti, che rappresentano l’economia più importante del mondo.

I dati da inserire per “costruire” lo strumento sono un mix delle scadenze delle obbligazioni prese in esame ed il loro rendimento. Com’è intuibile, dunque, affinchè la curva così costruita possa fornire qualche indicazione utile deve essere confrontata periodicamente con altre curve realizzate allo stesso modo (ogni settimana o quasi ci sono aste di obbligazioni di stato). Le obbligazioni, infatti, vengono immesse sul mercato periodicamente, dunque periodicamente variano scadenze e rendimenti.

In altre parole, la curva si ottiene collegando i punti individuati dal rendimento totale che l’investitore otterrebbe se conservasse l’obbligazione fino alla scadenza al tempo che gli resta prima della stessa scadenza. Tuttavia, per capire se l’economia di un Paese è in salute, occorre considerare la curva così realizzata con altre curve realizzate in periodi diversi.

La condizione OTTIMALE si ha quando la curva dei rendimenti è inclinata positivamente. Questa situazione si ha quando i rendimenti salgono con il passare del tempo. Le obbligazioni a lunga scadenza (ad esempio quelle a 30 anni) hanno infatti un rendimento maggiore rispetto a quelle di breve periodo. Le obbligazioni a lunga scadenza “incorporano” un rischio più elevato perchè è più difficile prevedere il futuro da qui a diversi lustri e perchè vi è un implicito quanto storico deterioramento dell’investiento dovuto all’inflazione. Quando la curva è inclinata positivamente (va verso l’alto), allora l’economia è considerata espansiva.

Ciò è accaduto alla curva degli interessi in America negli ultimi 9 anni, ma oggi qualcosa è cambiato: i tassi a breve termine sono più alti rispetto a quelli a lungo termine. In altre parole, all’aumentare della scadenza il tasso diminuisce. Questo si verifica quando sul mercato vi sono aspettative di futuri tassi a breve più bassi rispetto a quelli attuali. Una curva di questo tipo indica una fase economica recessiva e/o deflattiva.

Nel caso americano, la curva dei rendimenti presa in esame riguarda le obbligazioni (treasury bonds) a 3 anni e quelle 5 anni. Ebbene, la differenza tra i due tipi di scadenza è scesa ora sotto lo zero; quelli a breve rendono più di quelli “lunghi”

Ecco perchè questo dato mi preoccupa e va in direzione contrarian a quanto finora considerato sulle politiche espansive di Trump. Tuttavia, c’è un elemento storico da prendere in considerazione, prima di stracciarsi le vesti e pensare alla recessione.

È importante tenere a mente, infatti, la cronologia tra l’inversione e i rallentamenti economici che abbiamo visto finota: non è  affatto istantanea! La curva dei rendimenti da tre a cinque anni era scesa sotto lo zero durante l’ultimo ciclo nell’agosto 2005, circa 28 mesi prima dell’inizio della recessione ben nota a tutti. 

La banca centrale americana (FED) probabilmente lascerà i tassi di interesse stabili, o forse taglierà un pò nel 2022 o nel 2023. Direi che una recessione comunque non è solo possibile, ma probabile, dato che siamo da diverso tempo inseriti  in una delle espansioni più lunghe dell’intera storia degli Stati Uniti. (approfondisci QUI).

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