Foa, salga a bordo, cazzo!

Marcello Foa è diventato Presidente della Rai più di due mesi fa, accompagnando alla nomina la speranza che al suo arrivo il marcio venisse estirpato. Chi ha qualche capello bianco (ma anche no) ricorda perfettamente i tempi in cui ogni canale televisivo aveva un suo “target” di pubblico. Nel bene e nel male, questa targetizzazione era tutto sommato utile. Un liberalsocialista (cioè un ossimoro vivente…) sapeva benissimo che su Rai Due si esprimevano giornalisti che la pensavano come lui e poteva approfondire e corroborare ciò che credeva, mentre passando a Rai Uno sentiva il parere della DC e sul terzo canale quello di Prodi e Bertinotti tramite Sandro Curzi. Idem con patate nell’era berlusconiana, seppur in modo vergognosamente più sbilanciato. Ti faceva schifo Forza Italia? Allora meglio evitare le trasmissioni di Bruno Vespa o di Emilio Fede e buttare un occhio su Rai Tre. Sembra assurdo dirlo oggi, ma tutte le voci erano rappresentate e i giornalisti la pensavano in modo diverso tra di loro.
Oggi qualunque redazione “tradizionale” ripete sempre le stesse cose: Europa, Europa, Europa; Mercato, Mercato, Mercato. Dunque, un incompetente ideologizzato come Carlo Cottarelli ce lo dobbiamo sorbire tutte le settimane in prima serata da Fabio Fazio e un talebano dello scientismo come Roberto Burioni viene invitato in tutte le trasmissioni televisive come se ci fosse un’epidemia di morbillo in corso. La farsa propagandistica va avanti, fregandosene bellamente della spallata euroscettica di marzo 2018, quando gli italiani preferirono negare all’Unione Europea le caratteristiche divine che Bianca Berlinguer e Luciana Littizzetto le attribuiscono. Da qualche mese, i partiti lottizzatori, pd e pdl, sono stati gettati dalla torre della politica e Foa è il nuovo presidente voluto dal governo gialloverde.

Perché nulla è cambiato?

Arianna Kellerman, nota attivista di gruppi social, da facebook scaglia un macigno:

Non so voi, ma io mi chiedo ogni giorno di più per quale motivo abbiamo tifato per Marcello Foa.
Personalmente trovo che la Rai, che già era pessima, ora faccia ancora più schifo, sia a livello di programmazione (si punta su programmi completamente cretini), sia a livello di disinformazione: dovunque io indirizzi il mio vetusto telecomando, trovo la pubblicità di Jovanotti (Bilderberg), la faccia della Gruber (Bilderberg), Fazio e Saviano, Monti (Bilderberg), la Fornero, Cottarelli etc.
Per 10 secondi di Paragone o Rinaldi, ci tocca sorbirci ore e ore di gente che non solo spara a zero contro il governo (e passi), ma soprattutto difende convintamente i nostri carnefici e ci considera così idioti da cercare di persuaderci che sia un bene, per noi, affidarci ai nostri aguzzini e porgere loro il braccio per l’iniezione letale.
Insomma, sono schifata. Marcello Foa DE CHE?

Nell’unirci al senso di schifo per l’etica nefasta di quest’azienda pubblica, sarebbe da tentare però un’analisi più sofisticata e complottista (che ci piace così tanto).
E se, col nominare Foa Presidente, la strategia fosse quella gattopardesca di impedire un cambiamento radicale? In fondo, il presidente può fare ben poco (anzi, nulla) in termini di programmazione se gli amministratori non si adeguano alla nuova linea. Movimento e Lega sanno benissimo che con giornalisti del calibro di Paolo Barnard e Claudio Messora tutte le sere in prima serata su Rai Uno … altro che gilet gialli! Gli italiani comincerebbero a capire e comincerebbero ad armarsi – nella migliore delle ipotesi – o ad invocare un referendum sull’euro, nella peggiore.

Questa eventualità i vari Tria-Savona non la contemplano di certo. E non lo vorrebbero in fondo in fondo nemmeno i Rinaldi, i Borghi ed i Bagnai per i quali, romanticamente, il cambiamento deve avvenire a colpi di decreto legge.

La Kellerman si chiede perché abbiamo tifato Foa? Semplice: perché abbiamo letto il suo ottimo libro Gli stregoni della notizia ed abbiamo ascoltato per anni i suoi interventi contro l’informazione mainstream. Ma se Di Maio e Salvini non cambieranno TUTTA la struttura (come fece quella volpe di Berlusconi ai tempi del decreto bulgaro), Foa sarà come un generale senza soldati per la vittoria finale ed uno specchietto per le allodole per gli elettori gialloverdi.

1 Commento

  1. Condivido l’analisi, cambiamo tutto perchè nulla cambi. Ma per cambiare realmente le cose ci vogliono gli attributi che ai nostri governanti purtroppo mancano.

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