Gialloverdi che leggono Keynes, ma non lo applicano

Ho oramai ben pochi dubbi che Salvini, Di Maio, Borghi e Bagnai soffrano della sindrome di KeynesBlog. Come capita sovente ai redattori del noto blog economico, infatti, anche i gialloverdi al governo leggono Keynes, ma capiscono Hayek (suggerimento per Guido Iodice e gli altri: e ribattezzarlo HayekBlog no?).

Bisogna aprire il cervello e fare delle analisi, anche se gli altri politici a confronto di Bagnai e di Borghi fanno vomitare il ragù dell’anno scorso. E per fare analisi servono dei dati; quali abbiamo noi finora? Salvini e Di Maio fanno UN DEFICIT MINORE di Renzi, Letta, Gentiloni e persino di Mario “Dracula Monti… MINORE!!!! ma dichiarano, per bocca di Bagnai che “la manovra ha un impianto espansivo…” . Bè, per quanto – e lo ribadisco – il linguaggio di questo governo sia più accettabile di quello finora sentito, il termine “espansivo” applicato a questa manovra lo vanno a rifilare a qualche druido in Val Camonica, non al sottoscritto.

Resta inteso che salario minimo e pensioni in linea con la dignità del lavoratore vanno benissimo. La dignità è un valore non emendabile. Anche sui migranti il segnale anti-tratta c’è stato, e bello chiaro. Giù applausi, ma non si può parlare di Keynes o di manovra espansiva, per carità del Signore, evitiamo le menzogne almeno a Natale.

Adesso tutti i sostenitori del governo a ripetere: “non importa che il deficit sia 2% o 2,4% o 3%… quello che conta è IL CONTENUTO del deficit….”, ma se leggiamo la Teoria della Moneta di Keynes, c’è scritto che può andare bene anche pagare per scavare buche e poi riempirle, SE NON TROVI DI MEGLIO, pur di aumentare il denaro in circolazione, se esso è scarso, ed è proprio questo il nostro caso.

Sono tutti concentrati nel sostenere che il reddito di cittadinanza è bello, oppure brutto, ma nessuno che insiste sul fatto che la Francia supererà il 3% di deficit. Questo è il grande risultato che le proteste d’oltralpe hanno raggiunto in pochi giorni, mentre da noi si fa meno deficit degli anni dell’austerità.

E’ chiaro, oppure no?

Riproviamo con i numeri razionali, quelli della scuola elementare. Allora, con molta pazienza: tutti gli Stati della UE (meno la Germania) hanno fatto deficit del 5%, dell’ 8%, del 10% e persino del 30% del PIL (Irlanda) negli ultimi anni.

In Italia, invece, cosa abbiamo visto? Che si è attuato il famoso piano B. Il piano B era però questo: “applicando il Piano A da Palazzo Chigi sosteniamo di fare il 2,4% di deficit pubblico, ma se voi alla UE dite di no, allora noi per ripicca facciamo il 2%”. Keynes dentro la tomba sta facendo la trottola da tanto che gira. Se le cose non cambieranno – magari grazie ai gilet gialli francesi – il governo gialloverde spenderà per gli italiani MENO di quanto spese il pd. Se ci aggiungiamo l’inevitabile recessione (inevitabile con questi numeri, lo scrivo da mesi), l’elettorato starà poco a riconsegnare il paese nelle mani dei soliti noti.

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