Il Veneto sta per essere usato per spaccare il fronte sovranista?

Con il suo consenso, pubblichiamo per intero un intervento molto interessante dello scrittore Mauro Ammirati. Le opinioni espresse non coincidono in toto con quelle di micidial.it, ma offrono interessantissimi spunti di riflessione sul tema della sovranità popolare, del secessionismo, dell’indipendenza e delle ideologie politiche che dividono i partiti di governo.

di Mauro Ammirati

Buongiorno, populisti. Oggi, con questo post, mi giocherò qualche centinaio di amici. Pazienza, certi incidenti di percorso si deve metterli nel conto, d’altra parte io non sono candidato, non aspiro ad occupare una carica pubblica e gli amici virtuali non rappresentano voti. Perciò, cari veneti, preparatevi, perché vi sto facendo inc… Stanno mettendo su un bel trappolone a questo governo e, per come si sono messe le cose, non sarà facile evitarlo. La Lega preme perché sul tavolo del Consiglio dei ministri, al più presto, sia posto un progetto di legge che ha per oggetto l’autonomia del Veneto, materia sulla quale, nella stessa regione, tempo fa, si è tenuto un referendum. Il progetto trasferisce un lungo elenco di materie dallo Stato al Veneto, al punto che se venisse realizzato la sovranità della Repubblica su quel territorio sarebbe ridotta ad un fatto formale. Ma questa è solo la mia opinione, quella d’un cittadino comune che non ha arte né parte, quindi non stiamo qui a perdere tempo discutendo su come la penso io. Soffermiamoci, invece, su altri aspetti della questione.
1) A spingere di più sull’autonomia è il Presidente del Veneto, Luca Zaia, uno di quei leghisti che, guarda caso, si sono sempre mostrati freddini sulla lotta all’euro, convinti che, come dice Bossi, il vero nemico del nord non è l’Europa, ma l’Italia. Sono rimasti nella Lega anche dopo la “mutazione sovranista”, avvenuta per opera di Salvini e che, ora, alla luce dei fatti recenti, viene da pensare che, in realtà, non ci sia mai stata. Il padanismo è come la brace che cova sotto la cenere, è il passato che non passa e, proprio adesso che la Lega sfonda al sud, per Salvini è arrivato il momento delle scelte risolutive e definitive. Due leghe in una non possono coesistere.
2) Ci sono ragioni d’opportunità politica di cui tener conto. In un momento storico che esige dall’Italia il massimo della coesione nazionale per affrancarsi dall’Ue, non bastassero i nemici interni, ossia gli europeisti, il governo gialloverde si mette a discutere d’un argomento che divide ulteriormente gli italiani, in questo caso, i meridionali ed i settentrionali. Complimenti per il tempismo.
3) Molti cittadini che vivono oltre la “Linea gotica”, per tanti anni, hanno creduto a Bossi e Miglio, quando costoro dicevano che il problema del nord era il centralismo dello Stato italiano. La verità è che le regioni italiane hanno bisogno di denaro, non d’autonomia. Quando la coperta è corta, la puoi allungare solo con il deficit spending, dando più poteri alle regioni, il potere d’acquisto collettivo non si accresce, semplicemente si spostano soldi da una parte all’altra, ma la coperta rimane corta. Gli autonomisti diranno che, però, resteranno <<più soldi al nord>>. Ma diminuendo la capacità di spesa al sud, succederà che entreranno più soldi in una tasca del nord, ma smetteranno di entrare nell’altra. Il saldo sarà zero. Punto e daccapo. Io ve l’ho detto, poi, se volete ancora lasciarvi incantare dalle sirene del dio Po, accomodatevi. Fossi in voi, cari veneti, mi ricorderei che con <> ed ai tempi dell'<>, in tutto il mondo, si guardava con invidia al <>, mentre, con l’euro, avete sbattuto il muso e ci avete lasciato canini, molari e dente del giudizio. Fate pure come credete. Sarà la volta buona che vi dovete comparare una dentiera.
4) La Lega cede sul deficit davanti alla Commissione europea, quindi rinuncia ai soldi che l’Italia potrebbe procurarsi aumentando il disavanzo di bilancio, come è consuetudine in tutti gli Stati sovrani ed ecco che rispunta la smania autonomista. Non è una coincidenza. Se non è più l’Europa il nemico, allora torna ad esserlo l’Italia, che ti mette al piede la <> del sud.
5) Voi mi chiedete spesso: com’è possibile che gli italiani si lascino turlupinare così dai loro nemici? Ve l’ho spiegato e ve lo spiego di nuovo. Come lo indebolisci il popolo? Creando discordia, dividendolo. Cos’hanno fatto questi signori negli ultimi decenni? Pensateci un attimo. Sono andati dal dipendente e gli hanno detto che il lavoratore autonomo è un evasore. Poi, sono andati dal lavoratore autonomo e gli hanno detto che il dipendente pubblico è un parassita che fa il <>. Poi, ancora, sono andati dal dipendente privato e gli hanno detto che mentre lui può essere licenziato, il suo collega del settore pubblico è inamovibile. Quindi, sono andati dall’italiano del nord e gli hanno detto che quelli del sud vivono alle sue spalle. Alla fine, i cittadini comuni si scannano tra loro, mentre chi li divide si gode il trionfo alla Scala battendo le mani al Presidente della Repubblica che dichiara con orgoglio di avere <<un’idiosincrasia per i nazionalismi>>.
Credo di aver detto abbastanza. Cari amici veneti, se mi togliete l’amicizia, umanamente, vi comprendo, un nazionalista sa che questo è il prezzo che deve pagare. Non è un problema, io sono abituato a combattere nella solitudine. Nel caso decidiate che le nostre strade debbano separarsi qui, vi faccio gli auguri di Natale in anticipo. E’ stato bello conoscervi. Statemi bene.

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