Non tutti i francesi sono bugiardi, ma Moscovici OUI

Pur di non essere secondi a nessuno, i francesi si sono inventati persino Asterix e Obelix. Tentativo puerile quanto significativo per lasciar credere di non aver subito l’annessione romana ai tempi di Giulio Cesare. Non dissimile quanto accaduto alla fine della Seconda Guerra mondiale, quando i galletti riuscirono a far credere al mondo di essere antifascisti e vincitori del conflitto, quando invece tutti sanno che in Francia si instaurò un governo nazista guidato dal generale Pétain e che l’unica capitale europea ove Hitler sfilò tronfio tra i suoi soldati fu Parigi. Ma è una tradizione lunga: persino dopo che Napoleone aveva dato in fiamme l’Europa, un suo ex diplomatico, Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, riuscì a convincere i vincitori al Congresso di Vienna che la Francia fu vittima e non carnefice delle guerre napoleoniche.

L’ultimo bugiardo in ordine di tempo è Pierre Moscovoci, il commissario europeo per gli affari economici e monetari dell’Unione. Prima di arrivare all’accordo con il governo italiano sulla manovra finanziaria, infatti, Moscovici ha sostenuto a più riprese che la Francia può permettersi di derogare alle norme Ue sui bilanci perchè si trova in una fase eccezionale. 

Come dire: lo sforamento che l’Italia ci chiede è contro le regole Ue perchè l’Italia non si trova in una situazione particolare. La Francia si.

Prima della sua spiegazione “tecnica”, Moscovici era stato aiutato dai media europeisti – cioè dalla maggior parte dei media – secondo i quali la Francia può permettersi uno sforamento del 3,5% dato che ha un debito pubblico più basso ed un rapporto deficit/pil del 98 per cento. L’Italia, con un deficit/pil del 131%, invece, deve seguire un percorso più rigido. 

Persino Moscovici sa che questa è una stupidaggine, e dunque ha preferito seguire un’altra linea difensiva. Lo sforamento, infatti, è consentito solo a qui paesi che hanno un rapporto deficit/pil del 60% e non fa alcuna distinzione di rilievo tra chi supera questa percentuale. Sotto il profilo delle regole, il 98 ed il 131 sono numeri superiori a 60, e dunque per tutti vale la stessa regola.

A cosa si è attaccato, allora, il nostro euroburocrate per salvare il suo paese (la Francia) ed affossare il nostro?

“I deficit di Francia e Italia non sono comparabili. Ci sono due grandi differenze tra Francia e Italia: in Francia c’è un’emergenza sociale, misure eccezionali, con un anno di superamento temporaneo. È consentito dalle regole. Nel caso dell’Italia, esiste una politica di rilancio di 3 anni”.

Lo scandalo non consiste nel fatto che Moscovici – uomo della casta europeista – pronunci simili stupidaggini. E’ vergognoso che qualcuno ci creda.

In primo luogo, guardando ai più noti elementi di solidità finanziaria, l’Italia esce sempre meglio della Francia. Sono gli elementi di solidità elencati da Bankitalia. Vediamoli:

quota debito in mano estera,

avanzo primario,

saldo estero,

posizione netta su estero,

debito famiglie

debito imprese

Non male, se consideriamo tutto quello che noi italiani abbiamo passato con la catena euro e senza sfruttare le colonie come qualcun altro…

Ma non sono nemmeno questi i dati che avrebbero giustificato uno soframento italiano E NON uno francese.

L’elemento chiave sta nella bugia di Moscovici sulle regole Ue: non c’è alcun evento eccezionale in Francia, nè i provvedimenti dichiarati da  Macron possono essere considerati  limitati e temporanei.

Se parliamo di attentati, ad esempio, l’Italia non sta affatto messa meglio della Francia.
Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dopo l’ultimo attentato in Francia. “Ho ripetutamente affermato che, probabilmente in Italia nulla fino ad oggi si è verificato perché vi è una specializzazione delle forze di polizia e della magistratura, solidificata e stratificata grazie all’esperienza cinquantennale del contrasto alle mafie e perché vi è un monitoraggio altissimo: in tantissimi casi, si è riusciti a prevenire azioni o attentati”.

Se il procuratore dice che in Italia gli attentati sono stati sventati, ma che erano “programmati”, non vedo come possa mentire impunemente. Qualora, invece, guardassimo non all’emergenza terrorismo, ma alle “limitate” e “temporanee” misure economiche di Macron, allora ci accorgiamo che l’annullamento di una tassa, quella sui carburanti, priverà le casse francesi di una entrata periodica, e non temporanea, mentre l’aumento di 100 euro del salario minimo avrà un impatto ancora più forte e costante nel tempo sul bilancio francese.

Dunque, nessuna eccezionalità per la Francia e nessun provvedimento economico una tantum che giustifichi la deroga.  I francesi in alcune cose ci battono, ma su tutte direi quella di cacciare palle. Collodi si deve essere ispirato a qualche burattino d’oltralpe, prima di creare la favola di Pinocchio.

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