Strage in Discoteca. Non guardare solo allo spray Ebbasta

La strage della discoteca di Corinaldo è costata la vita a 6 persone e sarebbe stata causata dai momenti di panico dovuti all’uso di spray urticante al peperoncino. Il ministro degli Interni Matteo Salvini si è recato sul posto ed ha comunicato alla stampa che sono stati venduti 1300 biglietti per 469 posti. Insomma, non ci vuole un luminare per capire quello che è successo: qualche cretino ha sparato spray urticante, si è generata confusione incontrollabile, il direttore del locale aveva precedentemente violato le regole vendendo più del doppio dei biglietti, et voilà. Il caso è chiuso.

Ma allora, perchè queste cose non sono SEMPRE accadute? Certo, molti ricorderanno il film “Panico nello stadio” con Charlton Eston che anticipò la tragedia dell’Heysel dove morirono 39 persone, ma si trattava di eventi particolarissimi: nella finzione cinematografica un pazzo sparava col fucile da una torretta colpendo il pubblico a casaccio. Nel caso reale in Belgio, i tifosi italiani si trovarono travolti da hooligans inferociti protetti da transenne inesistenti.

Nel caso anconetano, c’è almeno un altro elemento forte che si aggiuge a quelli dell’avidità (il doppio dei biglietti venduti) e della stupidità (l’uso dello spray al peperoncino) e che, a parer mio, fa la differenza tra questo “nuovo” tipo di tragedie per affollamento e quelle del passato.

In primo luogo, la discoteca non ospitava un dj. Il locale da ballo è stato trasformato in area per un concerto rap. Ora, io starò anche invecchiando, ma i concert si sono sempre tenuti in ampi spazi aperti, nei teatri, oppure allo stadio. A meno che il performer o il gruppo musicale non siano dei semisconosciuti. In questo caso, però, non si trattava di pianobar. Il concerto era tenuto da Sfera Ebbasta, il quale, a dispetto del nome, ha già vinto due dischi di platino ed è considerato uno dei rapper più considerati e conosciuti in Italia. Per quale motivo, negli anni che furono, Jovanotti all’apice della sua carriera rap non si esibiva in una piccola discoteca di Provincia, ma al Forum di Assago?

Proverò a spiegarlo con un esempio. Mi dicono gli esperti librai che uno dei libri più venduti è Sotto le cuffie, dello youtuber FaviJ. Allora sono andato a sfogliare sta roba in libreria (non lo porterei a casa nemmeno in versione gratuita) ed ho notato che contiene brevi frasi,  esclamazioni da fumetto e qualche immmagine. Insomma, un NON-libro. Perchè ha fatto il botto? “Semplice – mi dicono i librai – Favij l’ha presentato personalmente in tutta  Italia ed i ragazzini che lo seguono su youtube (milioni) vengono in libreria per conoscerlo ed avere l’autografo”.

Si capisce, dunque, che nessuno compra il libro di Favij per leggerlo, ma solo perchè esiste il personaggio Favij.

Con i nuovi musicisti è esattamente la stessa cosa! Nessun cantante famoso guadagna cifre importanti dalla vendita degli album. Con l’arrivo del digitale non si vende più musica: la musica circola e basta, ed è fruibile gratuitamente da tutti. 

I musicisti ed i cantanti fanno i soldi con gli eventi dal vivo

Ecco perchè Ebbasta Vattelapesca Viendalmare deve fare tutti questi eventi: è l’era del digitale e per vivere da ricco in questo lavoro devi fare eventi su eventi, anche a scapito della sicurezza, com’è successo e come succederà ancora se non regolamentano i locali alle novità digitali. Le discoteche sono nate per ballare, sorseggiare cocktalil e pomiciare sui divanetti: e non per stare assiepati attorno ad un palco!

Dunque, anche al netto delle furbate dei pr e della maleducazione dei fans, gli incidenti sono difficilmente evitabili se la legislazione non regola la tecnologia e non tiene conto della sua evoluzione.

4 Commenti

  1. E come potrebbe la legislazione regolare la tecnologia? Lasciando a un burocrate il compito di sfornare una qualche legge balzana, come tante ne circolano in Italia? Oppure osservando ciò che piano piano accadrà e sintetizzandolo? E’ ovvio che, dopo quanto successo a Corinaldo, i gestori delle discotech si inizieranno a dare una auto-regolata. A quel punto partira anche una qualche modifica del modo in cui i personaggi della musica si faranno conoscere e genereranno guadagno dalla loro attività. Youtube, cioè Google, guadagna soldi piazzando pubblicità all’inizio dei video. A parte che penso che un artista famoso possa anche contrattare con Google una spartizione degli utili pubblicitari, nulla vieta ad un artista di vendere uno spazio pubblicitario all’interno del proprio video

    • “E come potrebbe la legislazione regolare la tecnologia? Lasciando a un burocrate il compito di sfornare una qualche legge balzana, come tante ne circolano in Italia?”
      direi che senza regole non c’è libertà, e in questo campo le regole sono inesistenti, nel senso che la tecnologia è andata avanti, la legislazione sul tema no. Le leggi – in un paese democratico – non le fanno i burocrati, ma i rappresentanti. Poi che questo non sia un paese democratico è altro discorso e ne scrivo qui da tanti anni. I cantanti non possono pretendere – se famosi – di fare concerti nelle discoteche. Nelle discoteche devono andarci esordienti, dj di provincia, e basta. Le discoteche sono aule magne destinate al ballo. Se i cantanti e le major vogliono fare soldi vendendo musica, la legislazione può aiutarli eccome. I film, ad esempio, si comprano, difficile scaricare, sempre più complicato, roba da nerd, meglio pagare netflix… come mai per la muasica non si fa? carenza legislativa. Se poi uno pensa che ongi volta che c’è un evento possa intervenire la pula a fare la conta si accomodi, anch’io per anni ho creduto che As Fidanken parlasse…

      • Le leggi le scrivono i burocrati e i parlamentari, che non hanno competenze tecniche specifiche, le approvano. Sulla base di quale parametro si stabilisce che uno è famoso oppure esordiente? Il numero di follower su Youtube forse? O i GB scaricati? E dove sta scritto che nel locale piccolo si debba esibire l’esordiente? Nel 1988 andai a cena e ad ascoltare musica al Blue Note di New York, 200 posti ad esagerare. Suonava un gruppo a me sconosciuto, forse famoso solo tra gli appassionati. Comunque raccomandai il posto a mio fratello che andoa New York qualche mese dopo. E quando ci andò lui a cantare ci stava Aretha Franklin, non esattamente una sconosciuta. Mi dirà che il genere di musica della Franklin è ben diverso, e raggiunge un pubblico diverso, da quello di Sfera Ebbasta. Verissimo, ma anche qui che facciamo? Istituiamo una apposita commissione per distinguere tra musica colta e musica da ragazzini?
        Nel caso di Corinaldo la questione è abbastanza semplice: 1) a quanto pare troppi biglietti venduti rispetto alla capienza del locale e 2) un idiota che spruzza spray urticante. Insomma nulla a cui la legislazione attuale non possa rispondere.
        Quale legge ha fatto sì che i film si comprino e non si scarichino? Non me ne risulta nessuna. E’ più che altro una questione di praticità considerando le dimensioni dei file.

        • Come vedi dalle ultime news, parrebbe (condizionale sempre d’obbligo) che il numero dei biglietti venduti non abbia a che fare con la strage, essendosi ridimensionato il rapporto. Quel che ho sostenuto nel pezzo, e che molti non hanno capito da come vedo qui e anche sui social, è che le discoteche non dovrebbero ospitare concerti perchè non sono nate per quello. Il pubblico che va a un concerto di trap non è lo stesso di chi va a ballare perchè ai concerti si tirano oggetti, si poga, ecc ecc ecc cosa che non avviene nella sala ballo col dj (ho lavorato in disco più di 2 anni). Pertanto, la mia personalissima soluzione sarebbe che i cantanti cantino meno dal vivo (basta comprare la musica tipo spotyfy ed evitare lo scarico gratis) e che quando lo fanno lo facciano nei luoghi più adatti. Non so se per i film ci sia legislazione ad hoc ma la polizia internazionale e quelle statali stanno chiudendo tutti i siti che consentivano anni fa di scaricare film (corsaronero, pirati, eutorrentz.eu, ecc ecc). Io, se voglio musica gratis, basta invece che clicco su youtube e su convertifile in mp3 ed ho tutta la musica del mondo. In alternativa, i proprietari delle discoteche dovranno adeguare i locali.

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