Col Petro in Venezuela, arriva anche il colpo di Stato

Ma che combinazione! A dicembre 2018 il Presidente venezuelano Maduro svela al pubblico che dal prossimo anno tutta la produzione petrolifera del paese sarà in vendita solo con la criptovaluta petro e puntuale come la morte arriva il colpo di Stato americano a Caracas. E’ ancora presto per sapere se l’atttuale segretario di Stato Mike Pompeo in Venezuela farà la stessa figuraccia di John Kerry in Turchia, quando i soliti noti cercarono di abbattere Erdogan, ma con ogni probabilità la strada intrapresa da Maduro sarà il futuro dell’economia delle materie prime come il petrolio (e non solo).

«Informo che nel 2019 tutta la produzione petrolifera del Venezuela sarà venduta solo in petro in maniera progressiva, è già disponibile il calendario”, aveva annunciato Maduro in un video pubblicato su Twitter

Vediamo di cosa si tratta, poichè è stata questa decisione – e non altro – a scatenare la furia della Cia.

A forza de dai, come dicono i veneti, Maduro potrebbe in effetti anche cadere, ma le criptovalute sono destinate ad affermarsi e a ridimensionare gli intermediari, soprattutto americani, che d’ora in avanti potranno egemonizzare solo con la forza e non con l’attrattività del loro modello economico.

Il Venezuela è diventato il primo paese con la propria criptovaluta, che è sostenuta dalle riserve petrolifere.

Per chi non lo sapesse, le criptovalute hanno il vantaggio di essere sicure, in quanto garantite da algoritmi matematici, e di essere riconosciute ovunque proprio in virtù della matematica che ne garantisce “la pezzatura”. Inoltre, la criptovaluta favorisce le transazioni perchè la tecnologia blockchain che ne sta alla base certifica le transazioni al 100 per 100.

Detto diversamente, quando “qualcuno” crea dal nulla una criptovaluta basandosi sulla tecnologia algoritmica della blockchain, ottiene almeno tre cose nuove:

  1. crea una moneta che può essere tesaurizzata o scambiata o usata per scambi commerciali
  2. crea un moneta che garantisce – “fotografandole” – tutte le transazioni che avvengono con quella moneta e, quindi, certificandole in automatico
  3. crea un asset, cioè un qualcosa di tecnologico che ha valore

Con una criptovaluta è possibile mandare o ricevere una quantità desiderata di denaro da un punto all’altro del mondo in maniera istantanea praticamente senza costi aggiuntivi, ed in modo sicuro.

Soprattutto, la criptovaluta non soffre di tutti i problemi delle altre forme di pagamento perchè chi possiede e scambia cripto è REGISTRATO. Dunque chiunque può verificare cosa accade in ogni momento, e il protocollo non è manipolabile da nessun ente perché è protetto dalla crittografia, ed esclude il rischio di frodi. Nel caso del criptopetro di Maduro, inoltre la garanzia è in petrolio, mentre le valute tradizionali sono illimitate, possono essere prodotte illimitatamente dalle banche centrali. I protocolli legati alla tecnologia blockchain impediscono che vi possa essere una criptovaluta illimitata, nel senso che il suo numero è già prestabilito. Come per l’oro: ve n’è tanto al mondo quanto se ne può estrarre, non si può creare dal nulla come i dollari o gli euro.

Niente più rischi di frodi per i commercianti, dal momento che le transazioni in bitcoin sono irreversibili e non consentono proteste o contestazioni, perchè tutto è registrato, mentre dal canto loro chi paga con le cripto può stare certo che i fornitori di servizi non possono produrre cambiamenti indesiderati come succede con altre forme di pagamento.

Ultimo, ma non ultimo, il criptopetro potrebbe aggirare le sanzioni occidentali, perchè è una moneta internazionale, come l’oro appunto, che non ha il marchio di fabbrica e che può essere usata come scambio. Dunque, un conto è pagare o comprare in bolivar (la svalutatissima moneta venezuelana), un’altra è farlo in petro

Come i più acuti avranno già capito, non ha più senso – nel mondo delle criptovalute – pagare o comprare beni e servizi in dollari, perchè le cripto sono ancora più sicure dei dollari e non sono illimitate come i dollari. Anche gli americani hanno creato il loro criptodollaro, ma esso vale come le altre cripto…

Petro è un canarino nella miniera. Se vuoi il passaporto, le varie commissioni e tasse nel caso tu voglia quel documento, in Venezuela lo dovrai pagare in petro, non più in Bolivar. Se il progetto va avanti, lo svalutatissimo bolivar sparirà ed il Venezuela ha capito che con questo sistema si può abbattere il debito e fregare l’iperinflazione.

Pompeo e Trump hanno cercato di tamponare la falla della fine del dollaro come valuta di riserva con i dazi, e ci sono riusciti bene. Ora ci provano con i colpi di Stato, ma l’idea di Maduro non soccomberà con lui.

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