Dedicato a tutti quelli che «io ve l’avevo detto»

L’intervento social del Professor Andrea Zhok sulle capacità analitiche della sinistra italiana meritano i fantozziani 92 minuti di applausi. Lo riporto per intero: magari potrete rinfacciarmelo il giorno in cui il flautista, maestro al cembalo ed ex editorialista del Manifesto, Alberto Bagnai, ci chiederà di invadere la Polonia.

di Andrea Zhok

Ehm, giusto per chiarezza.

Ci sono un sacco di amici di sinistra o centrosinistra che, sulla scorta delle osservazioni critiche che ho mosso ieri al governo gialloverde si son messi a replicare garruli che:

“Loro lo avevano capito subito”,
“E ci voleva tutto sto tempo?”,
“Era tutto chiaro come il sole dal primo giorno”,
ecc.

Ecco, allora lasciatemi fare questa modesta puntualizzazione.

La verità è che dalle fila di giornali e militanti di sinistra e centrosinistra (con l’eccezione dei pochi sovranisti), quello che tutti si erano premurati di vaticinare dal primo giorno erano cose come:

Orbaci, passo dell’oca e l’instaurazione prossima ventura del fascismo; la catastrofe economica; la svendita del paese a Putin; l’esplosione del costo dei mutui; l’uscita dall’euro, ecc.

Giusto come promemoria, questo era il titolo di un editoriale di Repubblica del direttore Giannini (non a governo appena insediato, ma ben 5 mesi dopo):

“SULL’ORLO DELL’ABISSO.
La dissennata “manovra del popolo” ha spalancato all’Italia le porte del precipizio e spinge il Paese a uscire dalla moneta unica.”

Ecco, cari amici, la verità, mi addolora dirlo, è che una volta di più, come accade regolarmente da decenni, avete dato una lettura della fase storica e del paese in cui vivete, ideologica e campata in aria.

La verità è che NIENTE di quello rispetto a cui ci avete ammonito a reti unificate si è avverato.
Niente.

Quello che si sta avverando (o, volendo concedere il beneficio del dubbio, che sembra si stia avverando) è invece quello che i sovranisti (quelli veri) hanno temuto sin dall’inizio:
Salvini, con dietro un ceto politico più solido e una posizione strategica più favorevole, si sta mangiando politicamente i Cinque Stelle;
E una volta consolidato, il leader della Lega può dismettere gli improvvisati panni di alfiere dell’interesse nazionale, per ritornare a quelli di difensore dei suoi collegi elettorali della provincia lombardo-veneta, fatta di contoterzisti per la Germania. (Mentre Borghi e Bagnai restano lì ad uso decorativo).

Ecco, senza rancore e solo per precisare.

NOTA. Andrea Zhok (Trieste, 1967) si è formato presso le università di Trieste, Milano, Vienna ed Essex. Attualmente insegna Antropologia Filosofica presso l’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni monografiche ricordiamo Il concetto di valore: tra etica ed economia (Mimesis 2001); Lo spirito del denaro e la liquidazione del mondo (Jaca Book 2006); Emergentismo (Ets 2011); La realtà e i suoi sensi (Ets 2012).

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