Ecco perchè parlo spesso di Ray Dalio

Ogni tanto salta fuori qualche moralista che mi dice: perchè se critichi il neoliberismo dedichi così tanto spazio ai guru della finanza come Ray Dalio?

Secondo me occorre distiguere due tipi di neoliberisti: quelli che sanno e quelli che non sanno. Quelli che non sanno – la maggior parte – vanno solo sbefeggiati: leggere le loro cose non solo non serve a niente, ma ti fa venire i crampi allo stomaco dal nervoso. Poi ci sono quelli che sanno, cioè quelli che conoscono a menadito la macchina dell’economia e la conoscono meglio dei loro critici. Costoro vanno studiati (e anche rispettati). Ray Dalio è uno di questi.

Vale lo stesso, allora, anche per George Soros? Non direi affatto, perchè Soros, che in effetti conosce molto bene la macchina dell’economia, non è sincero. Ad esempio vuol farci credere che le ONG sono da lui finanziate davvero per scopi umanitari. Dalio non dice e non fa simili corbellerie. Conosce la macchina, cerca di trarne profitto ed implementa una filosofia dell’impegno che evoca il calvinismo. Ci può anche non piacere il calvinismo, a me ad esempio non piace, ma va conosciuto e merita rispetto, così come tutte le forme di pensiero evoluto. Ray Dalio ha venduto oltre due milioni di copie del suo libro Principles, e se qualcuno vuol capire come far funzionare davvero un’azienda in questo sporco mondo capitalista dovrebbe comprarselo e leggerlo. Se leggi Soros leggi solo balle. Si tratta di tentativi, spesso anche ingenui, di infinocchiarti con una dosa velenosa di ipocrisia. Dalio non è ipocrita, anzi: chi ha letto Principles sa benissimo che per il fondatore di Bridgwater, la sincerità è una delle migliori qualità dell’uomo d’affari.

E poi ci sono i risultati. Quante volte abbiamo letto previsioni o analisi di guru della finanza che poi si sono rivelati completamente errati? Non è questo il caso di Dalio.

L’ammiraglia di Bridgewater Associates hedge fund ha aumentato gli introiti per investimento del 14,6% lo scorso anno, a fronte di un calo generalizzato delle azioni di Borsa, secondo un documento riportato da Bloomberg.

L’azienda con sede a Westport, nel Connecticut, rappresenta il più grande hedge fund del mondo con circa 160 miliardi di dollari di asset. I guadagni per la sua strategia denominata “Pure Alpha” sono arrivati puntali anche nel 2018, mentre altri gestori di fondi sono stati colpiti mortalmente da mercati molto volatili, con il risultato che i fondi di investimento hedge hanno registrato uno dei peggiori anni di sempre.

I fondi siepe (hedge in inglese) usano strumenti derivati e la leva finanziaria e sono dunque molto speculativi. Il loro scopo è battere i normali investimenti del mercato destinati al cosiddetto pubblico retail. Nel 2018, però,  hanno perso in media il 6,7%, secondo l’indice HFRX Global Hedge Fund. Questo si può confrontare con il calo del 4,4% dell’indice SP 500 delle azioni. Come a dire: i fondi hanno perso l’anno scorso più delle normali azioni d borsa.

Fin dalla sua nascita nel 1991, la strategia di Ray Dalio “Pure Alpha” ha avuto un rendimento netto annualizzato medio del 12%. Il gestore è investito globalmente in oltre 150 mercati. Nel 2018 mentre tutti (in media) lasciavano al mercato un sonoro -7 per cento, il guru di cui parliamo su micidial da anni ha sfiorato il + 15.

Dunque, ricapitolando, è anche dai soldi guadagnati che si capisce SE UNO NE CAPISCE.

John Maynard Keynes, il maggior teorico antiliberista del XX secolo, cominciava sin dal mattino, ancora a letto, a consultare broker e giornali finanziari. E così a metà degli anni ’30, il patrimonio di Keynes ammontava a 500mila sterline. Circa 100 milioni di euro di oggi.

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