Gli idioti del «eh, ma se arriva l’inflazione»

L’euro compie 20 anni, essendo nato il primo gennaio del 1999. Dunque, un bel vaffaculo ci sta, anche se non è raffinato aprire il 2019 con le parolacce. Passiamo allora subito alle analisi e vediamo di sfatare una delle tante corbellerie che si sentono dire in giro quando si paventa l’uscita dall’euro dell’Italia, e cioè che ci sarà inflazione della nuova moneta (lira o quant’altro) con relativa perdita del potere d’acquisto degli italiani.

Siccome è il primo dell’anno e grafici e tabelle sono più relativi della teoria di Einstein, proviamo con una definizione molto pop, ma altrettanto chiara:

L’inflazione arriva quando i privati hanno moltissimi soldi nelle loro tasche, ma pochi prodotti da comprare.

Ciò che va capito da queste due misere righe è che è la scarsità del bene, la sua preziosità, a determinarne l’aumento del prezzo. Non tanto la disponibilità della moneta.

Preso per buono questo elementare assunto, si spiega perfino il grande mistero del Venezuela di oggi. E’ inutile stare tanto a smenarla col Venezuela di là e il Venezuela di qua, preso negli ultimi anni ad esempio di comunismo retrogrado. Le Iene di Italia Uno hanno usato la modella di origine venezuleana Mariana Rodriguez nei loro servizi di disinformazione seriale per dimostrare che il socialismo reale del Venezulea ha rovinato il paese. Come se nella vicina e iperliberista Haiti non si muoia di fame da decenni certamente più che in Venezula… tanto per dirne una. Il problema del Venezuela è talmente complesso che non basterebbero i pixel di queste pagine a sviscerarlo tutto, ma si può anche sintetizzare con l’espressione “scaffali vuoti”. Tutti imputano al Venezuela la colpa di stampare moneta troppo allegramente e di aver sperperato denaro negli anni scorsi per realizzare un insostenibile welfare state, mentre la verità è che i venezuleani non producono una beata fava. L’unica cosa che davvero fanno è quella di tirar fuori petrolio, ma siccome non sono gli unici al mondo a possederne (gli Usa sono il primo produttore mondiale), ecco che il prezzo del petrolio non si decide a Caracas, e se esso scende – com’è successo – i venezuelani si trovano senza merci a disposizione perchè per procurarsele devono pagarle a caro prezzo, visto che vengono prodotte fuori dal Venezuela e fuori da lì non è che accettino tanto volentieri il bolivar come mezzo di pagamento.

Posto e dato per assolutamente certo che ci sono più americani a rovistare nei bidoni delle immondizie che venezuelani (alla faccia di quelli delle Iene), pare ovvio che un paese senza fabbriche, difficilmente potrà avere una situazion economica di alto livello. Ed ecco spiegata l’inflazione.

In Italia è vero l’opposto, dato che al nord ci sono più capannoni industriali che alberi, e di cose prodotte qui ce ne sono moltissime. Quel che manca sono i soldi in circolazione, visto che sono stampati altrove con gli stranoti vincoli di bilancio. Dunque, il motivo per il quale in Italia non c’è (alta) inflazione è che c’è poca moneta, pur essendoci gli scaffali pieni.

Non solo: è altamente probabile che i beni disponibili in un paese fortemente produttore come l’Italia aumentino di brutto con una maggior circolazione di moneta autoctona perchè essa verrebbe veicolata ad offrire nuovi beni e soprattutto nuovi servizi. Dunque, è difficile che scoppi l’inflazione con un aumento considerevole dei beni da acquistare.

Ad ogni buon conto negli anni ’70, con inflazione media sopra il 10%, il reddito reale del privato cittadino italiano (al NETTO DELL’INFLAZIONE) era cresciuto del 24%.

Lo riscrivo per i duri di comprendonio?

Il potere d’acquisto determinato dal reddito reale, cioè calcolato dopo aver tenuto conto dell’alta inflazione, consentiva un aumento del potere d’acquisto del 24% (se non mi credete potete controllare da soli, non ho voglia di procurare sempre la pappa pronta).

Negli ultimi 10 anni, invece, con inflazione all’1% circa, il reddito netto degli italiani è calato dell’ 8% (- 8 per cento).

Dunque, fanno bene benissimo quelli che parlano a vanvera di inflazione a ad esserne terrorizzati. Ma di quella troppo bassa però, perchè è quella che favorisce le posizioni di rendita finanziaria.

1 Commento

  1. La moneta che c’è in italia se la ciuccia quasi tutta lo stato per poi redistribuirla a pochi eletti e non, ma sicuramente parassiti. Se poi quelli avendone in abbondanza la portano all’estero, come probabile, ecco fatto la mancanza di soldi in circolazione. Quindi meno stato uguale più benessere.

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