Il piano di Putin è di creare un altro mondo

Da diverso tempo sono dell’idea che Putin stia cercando un modo per creare un sistema economico, finanziario e informatico parallelo a quello occidentale, avvalendosi di ricerca scientifica e alleanze diplomatiche internazionali. Le partnerchip le sta cercando in Asia, in particolare in Cina ed in India, mentre i tecnici del Paese lavorano ad un sistema in grado di rinunciare al dollaro come moneta di riserva e ad internet come sistema di comunicazione online unico ed esclusivo. Il motivo è semplice: l’Occidente continua ad ostentare ostilità verso la Russia e ad aggredire i suoi alleati di confine (Ucraina, Siria. Ora anche il Venezuela); ma essa rimane al centro del continente eurasiatico, che primeggiada molto tempo per sviluppo demografico e che potrebbe a breve diventarlo anche in termini di produzione di beni.

L’ultimo esempio di questo piano per l’indipendenza dell’eurasia viene da internet.

Le autorità di Mosca ed i principali provider di Internet stanno pianificando di disconnettere la Russia da Internet come parte di un esperimento a lungo studiato. Così ha riferito l’agenzia di stampa russa RosBiznesKonsalting (RBK) la scorsa settimana.
Il motivo dell’esperimento è di raccogliere informazioni e fornire feedback e modifiche a una proposta di legge introdotta dal parlamento russo a fine 2018.

Una prima bozza della legge impone ai fornitori di servizi Internet russi di garantire l’indipendenza dello spazio Internet russo (Runet) nel caso di aggressioni straniere per disconnettere il paese dal resto di Internet.

Inoltre, le aziende di telecomunicazioni russe dovrebbero anche installare “mezzi tecnici” per reindirizzare tutto il traffico internet russo verso i punti di scambio approvati o gestiti da Roskomnazor, l’organismo di sorveglianza delle telecomunicazioni della Russia.

Roskomnazor ispezionerà il traffico per bloccare i contenuti vietati e assicurarsi che il traffico tra gli utenti russi rimanga all’interno del paese e non venga reindirizzato inutilmente attraverso server all’estero, dove potrebbe essere intercettato.

La data per questo test non è stata ancora rivelata, ma dovrebbe avvenire prima di aprile in occasione della scadenza per la presentazione di emendamenti alla legge – nota come “programma nazionale sull’economia digitale”.

L’esperimento di disconnessione è stato concordato in una sessione del gruppo di lavoro sulla sicurezza delle informazioni alla fine di gennaio. Natalya Kaspersky, direttrice della società di sicurezza informatica russa InfoWatch e cofondatrice di Kaspersky Lab, presiede il gruppo, che comprende anche importanti società di telecomunicazioni russe come MegaFon, Beeline, MTS, RosTelecom e altre.

L’Agenzia RBK ha riferito che tutti i provider di Internet hanno concordato con gli obiettivi della legge, ma non sono d’accordo con la sua implementazione tecnica, che a loro avviso causerà gravi interruzioni al traffico internet russo. La disconnessione del test fornirebbe agli ISP i dati su come reagirebbero le loro reti.

Il governo russo sta lavoratndo a questi progetti da anni. Nel 2017, i funzionari russi hanno dichiarato che prevedono di instradare il 95% di tutto il traffico internet a livello locale entro il 2020.

Le autorità hanno persino creato un backup locale del DNS (Domain Name System), che hanno testato per la prima volta nel 2014 e di nuovo nel 2018, e che ora sarà un componente importante della Runet quando gli ISP pianificheranno di disconnettere il Paese dal resto del mondo.

La risposta russa è arrivata quando i paesi NATO hanno annunciato più volte che stavano preparando una reazione forte agli attacchi informatici, di cui la Russia è costantemente accusata.

La legge proposta, pienamente approvata dal presidente Putin, dovrebbe passare. E’ in corso il dibattito sulla ricerca di metodi tecnici adeguati per disconnettere la Russia da Internet con tempi di inattività minimi per i consumatori e le agenzie governative.

Il governo russo ha accettato di pagare il conto e di coprire i costi degli ISP che modificano la loro infrastruttura e installano nuovi server per reindirizzare il traffico verso il punto di scambio approvato di Roskomnazor. L’obiettivo finale è far in modo che le autorità russe implementino un sistema di filtraggio del traffico web come il Great Firewall cinese, ma dispongano anche di una intranet completamente funzionante in tutto il paese nel caso in cui il paese debba disconnettersi.

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