La mmt è tornata. Ed è più forte di prima

Da qualche tempo a questa parte le teorie pos-keynesiane della mmt sembravano relegate alla curiosità accademica, o comunque incapaci di superare la forma associativa dei suoi attivisti. Dopo l’uscita di scena del giornalista Paolo Barnard, la teoria monetaria moderna non aveva più trovato spazio in televisione e dunque sembrava dimenticata.

Per fortuna non sempre ciò che si percepisce corrisponde alla realtà.

Non solo in Italia gli studiosi che fanno capo alla mmt continuano nella loro opera di divulgazione, ma all’estero si tengono sul tema delle conferenze di respiro internazionale. Venerdi 1 febbraio, a Berlino, il Dottor Sommer della Bundesbank è intervenuto in un convegno mmt parlando di creazione del denaro. In quell’occasione è interventuo anche il “nostro” Giacomo Bracci – addetto alla comunicazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma – ed ha proposto un’analisi sul rapporto tra la creazione di denaro e l’occupazione.

Siccome tanto poco se ne parla oggi, quanto molto se ne parlava fino ad un paio d’anni or sono, vale la pena fornire qualche informazione di massima, sprattutto sul fondatore della mmt, Warren Mosler.

Ci sono uomini in grado di farti sentire uno stupido per quanto sono intelligenti. Uno di questi è Warren Mosler, economista americano vicino alle posizioni di Keynes e Knapp.

Un americano di cultura, bravo sia nelle analisi macroeconomiche che in quelle di brevissimo. Un self made man che ha fatto i “schei” sul serio e che capisce come va il mondo della finanza.

Ci propone anche e soprattutto una exit strategy dalla crisi, essendo egli il principale teorico della mmt, proposta in Italia agli inizi del decennio da Barnard e poi da una serie nutrita di gruppi regionali nati su iniziativa di Barnard stesso e proliferati successivamente in modo autonomo.

Tutto era iniziato però a Rimini all’IT Forum per iniziativa del trader indipendente Giovanni Zibordi, direttore del sito Cobraf e di Monetazione.it.

L’IT Forum è il tempio del trading italiano e non è un caso che tutto sia in fondo partito da li, ben prima del successo mediatico di Barnard sul tema della sovranità monetaria (che poi beffardamente è stato scippato in parte dalla Lega e poi soprattutto da Grillo).

La diffusione della mmt negli anni 2013, 2014 è continuata con altri appuntamenti in tour per tutta la penisola dove Mosler e Barnard hanno riempito letteralmente le sale di ascolto di tutte le grandi città italiane

Eventi unici nel loro genere e del tutto inediti, con un pubblico numeroso intento ad ascoltare per ore dati macro, grafici, teorie monetarie sul debito pubblico, l’uso dei bond, il cartalismo ecc. ecc.

Anche  i trader pertanto dovrebbero prestare attenzione a Mosler, che pure è stimato e apprezzato da diversi economisti nel mondo e che viene ascoltato come consulente da banchieri e dagli specialisti finanziari dentro i ministeri del tesoro. Mosler ha più volte sfidato a discutere altri economisti contrari alla sovranità monetaria e alle teorie keynesiane di piena occupazione, ma nessuno ha mai accettato la sfida perché le competenze tecniche di Mosler sono di massimo livello e difficili da contrastare in un dibattito pubblico. Anche da noi, i vari Michele Boldrin li potete trovare su youtube contro Bagnai, ma mai contro Mosler. E non è affatto un caso.

Gli oppositori delle teorie post – keynesiane, come Giannino per esempio, sono prontissimi a contrastare Alba Parietti da Bruno Vespa su questo tema, ma Mosler no, con lui si guardano bene dal fare figuracce.

Secondo i teorici della mmt, la moneta oggi, senza il sistema aureo, è una “creatura dello stato” e non viene dal privato, bensì appunto dall’ente pubblico. In quanto tale, non esiste alcuna ragione affinché la spesa pubblica debba essere coperta da un corrispettivo prelievo fiscale. Lo stato può spendere senza prima avere incamerato gettito fiscale e può impiegare tutte le risorse necessarie a incrementare l’attività economica e l’occupazione. Ne consegue che secondo gli economisti della teoria monetaria moderna,  l’emissione di moneta veicolata all’aumento della produzione consente allo stato di fare deficit di bilancio senza un apprezzabile pericolo di inflazione, sin quando non si arriva al pieno impiego occupazionale, che era anche uno degli obiettivi preferiti di Keynes e propedeutico al rilancio dell’economia

Warren Mosler, lo studio delle sue teorie, le sue intuizioni e la visione che egli ha del ruolo delle banche Centrali possono consentire un salto di qualità per la percezione della finanza.

Mosler conosce la Fed fino “alla curva del tubo”, come direbbe il mio idraulico, e la Fed è quella da cui tutto dipende, o, meglio, diciamo che le banche centrali in generale stanno al trading come il Sole sta a Niccolò Copernico.

Mosler, e non ultimo, ci offre finalmente una visione non pauperistica dell’uscita dalla crisi, e la sua biografia lo conferma, come lo confermava quella di Keynes. Dunque, esistono e possono essere cosiderate socialiste, anche soluzioni alla crisi che non propongono necessariamente di tornare all’orto e alle galline in cortile.

Val la pena di ricordare, infatti, che l’economista americano ha appena venduto la sua Banca e la sua società automobilistica (si, le Mosler sono automobili sportive che prendono il nome da lui, non è un caso di omonimia) e che dopo aver gestito con successo società di Hedge Fund, vive nel paradiso di St. Croix, nelle isole Vergini (isole che, come potete ben immaginare, sono sempre più rare…).

2 Commenti

  1. 1) Pro moneta bancaria, privata, a debito, ad interesse, ad usura, a tassazione 2) Contro la proprietà popolare della moneta 3) Pro tassazione 4) Negano il signoraggio bancario ed il falso in bilancio ! DA EVITARE CON CURA !

  2. 1) Pro moneta bancaria, privata, a debito, ad interesse, ad usura, a tassazione 2) Contro la proprietà popolare della moneta 3) Pro tassazione 4) Negano il signoraggio bancario ed il falso in bilancio ! DA EVITARE CON CURA ! Moneta Pubblica

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