Non tutta la globalizzazione vien per nuocere: la russa Pobeda arriva in Veneto e «compensa» Ryanair

Proprio mentre quel genio di Davide Serra twitta felice che grazie all’Unione Europea possiamo visitare Barcellona low cost, Ryanair fa sapere che chiude i battenti all’areoporto Canova di Treviso. Colpa della Brexit? E’ stato Putin? Cosa ci sarà dietro… il sovranismo?

Naaa, niente di tutto ciò. Molto più banalmente, i residenti attorno all’areoporto di Treviso hanno protestato con forza per i voli notturni che caratterizzano alcune tratte della compagnia di volo irlandese. Il risultato è stato che Ryanair ha preferito spostare sul Marco Polo di Venezia il suo “storico” volo per Londra, del quale il nordest si è servito per anni per i suoi viaggi low cost.

La cosa davvero curiosa di tutta la vicenda, tuttavia, è un’altra. La compagnia di volo russa Pobeda programma quattro viaggi a settimana dal primo di aprile (pesce!), proprio quando Ryanair lascerà la tratta londinese all’areoporto di Treviso. L’intensificazione dei voli tra il Veneto e Mosca non può passare inosservata. Come i più attenti ricorderanno, infatti, la regione Veneto, costretta a fare i conti con gli effetti disastrosi della politica sanzionatoria sull’economia del Nordest, ha cercato delle strategie valide per limitarne i danni e l’arrivo di Pobeda potrebbe legittimamente sembrare non casuale. Il Veneto nel maggio 2016 è stata la prima regione italiana ad aver ufficialmente riconosciuto il risultato del referendum del 2014, che ha sancito il ritorno della Crimea alla Russia.

Adesso i rapporti tra i due paesi potrebbero aumentare considerevolmente grazie all’intervento russo sull’areoporto di Treviso, città che si trova in posizione favorevole e centrale tra Verona, Padova, Trento, Venezia e Trieste.

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