Macchè Italia, è l’Europa la malata d’Europa

Gli italofobici che siedono al Cuoa, alla Bocconi, all’Adam Smith Society continuano a dire che l’Italia è il malato d’Europa, che è il fanalino di coda della Ue e bla bla bla. Poi arrivano i dati della locomotiva del Vecchio Continente, cioè della Germania, e allora si ride.

L’indicatore manifatturiero più importante in Germania è sceso in un anno da 60 a 44,4…. E’ certo che l’Eurozona entrerà in recessione, per ora il settore servizi tiene, ma il manifatturiero anticipa.

E’ a sto punto piuttosto evidente che qui parliamo di un crollo, di una debacle sconvolgente che anticipa la recessione europea, visto che alla Germania siamo simpaticamente appesi come un gattino ai maroni. I vari Prodi e Berlusconi (si… anche Berlusconi) ci hanno ficcato in questa situazione. Gli economisti prezzemolini come Veronica De Romanis sono ospitati in prima serata sparando minchiate come “l’austerità fa bene”. I maggiori giornalisti finanziari italiani che scrivono per il Sole, Repubblica e il Corriere sono proeuro e sfegatati per la Germania merkelliana. Dei matematici finanziari come Michele Boldrin non dico nulla per evitare di incorrere nel reato di ingiuria. Tappiamogli la bocca con i loro stessi strumenti, magari partendo da un grafico come questo qua sotto, manifesto dell’austerità liberista e totem della “mano invisibile”.

INDICATORE PMI GERMANIA

3 Commenti

  1. 1) Perché conntinuare ad abusare della parola liberismo per definire qualcosa che liberista non è, come il sistema economico tedesco?
    2) L’austerità sì che fa bene, basta intendersi sui termini. Ho messo qualche migliaio di euro da parte? Beh, a mio figlio non compro il motorino, continuerà ad usare gambe e mezzi pubblici, ma gli pago un corso di lingue. Ci sta l’ultimo modello di smartphone che mi attira? Mi tengo quello vecchio e compro un poco di libri o di biglietti per un museo. Mia moglie vorrebbe comprarsi l’ultimo capo di abbigliamento alla moda che il prossimo anno finirà, inevitabilmente perché passato di moda, in fondo all’armadio praticamente ancora nuovo? Vabbè, in questo caso finirà per comprarselo ugualmente perché non c’è verso di resistere a una donna che voglia comprarsi un vestito nuovo.
    Risparmiare ed essere austeri non significa non spendere soldi, significa modificare le proprie abitudini di spesa. Tra l’altro la cosa fa anche bene all’ambiente, molto più della marcia dei gretini.

    • 1) il sistema economico tedesco è liberista perchè è sbilanciato verso l’export. Nel pensiero liberista, così come si è profilato negli ultimi anni, è necessario che lo Stato intervenga poco o nulla, e quel poco per aiutare l’offerta di beni e non la domanda di beni. Per sostenere l’offerta di beni occorre agevolare gli imprenditori, favorendoli (in mancanza di indotto) a vendere “fuori”. La Germania ha perseguito con forza e di continuo il surplus commerciale, che è il sogno del pensiero liberista. Tutto il progetto euro è sostenuto da Germania e area benelux perchè esso favorisce il loro export. Chi invece non è liberista (come chi scrive) non è favorevole a politiche di tipo predatorio, orientate verso le esportazioni. Le esportazioni vengono preferite quando si abbassano i salari dentro il proprio paese. Cosa avvenuta in Germania con le politiche liberiste di Schroeder prima, e della merkel poi.
      2) ho dedicato così tanto tempo alla differezza – enorme – tra l’austerità per le famiglie e quella per gli Stati che ti rimando ai tanti articoli di riferimento

      • 1) A mia conoscenza il pensiero liberista non prevede assolutamente una prevalenza dell’export. Esso piuttosto si basa sullo scambio ossia sull’equivalenza export = import. E ugualmente il benessere si basa sull’equivalenza domanda = offerta. Non si può consumare ciò che non si produce, è inutile produrre ciò che non si consuma. Per questo è bene che i burocrati statali, perché quando si parla di stato è questo ciò che si intende, decidano ciò che va favorito e ciò che non va favorito dal momento che sol fanno sulla base delle loro personalissime preferenze, non necessariamente coincidenti con quelle della totalità degli individui. Lo stato fa bene il suo compito quando fornisce informazioni utili a capire le preferenze degli individui e quando rimuove gli ostacoli alla produzione e quindi anche al consumo.
        2) Il significato dell’austerità per lo stato è lo stesso. Così come è scellerato un genitore che compra l’ultimo smartphone al figlio piuttosto che buoni libri, è scellerato uno stato che finanzia la sagra della braciola piuttosto che la messa in sicurezza del territorio o la riparazione delle buche. Non è solo una questione di “soldi”, i soldi si stampano, quanto di risorse reali. Se una persona sta a grigliare braciole allora non sta con il piccone in mano a sistemare l’argine di un fiume.
        P.S. Lei, professore, è un grande ammiratore di Putin. Putin non riuscirà, al pari dei suoi predecessori, a rendere la Russia un paese realmente “dominante” quale potrebbe essere in virtù dell’immensa disponibilità di risorse di cui madre natura l’ha dotata. L’errore di Putin, uguale a quello di chi è venuto prima tranne forse Pietro il Grande, è di assecondare lo spirito nazionalistico, quasi razzistico, dei russi. Il territorio russo è talmente vasto e la popolazione, in proporzione, talmente scarsa, che non vi saranno mai abbastanza operai per tenere in esercizio infrastrutture sufficienti a coprire in maniera efficiente il territorio.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.