Per l’Ambiente tira una brutta aria

Ho pensato molto prima di scrivere queste righe perchè vengo con orgoglio da una tradizione di manifestazioni, rivendicazioni sindacali, attivismo politico. E dunque gusta l’occhio vedere migliaia di giovani attraversare le piazze con i cartelloni e gli striscioni. Una cosa che a detta di molti sarebbe partita da una piccola mocciosa del nord Europa con le treccine di Mercoledì Addams. E poi il tema, signori, il tema: l’ambiente! Roba da urlo per chi, come me, ha avuto l’onore di dialogare con Serge Latouche, padre nobile della decrescita. L’ambiente è importante ragazzi, come si fa a criticare le manifestazioni di questi giorni? Dunque, sulle prime ho pensato di lasciar stare. Inutile cercare la polemica ad ogni costo, il sospetto per forza, il tarlo del dubbio anche di fronte ai ragazzi, ai miei ragazzi, che invece di andare al bar, per una volta hanno bruciato facendosi ritrarre in piazza, con il cartello scritto a pennarello, nottetempo.

Poi però c’è stato il plauso dei soliti noti, e mi sono letteralmente cadute le braccia.

Lo so, lo so. C’è anche chi sui cambiamenti climatici, effetto serra, e compagnia cantando grida alla bufala. Per esempio il fratello maggiore di Jeremy Corbin, attuale leader laburista, è un’affermato scienziato climatologo e sostiene – gessetto alla mano davanti alla lavagna – che gli oceani contengono 50 volte più C02 dell’atmosfera ed è il sole che li scalda a fare la differenza. Poi ci sono anche quelli che pongono l’accento sulle scorregge delle mucche. E avanti così. Con la scienza mainstream siamo alle solite: abbiamo un nutrito gruppo di cattedratici che piange di fronte alla bestialità della diossina prodotta dall’uomo (Luca Mercalli), ed un pari gruppo di accademici che denuncia al mondo che sta roba sul clima è un fake (Carlo Rubbia). Mah! Non avendo competenze e misuratori meglio tacere. Però, di fronte al pianto della Boldrini non si può restare indifferenti.

Quando i potentati simpatizzano per una rivoluzione allora stiamo parlando di una CONTRORIVOLUZIONE.

E se i gilet gialli non hanno mai spazio, se le telecamere si spengono davanti alle proteste in tutta Europa che durano da mesi, perchè allora spellarsi le mani di fronte a Greta Addams?

E’ vero o non è vero che il 90% dei media statunitensi – TV, giornali, cinema, riviste, radio – appartengono a 5 corporations: la Time Warner, Disney/ABC, Viacom, CBS, News/Murdoch e GE? Tutti questi potentati ripetevano le settimane scorse all’unisono la stessa notizia e lo stesso tema (clima, clima, CLIMAAAA!).

Da ieri i media USA sono seguiti da tutti gli altri media occidentali. Un appiattimento acritico non solo sospetto, ma anche preoccupante.

Qualcuno dirà che tali casuali combinazioni non devono essere usate a pretesto per eludere il problema, ma io temo che le buone premesse non ci siano manco per niente e che, anche stavolta, il mondo lo salveremo un’altra volta.

1 Commento

  1. Naturalmente ha ragione il professor Corbin, come chiunque abbia studiato fisica e chimica sa sulla base della legge di Henry. Se poi uno non ci grede basta provare a scaldare una bottiglia di acqua minerale e vedere il botto che fa, naturalmente stando lontani.
    Certe manifestazioni sono riti espiatori. Un tempo, per espiare le colpe vere o presunte dell’umanità, si buciavano sul rogo eretici e streghe. Si consoli professore, una passeggiata a Piazza Venezia e ai Fori Imperiali è meglio di un rogo soprattutto pe coloro che dicono che il cambiamento climatico signinfica che non ci sono più le mezze stagioni.

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