Piantiamola con la famiglia tradizionale: voglio sposare me stesso

In questi giorni si è parlato a vanvera della famiglia tradizionale. Ma siamo ancora là? Ma non sarebbe ora di piantarla con questa istituzione medievale fatta di pisellini e fichette? Ma non lo vedete, orrendi feudali che non siete altro, che siamo circondati da bambine gender con supertarallo che si accoppiano coi paracarri in autostrada; cani che prima di esaurire la loro vita terrena lasciano la cuccia in eredità alla moglie, uomini coi baffi che – mano nella mano a uomini con la barba – fanno shopping vestiti da poliziotti con le borchie?

Io non so voi, ma ogni volta che vado al parco, o faccio la fila al supermarket, vedo tutto questo. Dobbiamo prenderne atto e svegliarci. L’amore è amore, la mamma è sempre la mamma, lo zio è sempre lo zio, ed i diritti vanno estesi a tutti quelli che si amano, senza frontiere, senza limiti. Chi siete voi per venirici a spiegare che cos’è una famiglia? Chi siete voi per deciderlo?

Io, ad esempio, è da tempo che ho fatto outing ed ho deciso di sposarmi con me stesso.

La storia d’amore con me, però, va raccontata, sennò non si capisce.

E’ da un po’ di anni che mi tenevo d’occhio, che mi seguivo. Le prime volte, addirittura, facevo finta di andare al bar dove andavo di solito per incontrarmi, e poi con sorpresa dicevo a me stesso: “tò, chi si vede! anche tu qua? Sei un abitudinario eh? Malandrino di un malandrino!”

E volete che ve la dica tutta? Ogni volta che andavo in quel bar mi ritrovavo! Bisogna crederci nel destino e si … insomma, dai: non può essere un caso. Scoccia pagare sempre a me, ma non mi posso lamentare per questo ed in fondo pago uguale a quando stavo da solo.

Nessuno ci ha presentati, ho dovuto fare tutto io. Per me è stao un colpo di fulmine, ok, ed io uguale, ma non è stato facile per me perchè ho dovuto piano piano stare sulle mie e interrompere i rapporti col mio amico immaginario. Lui – il mio amico immaginario intendo – era sempre tra le scatole: dove andavo io veniva lui. Eppure glielo avevo detto che la nostra era solo amicizia, ma lui è fatto così. Però l’invadenza dai, proprio non la sopporto. Ora che non lo vedo più posso finalmente godermi la relazione con me stesso. Di me, peraltro, mi piace tutto, anche se negli ultimi anni sono ingrassato. Ma chissenè della pancetta! gli occhi restano quelli, le mie labbra tonanti pure, l’odore di orchidea sotto le ascelle, l’ironia, gli interessi … in fondo è tutto quello che conta no? Non sono ricco, è vero, ma son0 generoso, ed io per primo godo dei frutti di questa mia generosità. E poi – su tutti – come non riconoscere che ho molte cose in comune con me stesso e soprattutto che mi piacciono le stesse cose che piacciono anche a me?

Non c’è niente da fare, nelle relazioni di coppia se non si hanno cose in comune poi non funziona. Invece io e me abbiamo un idem sentire che non avevo mai ritrovato con nessun altro prima di adesso.

Date queste premesse pensiamo di convolare presto a giuste nozze. Anch’io e me stesso siamo una famiglia: forse devo essere discriminato perchè alla cerimonia nuziale verranno solo i mei amici e parenti? Ho anche trovato i testimoni, Mirko e Dragan di Sarajevo. Due nani bosniaci pieni di peli che hanno l’hobby di mangiare merda e parlano solo attraverso i rutti. La prossima legge sulle unione civili dovrebbe tenerne conto, ma mi rendo conto che l’ostracismo verso i paesi dell’ex Jugoslavia continua imperterrita nonostante gli anni che passano.

A dire il vero comunque, anche se la legge è dalla mia, una cosa di cui mi devo lamentare di me stesso c’è. Il sesso! Per quanto me lo tiri, ancora non sono riuscito ad incularmi. Tira che ti ritira la cosa sta diventando dolorosa, ed il senso di insoddisfazione alimenta me stesso. Lo so che posso darmi una mano, ma anche la masturbazione richiede polso fermo, ed io non ce l’ho.

Il mio dottore mi sta rincuorando per fortuna. Ha detto che grazie ad un trapianto di organo con Alfio (un mulo che ho conosciuto passeggiando in campagna e che mi ha detto subito si), l’annoso problema con me stesso potrebbe risolversi senza dolore.

Si fa per dire.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.