Gesù e la MMT

Gesù di Nazareth si occupava di economia, e la Bibbia pure. Questa è la tesi sostenuta dall’economista americano Michael Hudson che ha studiato le Sacre Scritture per circa 30 anni ed ha appena pubblicato un libro sul tema.

Siccome anche noi ce ne siamo occupati, e molto, della faccenda, vale la pena di capire di cosa si tratta, dato che la lungimiranza del messia ha davvero del miracoloso. E magari fosse ascoltato per questo, e non per il tema del peccato.

“Il cristianesimo che conosciamo oggi non è il cristianesimo che fu di Gesù”, dice infatti il professor Hudson.

Non solo, anche il giudaismo che conosciamo oggi non è il giudaismo di Gesù.

L’economista ha ripreso la polemica su quel celebre passaggio del Padre Nostro: “rimetti a noi i nostri debiti”.

La maggior parte dei leader cristiani afferma che il cristianesimo è tutto incentrato sul peccato, e nulla dicono sul debito. Ma la cosa sorprendente, in realtà, è che la parola usata per il peccato e quella usata per il debito è la stessa parola in quasi tutte le lingue.

“‘Schuld’, in tedesco, significa” debito “oltre che” offesa “o” peccato”. È “devoir” in francese. Aveva la stessa dualità di significato persino nella lingua babilonese.

Michael Hudson ha trovato conferme di questo con gli assiriologi e gli studiosi biblici, affermando che la Bibbia è preoccupata del debito, non del peccato.

L’assunto rimanda all’antico concetto di “wergeld” – esistente in alcune parti dell’Europa e di Babilonia – secondo il quale la famiglia di qualcuno che era stato ferito o ucciso veniva compensata dell’ammanco sulla base del rango sociale che rivestiva. E’ un concetto che troviamo ancora oggi, ad esempio, in Albania, e recentemente la trasmissione televisiva le Iene se n’è occupata molto, mostrando due servizi su un ragazzo albanese ucciso mentre tentava di rubare in una casa privata. La famiglia d’origine, direttamente dall’Albania, ora pretende un compenso in denaro, sostenendo che l’uccisore (l’italiano che ha sorpreso il ladruncolo in casa sua) ha ora un debito con la famiglia.

Il pagamento – lo Schuld o l’obbligo – si trova dunque in un rapporto causa-effetto preciso, e persino i dieci comandamenti riguarderebbero il debito

Anticamente, mogli e figlie dei debitori erano indotte alla schiavitù sessuale dai padri come garanzia per debiti non pagati. Da questa situazione deriverebbe il comandamento: “non desiderare la moglie del tuo prossimo”.

Allo stesso modo, il comandamento “non rubare” si riferisce all’usura e allo sfruttamento a causa della minaccia per debiti.

Perché Gesù fu crocifisso? Secondo l’economista americano, per le sue opinioni sul debito. La crocifissione era una punizione allora riservata soprattutto a chi aveva opinioni politiche alternative a quelle ufficiali.

“Comprendere la crocifissione di Gesù significa capire che è stata la punizione per le sue opinioni economiche”, dice il professor Hudson. “Le sue idee erano una minaccia per i creditori”.

La figura di Gesù Cristo che emerge da questi studi è quella di un attivista socialista favorevole alla cancellazione del debito.

I governi possono perdonare il debito. La Bibbia dice così.

Per capirlo, occorre avere presente cosa fosse il cosiddetto “debito giubilare”

In Assiria e Babilonia, ogni volta che un nuovo governante arrivava al potere, la prima cosa che faceva era stilare una “lista pulita”, perdonando il debito personale della popolazione in quello che era noto come “debito giubilare”.

Per coloro che non potevano pagare, l’alternativa sarebbe stata infatti quella di diventare schiavi dei loro creditori. I governi avrebbero allora perso la disponibilità di tali debitori a combattere nell’esercito.

Ma i governanti dell’antichità classica che cancellarono i debiti dei loro sudditi tendevano a essere rovesciati con frequenza inquietante – dai “tiranni” greci del VII secolo a.C. che rovesciarono le aristocrazie di Sparta e Corinto, ai re di Sparta, Agis e Cleomene nel III secolo a.C., che cercò di cancellare i debiti spartani, i politici romani che sostenevano la riduzione del debito e la ridistribuzione della terra, tra i quali anche Giulio Cesare.

Il primo sermone di Gesù riportato nel Vangelo di Luca documenta un discorso nel quale annunciava che era venuto per ripristinare l’Anno giubilare, laddove con giubileo si deve intendere il significato appena citato di remissione dei debiti.

Il termine “vangelo” (o “buona notizia”) era usato specificamente per riferirsi alla cancellazione del debito che divenne la principale lotta politica dell’epoca imperiale romana, mettendo Gesù contro i farisei-creditori, un partito politico e un movimento sociale che fu a fondamento del giudaismo rabbinico.

Gesù è morto per i nostri debiti, dunque, non per i nostri peccati.

Nel suo nuovo libro, Hudson sostiene che Gesù ha pagato il prezzo più alto per il suo attivismo politico.

I farisei, Hillel (il fondatore del giudaismo rabbinico) e i creditori che li sostenevano decisero che la crescente popolarità di Gesù era una minaccia per la loro autorità e ricchezza.

“Hanno detto ‘dobbiamo sbarazzarci di questo tizio e riscrivere l’ebraismo e spostare tutto sul sesso invece che sulla lotta di classe’, che è proprio un tema tipico del Vecchio Testamento”, ha detto Hudson, che in una recente intervista c’è andato giù molto pensante.

“Fu allora che il cristianesimo venne capovolto. Il cristianesimo è diventato così anti-Gesù, l’equivalente del Tea Party americano, che applaude ricchezza e persino avidità, in stile Ayn-Rand. “

L’economista ribadisce infatti che il cristianesimo fu poi modellato da San Paolo, seguito dalla scuola “africana” di Cirillo d’Alessandria e Sant’Agostino.

“Negli ultimi 1000 anni la Chiesa cattolica ha affermato che è nobile essere poveri. Ma Gesù non ha mai detto che era bello essere poveri. Quello che ha detto è che i ricchi sono avidi e corrotti. Questo è ciò che anche Socrate aveva sostenuto, così come Aristotele e gli stoici filosofi romani, ed i profeti biblici in Isaia”.

Neanche Gesù disse che era bello essere poveri perché ciò ti avrebbe reso migliore.

Quello che Gesù sosteneva, semmai, era che se hai tanti soldi, dovresti condividerli con altre persone.

“Ma non è quello che professa il cristianesimo evangelico oggi”, dice il professor Hudson. “I cristiani fondamentalisti americani dicono che non condividerebbero un solo centesimo.

Cosa farebbe Gesù di questi tempi?

Per capire come risolvere l’economia di oggi, Hudson afferma che le risposte della Bibbia erano piuttosto pratiche, almeno per quell’era.

“Quando hai un massiccio accumulo di debito che non può essere pagato, o cancelli il debito e lo start-over – come fece la Germania durante il Miracolo del 1947 quando gli Alleati perdonarono tutti i loro debiti eccetto i saldi minimi – oppure lasciamo che i creditori possano rovinarli come ha fatto l’America dopo la crisi del 2008 e 10 milioni di famiglie americane persero le loro case”.

“Il mondo di oggi crede nella santità del debito. Ma dai Sumeri e Babilonesi fino alla Bibbia, le cancellazioni periodiche del debito erano sacre “.

“Se vogliamo capire Gesù, allora ci rendiamo conto che questa è la stessa lotta che dura da migliaia di anni, attraverso la civiltà – e cioè il tentativo della società di far fronte al problema che i debiti crescono più velocemente delle capacità di ripagarli“.

1 Commento

  1. Buongiorno.
    Nella Bibbia ( Deuteronomio 15 ) Mosè istituisce l’anno giubilare:

    [1]Alla fine di ogni sette anni celebrerete l’anno di remissione.

    [2]Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che abbia diritto a una prestazione personale in pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l’anno di remissione per il Signore.

    [3]Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere.

    [4]Del resto, non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il Signore certo ti benedirà nel paese che il Signore tuo Dio ti dà in possesso ereditario,

    [5]purché tu obbedisca fedelmente alla voce del Signore tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti dò.

    [6]Il Signore tuo Dio ti benedirà come ti ha promesso e tu farai prestiti a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito; dominerai molte nazioni mentre esse non ti domineranno.

    [7]Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città del paese che il Signore tuo Dio ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso;

    [8]anzi gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova.

    [9]Bada bene che non ti entri in cuore questo pensiero iniquo: E’ vicino il settimo anno, l’anno della remissione; e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla; egli griderebbe al Signore contro di te e un peccato sarebbe su di te.

    [10]Dagli generosamente e, quando gli darai, il tuo cuore non si rattristi; perché proprio per questo il Signore Dio tuo ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano.

    [11]Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese; perciò io ti dò questo comando e ti dico: Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nel tuo paese.

    http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P4O.HTM

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